Gardaland chiuderà il delfinario Palablu?

Molto spesso l'etica entra in conflitto con la reddittività di un'attrazione o, più in generale, con questioni meramente economiche eppure, solitamente, essa ne esce tristemente sconfitta. Questa volta, però, le cose potrebbero andare diversamente, almeno a Gardaland, considerata la fabbrica dei sogni per tanti bambini italiani ma non certamente per i delfini e gli amanti degli animali.. Nel giro di un anno, infatti, il noto parco dei divertimenti potrebbe decidere di smantellare definitivamente il suo delfinario che, ogni estate, viene riempito da non meno di 750 mila spettatori. E lo farebbe, come è evidente, contro i propri interessi economici a tutto vantaggio dell'etica anche se, al momento, non esistono proiezioni ufficiali che evidenzino quale sarebbe il ritorno d'immagine che Gardaland ne avrebbe e quale sarebbe il numero delle persone che, proprio per questa scelta, sceglierebbero di mettervi piede, magari dopo anni di boicottaggio...

A latere, poi, resta il fatto che la proprietà di Gardaland è nelle mani della britannica Merlin Entertainments, una multinazionale del divertimento che si è schierata, a livello internazionale, più volte contro la caccia alle balene e ai cetacei in genere e, nonostante la profluvie di acquari nela mani della stessa Società, il danno d'immagine per l'ammissione di delfinari all'interno dei propri parchi giochi è notevole, specie in patria... Immediata è stata la reazione della Lav che auspica la chiusura del Palablu al più presto ma ricordando anche che, in tal caso, sarebbe da chiarire la sorte dei delfini attualmente "detenuti" a Gardaland - per i quali si è parlato, purtroppo, anche di un eventuale "trasferimento" in altre strutture similari. E che senso avrebbe, ci domandiamo? L'etica, in questo caso, sarebbe limitata al solo senso della vista? Ai posteri l'ardua sentenza....

Foto | Flickr

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