L'Unione Europea non vieterà la vendita della Nutella

L\'Unione Europea non vieterÃ�  la vendita della NutellaNessuno scontro tra Ue e Ferrero sulla Nutella. Parola di Renate Sommer, relatrice del Parlamento europeo per la normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La vicenda ha avuto inizio a metà giugno, quando l'Europarlamento ha votato le nuove regole per le etichette dei prodotti alimentari imponendo alle aziende di indicare chiaramente la quantità di grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie.

Ferrero, però, si era dichiarata assai poco soddisfatta della nuova normativa in quanto le avrebbe imposto di comunicare in etichetta buona parte della ricetta della Nutella, che come è noto è segretissima tanto quanto quella della Coca Cola. Ora, però, la Sommer precisa:

I deputati non stanno cercando di vietare la vendita di uova alla dozzina e neppure la vendita o la commercializzazione della Nutella. In base alle proposte attuali, il contenuto di sale, grassi e zucchero diventerebbe un'informazione obbligatoria sulle etichette degli alimenti. Un'altra legislazione vigente stabilisce l'uso del ''profilo nutrizionale", attraverso un sistema di controllo sul diritto di un prodotto di contenere messaggi sanitari e nutrizionali, come ad esempio la dicitura "ricco di calcio" oppure "buono per il tuo cuore". Non vi sono proposte volte a includere sulle etichette degli alimenti avvertenze sanitarie e neanche per vietare la commercializzazione o la vendita di qualsiasi prodotto

Sui tempi, e sui modi, dell'entrata in vigore delle nuove norme, poi, l'eurodeputata afferma:

La normativa proposta sarà approvata soltanto se e qualora si raggiungerà un accordo tra il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'UE. Il Parlamento ha votato una serie di emendamenti alla legislazione sull'etichettatura dei prodotti alimentari il 16 giugno in prima lettura. Le discussioni sono in corso e nessun accordo è previsto prima della metà del 2011. Le norme entrerebbero in vigore dopo tre anni per le imprese (oppure dopo cinque anni per le piccole imprese) per permettere loro di conformarsi alle nuove disposizioni. I supermercati e i negozi alimentari saranno interessati da tali cambiamenti al più presto a partire dal 2014

Sembrerebbe, quindi, che Ferrero non dovrebbe avere grossi problemi, almeno a breve: nella peggiore delle ipotesi avrebbe 3-4 anni per trovare una soluzione. Il vero fronte aperto, quindi, rimane quello con Greenpeace ed altre associazioni ambientaliste che da anni portano avanti una battaglia per convincere le multinazionali alimentari a ridurre l'uso di olio di palma nelle loro preparazioni per limitare la distruzione delle foreste pluviali.

Battaglia che, ad oggi, fa segnare la vittoria di Greenpeace contro Nestlé che, in seguito alla diffusione di un video shock con protagonisti gli oranghi, ha dovuto fare il primo passo indietro.

Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr

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