Cos’è il Pet Coke? Me lo spiegò tempo fa un dirigente di Legambiente: “è quel che resta in fondo al barile dopo aver tratto dal maiale petrolio tutto quello che è possibile”. In pratica è uno scarto di lavorazione del petrolio, che andrebbe smaltito a norma di legge come rifiuto speciale altamente inquinante.
O, almeno, così è nel resto del mondo, ma non in Italia dove, nel 2002, il governo Berlusconi per decreto trasformò la denominazione del Pet Coke da “rifiuto” in “combustibile”. E, se è un combustibile, si può bruciare in centrale elettrica per produrre energia.
Lo si fa a Gela, all’interno della centrale termoelettrica dell’Eni.
Saverio Di Blasi è la persona che, da dieci anni, cerca di eliminare questa anomalia tutta italiana. Con risultati a volte positivi, a volte negativi, come nel caso del decreto governativo. Oggi è in attesa di una sentenza della magistratura gelese che ha il dossier Pet Coke sul tavolo dal 2005.
Nel frattempo ignoti malviventi gli hanno bruciato la macchina. Tre volte…
ansimo
16 giu 2010 - 10:17 - #1Ma per l’auto hanno utilizzato il pet coke?
Ironia (di basso profilo) a parte, in casi come questo non dovrebbe intervenire la comunità europea? Facenti parte della comunità, questa impone che dobbiam essere tutelati adottando le misure (e leggi) degli altri stati…. o questo vale solo per le prescrizioni ridicole in materia alimentare?
marchetto73
16 giu 2010 - 10:21 - #2Il “buon governo” colpisce ancora……
Menomalechesilvioc’è :(