Elezioni: l'energia e l'Unione

Unione o Casa delle LibertàQui ad Ecoblog non ci fermiamo mai. Mille idee, poco tempo, tanti suggerimenti ed infiniti argomenti. L'ultima novità è quella di dare la parola a qualche ospite pescato magari tra i commentatori del blog o altrove. Incominciamo con Enrico Pascucci assiduo commentatore, sta a voi capire qual'è il suo nick-name.

Il testo che segue è preso dal programma dell'Unione il
centro-sinistra per l'eventuale prossimo governo.

"Quanto alle "nuove fonti rinnovabili" (eolico, biomasse,
fotovoltaico, solare a concentrazione, solare termico,
idroelettrico di piccola taglia , geotermia), vogliamo nell'arco
della legislatura siano almeno raddoppiate, in modo
da giungere al 2011 al 25% di produzione elettrica da rinnovabili.
A tal fine, applicando correttamente le direttive
comunitarie e utilizzando le migliori esperienze europee,
si potrà rivedere il sistema d'incentivazione delle fonti
rinnovabili e favorire il passaggio dai certificati verdi a
tariffe certe, incentivanti per un numero definito di anni,
differenziate per le diverse fonti.
Nel settore della ricerca sulle energie sostenibili, crediamo
che un ruolo di rinnovata centralità spetti all'ENEA:
un prezioso patrimonio di esperienze lasciato per troppo
tempo nell'abbandono. Puntiamo inoltre allo sviluppo di
appositi centri di eccellenza per il settore energetico e
ambientale che svolgano attività di ricerca e diffusione
tecnologica soprattutto sulle soluzioni a rete. In particolare
riteniamo che vadano intensificati gli sforzi di
ricerca sul "sequestro del carbonio", sull'idrogeno
"verde", sulle celle a combustibile. Una ripresa del programma
nucleare in Italia oggi non è proponibile.
Circa l'energia nucleare, il nostro impegno per la riduzione
del rischio è orientato a produrre:
- azioni di messa in sicurezza del combustibile e delle
scorie esistenti in Italia;
- la partecipazione in sede internazionale alla ricerca sul
nucleare pulito di nuova generazione.
Infine, proponiamo la realizzazione di un Programma energe-
tico-ambientale, nazionale e regionale, concertato fra lo
Stato e le Regioni, con la partecipazione degli enti locali
e dei portatori di interesse. Il Programma deve essere
accompagnato da una valutazione ambientale strategica,
con adeguato monitoraggio, e coordinato da un Consiglio
superiore per l'energia, supportato a sua volta dall'azione
di un'Agenzia nazionale per l'energia e per l'ambiente."

Dal programma si può riscontrare l'attenzione per le rinnovabili ma
non solo, finalmente qualcuno, dopo decenni, mette in bilancio la
manutenzione degli impianti di stoccaggio delle scorie nucleari
presenti in Italia, impianti che fin dalla messa al bando del nucleare
sono stati abbandonati a se stessi.
Saranno spesi anche soldi per finanziare ricerche internazionali sul
nucleare . Questa non è una bella notizia. Ci sono governi in Europa
che si sono resi conto che l'investimento economico per le nuove
generazioni del nucleare è decisamente troppo elevato. Chi fin'ora ha
investito nel nucleare lo sta abbandonando: la Germania prevede di
spegnere l'ultima centrale nel 2021, la Svezia prevede di riuscire a

fare a meno del nucleare in 15 anni.
Le tecnologie delle fonti rinnovabili sono ancora immature eppure in
alcuni casi già competitive e hanno al contrario del nucleare un ampio
margine di miglioramento nell'efficienza costo/kw.

In altri punti del programma si accenna anche ad investimenti per la
ricerca e all'incentivazione del risparmio energetico, cosa
sicuramente buona e giusta, ma non si parla affatto della
realizzazione di semplici leggi (gia fatte da altri stati, ad esempio
dal Giappone) che permettano fin da subito di abbattere il consumo
energetico nazionale e senza spendere un centesimo di denaro pubblico!

Di cosa ancora non si parla? Della decentralizzazione della produzione
energetica, questo è un tema che non è mai piaciuto ai nostri
esponenti politici, daltronde lo Stato è azionista dell'Enel.

[by Enrico Pascucci]

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