E’ stata pubblicato in questi giorni sulla rivista Conservation Letters l’agghiacciante esito di un’indagine condotta da un gruppo di biologi di varia nazionalità all’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi in un arco di tempo di poco superiore alle due settimane e che riguarda, ancora una volta, il traffico illecito di animali o di parti di essi.. Su 134 passeggeri provenienti da 14 Stati africani, nove persone sono state trovate in possesso di carne di animali selvatici (11 le specie riconosciute tra cui molte protette e 4 a rischio estinzione) - per un peso complessivo di 188 kg tranquillamente nascosti - alla meno peggio - nei bagagli. In particolare, tra le carcasse rinvenute, sono state segnalati 2 tipi di primate, due di coccodrillo e tre di roditori… Ma nessuna delle persone fermate, ovviamente, aveva “qualcosa da dichiarare”.
Il problema, lamentano gli studiosi, è che i controlli negli scali aeroportuali sono ridicoli così come le eventuali pene, assolutamente risibili soprattutto se poste a confronto col danno alla biodiversità che questo tipo di traffico produce, mentre la reddittività della carne di scimmia - ad esempio - pare sia estremamente alta sul mercato internazionale. In particolare su quello europeo, 4 kg di carne di questo nostro parente così prossimo possono facilmente superare il costo di 100 euro contro gli appena 4 del Camerun… A tal proposito, poi, è impossibile non ricordare che in molti Paesi africani - specie nelle aree rurali - la carne degli animali selvatici è la prassi e per molte persone, in certe situazioni, essa rappresenta l’unica alternativa possibile anche se il “bush meat” per lo più, da quelle parti si scaglia specialmente sui piccoli roditori che tendono a riprodursi molto in fretta… Ma qui, nel Vecchio Continente è diverso, e per certi individui, procacciarsi della carne di specie esotiche - meglio se rare - rappresenta uno stupido status simbol … La cosa che lascia inorridire noi tutti, ancora di più, poi, è l’entità dei sequestri che secondo le proiezioni dovrebbe assumere le dimensioni di una vera e propria carneficina tanto macabra quanto rischiosa - anche per la salute umana - che vedrebbe passare ogni anno, per il solo nodo aeroportuale francese, almeno 270 tonnellate di carne di animali selvatici… e preferisco evitare il calcolo degli esseri viventi uccisi e seviziati a questo scopo…
Mauriziosat,9
21 giu 2010 - 18:31 - #1SIAMO ONNIVORI quindi mangiamo anche la carne.
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Gli ecotonti e la loro ipocrisia nell’uccidere gli animali per mangiarli…
phasezero85
21 giu 2010 - 19:37 - #2Essere onnivori non implica la necessità di mangiare carne.
La frase corretta è: “Siamo onnivori e possiamo scegliere se mangiare anche carne”
nello87
21 giu 2010 - 20:17 - #3..e possiamo scegliere anche quale mangiare se proprio la vogliamo mangiare
pasquino-redazione
21 giu 2010 - 21:05 - #4Mauriziosat,9: tu mangi carne di scimmia? O preferisci una cotoletta di coccodrillo? Ah già, sei onnivoro: quindi immagino ti possa piacere la carne di ocelot…
njk
21 giu 2010 - 21:30 - #5“Siamo” ma siamo chi? Io non mangio carne e onnivoro non sono! “Siamo”… bella questa
Per quanto mi riguarda l’animale é spesso il l’uomo. E il suo essere onnivoro lo testimonia
govinda
22 giu 2010 - 09:28 - #6Che ragionamento cinico e superficiale M9, non serve essere “ecotonti” per capire che l’impoverimento del numero di specie animali e vegetali è un danno, ed ecologista non significa “vegetariano/vegano”.
Va bene che per ogni cultura ci sono animali che per altre non fanno parte dell’alimentazione; ma il fatto principale è che chi consuma quella carne potrebbe sceglierevisto che non lo fa certo per necessità.
alter_ego
22 giu 2010 - 11:23 - #7@ pasquino-redazione
Beh in Australia si mangia davvero la carne di coccodrillo. Non l’ho provata, dicono che sia molto buona. Pensa cmq che in Corea e’ normale mangiare cani, mentre mi risulta che in USA i conigli siano cosiderati animali da compagnia.
La dieta e’ cosa culturale, cosi’ come vedere alcuni animali come da compagnia o edibili.
Sempre in AU c’era un serial/reality chiamato Border Patrol o qualcosa del genere. Bene, molto dello “spaccio” di carne era in realta’ gente che si portava il suo cibo da casa; gli asiatici e gli italiani erano fra i peggiori, con tutti quei salami non confezionati, paste ripiene fatte in casa… d’altronde abbiamo una forte cultura per il cibo.
Sorvegliare gli aereoporti e’ sacrosanto, cosi’ come tutelare le specie a rischio.
Ma non mi pare che buttare in galera la povera turista che NON CAPISCE perche’ non puo’ portarsi la carne comprata a casa sua… questa non e’ certo salvaguardia della biodiversita’ (basti pensare al traffico marittimo, altro che aerei). Mi parrebbe molto piu’ utile estendere parchi veramente protetti, combattere il bracconaggio e la corruzione di chi non combatte il commercio di carni illegali! Il povero utente finale e’ il piu’ facile da colpire, ma e’ anche quello che arreca meno danni.
salkappa2
18 lug 2010 - 12:49 - #8Batto le mani a quegli extra terrestri che considerandoci degli animali ci divorassero a più non posso.
Meglio vivi, coscienti e allo spiedo!
Rispetto a E.T. siamo una razza inferiore!