Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari

Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro Oggi il triste anniversario della strage di Ustica: 30 anni fa morivano 81 persone e ancora nessuno sa perché. Era il 27 giugno 1980 e il Dc9 della compagnia aerea Itavia volo IH870 doveva raggiungere Bologna da Palermo con i suoi 81 passeggeri. Non ci arrivò mai, esplose sul cielo di Ustica.

Le inchieste e i magistrati che hanno indagato si sono succedute nel tempo ma una risposta definitiva, a quello che fu definito un muro di gomma, non è mai arrivata e le famiglie delle vittime attendono ancora che qualcuno indichi i responsabili della strage. L'ipotesi, secondo il dossier scritto da Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro, che hanno pubblicato Avvelenati (Città del sole edizioni) è questa, come riporta Reggio TV:

Tanti gli scenari inquietanti, tra cui la morte di Ilaria Alpi, il porto nucleare di Eel Ma ‘Ann a nord di Mogadiscio in Somalia, la vendita di armi ad Iran e Iraq da parte dell’Italia ed anche la strage di Ustica. In particolare le trattative per la vendita di Uranio da parte dello Stato Italiano a paesi arabi non sarebbero stati graditi ad Israele e Stati Uniti, divenendo così il centro di uno scontro internazionale per il blocco di questi stessi traffici. Scontro che potrebbe essere culminato nella strage di Ustica laddove il DC9, secondo una della ipotesi, sarebbe stato carico di barre di uranio rubate e dirette in Libia sarebbe stato abbattuto dai servizi segreti israeliani.

L'ipotesi scorie nucleari anche nell'ultima puntata di Exit Files su La7.

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