Marea nera: Obama è in pauroso ritardo, ma alla fine ha ragione...

Marea nera: Obama �¨ in pauroso ritardo, ma alla fine ha ragione...

Cosa diavolo sta succedendo con questa maledetta marea nera? E' successo che, i primi giorni, nessuno si preoccupava più di tanto perchè si diceva che al massimo stavano uscendo dal fondo del male 5.000 barili di petrolio al giorno.

Obama guardava, storceva il naso ma guardava: a mettere mano al buco erano i tecnici di Bp.

Poi si è saputo che i barili erano 15.000, Bp ha provato due o tre soluzioni tecniche al limite del fantascientifico con risultati tra il ridicolo e il raccapricciante.

Obama parlava, forte ma parlava: a mettere mano al buco erano sempre i tecnici di Bp, con la Guardia Costiera che cercava di mettere un freno al petrolio e la Nasa che scattava foto dall'alto. Si credeva ancora di poter mettere una pezza...

Ad un certo punto è spuntata la storia che i barili erano 40.000, e Bp ne aspirava 15.000 al massimo. E, tra le altre cose, ci ha messo un mese buono per trovare un sifone che funzionasse decentemente.

Obama minacciava: calci nel sedere ai responsabili.

Adesso, invece, si viene a sapere che le operazioni di aspirazione del petrolio sono ferme al palo, perchè troppo rischiose. Contemporaneamente, però, i barili incredibilmente diventano 60.000 mila al giorno.

Obama parla di nuovo, ma con i responsabili e con la Nazione.

E' evidente, in tutta questa storia, che il disastro non è stato minimamente gestito: il governo statunitense ha lasciato fare per troppo tempo a Bp, che era la causa del male stesso visto che si è saputo che l'azienda sapeva benissimo che quel pozzo dava problemi.

Oggi il presidente, che pochi giorni fa aveva fatto il panegirico delle fonti rinnovabili, chiede ai suoi connazionali di emanciparsi dalla (pericolosa) schiavitù del petrolio. Ha ragione, è in pauroso ritardo ma ha ragione...

Togliere di mezzo petrolio, piattaforme, raffinerie e oleodotti da un giorno all'altro non si può. Lo sappiamo tutti: sarebbe bello ma non si può. Ma siccome errare è umano e perseverare è bello e comodo, meglio che gli Stati Uniti si diano una mossa prima che scoprano che è troppo tardi.

Cosa dire, a questo punto, dell'insistenza sul petrolio e sul gas non convenzionali? Cosa dire dei nuovi progetti (stoppati solo a causa del disastro) di perforazione off shore? Cosa dire della resistenza da parte di una buona fetta del mondo politico americano su ogni iniziativa che abbia a che fare con il progressivo abbandono del petrolio in favore di altre fonti e altri vettori di energia più puliti e meno pericolosi per l'ambiente?

Qualcosa va fatto, e non è ancora troppo tardi...

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