Biomasse: otto associazioni chiedono regole certe al Ministero dello Sviluppo Economico

Biomasse: otto associazioni chiedono regole certe al Ministero dello Sviluppo Economico

Aiel, Anci, Cia, Coldiretti, Fiper, Itabia, Legambiente, Uncem: dalle associazioni di categoria dell'agricoltura fino a quelle dei comuni italiani, tutti vogliono un quadro normativo chiaro e incentivi certi e trasparenti per la produzione di energia elettrica da biomassa. E hanno scritto al Mse per ottenerlo.

Nella lettera inviata al Ministero, infatti, si mette in luce la specificità del settore delle biomasse che, non va dimenticato, se lasciato a uno sviluppo caotico potrebbe fare più male che bene:

la programmazione nazionale non può ignorare la specificità di questa fonte energetica indissolubilmente legata all’uso del suolo e al lavoro agricolo (ossia di chi coltiva e raccoglie la materia prima nei campi, nei boschi o nelle aziende zootecniche) e di conseguenza alla produzione di cibo, alla fertilità e agli stock di carbonio nel terreno, alla qualità delle acque di falda e non ultimo al reddito degli agricoltori

La cosa, quindi, è delicata e va gestita bene. Sia dal punto di vista normativo che da quello economico:

chiediamo pertanto al Governo italiano di definire, insieme agli obiettivi quantitativi, un quadro coerente di criteri di priorità e di incentivi per le biomasse che da una parte dia certezze agli operatori e agli agricoltori sugli investimenti da qui al 2020 e che dall’altra premi realmente la produzione agricola e l’efficienza energetica delle filiere

Il problema, affermano le associazioni firmatarie della lettera inviata al Ministero, è che la produzione di biomasse non andrebbe mai dissociata da quella agricola tradizionali a fini alimentari. Al contrario, la dovrebbe integrare e non sostituire:

l’esigenza di mantenere un saldo legame con la produzione agricola è tanto più pressante in un periodo di grave crisi dell’agricoltura italiana ed europea. Tra riduzione dei premi comunitari e calo dei prezzi delle derrate alimentari, la produzione di energia da rinnovabili nelle aziende agricole, grazie agli attuali criteri di premialità, rischia di trasformare la sua finalità originaria – ossia di attività integrativa del reddito dell’agricoltura – in quella di attività sostitutiva dell’agricoltura

Tra le priorità proposte, il calcolo della quota di biomasse potrà produrre e utilizzare rispetto al totale nazionale, l'incentivazione del biometano prodotto da escrementi zootecnici e scarti della filiera agricola, e l'incentivazione della produzione di calore oltre che della sola energia elettrica.

Via | Fiper
Foto | Flickr

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