Incendi in Portogallo: 9 vittime e oltre 40mila ettari in fumo nel mese di agosto

In venti giorni in fumo una superficie pari a 71400 campi da calcio. La polizia ha fermato 50 persone accusate di avere appiccato il fuoco

Incendio Portogallo

L’azzurro e limpido cielo del Portogallo, in questo agosto 2013, si è colorato di grigio: la follia dei piromani ha seminato il terrore nelle tante aree boschive del Paese contraddistinte dagli alti e indistruttibili eucalipti, capaci di risorgere come l’araba fenice e di sopravvivere agli incendi, ma, allo stesso tempo, facile preda della follia incendiaria. Perché l’eucalipto brucia in fretta e altrettanto in fretta arde il suo sottobosco.

Il Paese è in stato di emergenza: dall’inizio del mese i roghi hanno fatto nove vittime, fra queste cinque erano vigili del fuoco e due di questi cinque erano donne. L’ultima vittima era una volontaria di ventun anni che aveva fornito la propria opera per cercare di estinguere uno dei tanti focolai della peggiore ondata di incendi degli ultimi trent’anni.

Oltre 9250 incendi sono stati registrati dall’inizio dell’anno ma sono state soprattutto le ultime due decadi di agosto le più martoriate da questa piaga con la quale i portoghesi devono combattere ogni estate a causa del caldo e del clima secco favorito da un vento persistente che facilita la diffusione delle fiamme.

In appena venti giorni sono andati in fumo 50mila ettari di area boschiva, più che in tutto il 2007 o il 2008. Tanto per avere un’idea della vastità dei roghi basti pensare che l’area bruciata corrisponde a circa 71400 campi da calcio ed equivale alla superficie di 1136 Città del Vaticano. Un disastro immane che da settimane occupa le prime pagine dei giornali e monopolizza i notiziari televisivi.

Le zone maggiormente colpite sono quelle della Serra de Caramulo e dell’area naturale protetta della Serra de Alvao (nella foto) che negli scorsi giorni hanno impegnato, rispettivamente, 500 e 300 pompieri, più della metà dei 1400 vigili del fuoco impiegati nelle operazioni di spegnimento.

I numerosi Canadian Air francesi hanno raccolto l’acqua nelle numerose dighe che contraddistinguono il territorio portoghese. Altri incendi sono avvenuti nel Nord, nelle regioni del Minho e Tras os Montes. Altri incendi sono avvenuti ai piedi della Serra de Estrela, il più alto rilievo del Paese: a Covilha, a Gois e Oliveira de Hospital molti residenti e villeggianti sono stati costretti alla fuga. Anche a Madeira, l’isola africana che è provincia autonoma i “bombeiros” hanno dovuto fronteggiare numerose emergenze.

Le forze di polizia hanno posto in arresto circa 50 persone ( fra cui cinque ragazzi di età compresa fra i 13 e i 16 anni) sospettate di avere appiccato il fuoco. Le vittime degli incendi, gli agricoltori che hanno perso le proprie abitazioni e i propri campi e la popolazione delle aree maggiormente colpite chiedono che le pene detentive vengano inasprite.

Sappiamo che molti di questi incendi sono di origine criminale e, di conseguenza, anche se non si conoscono i mezzi utilizzati, la simultaneità nell’inizio dei focolai non lascia alcun dubbio su quali siano gli obiettivi perseguiti dai responsabili degli incendi,

ha dichiarato il primo ministro Pedro Passos Coelho dopo aver visitato la zona della Serra de Caramulo. Il Portogallo ha chiesto all’Unione Europea che vengano inviati ulteriori rinforzi oltre ai Canadian air francesi che da giorni sorvolano i cieli del Paese. Spagna e Croazia hanno confermato l’invio di velivoli che già da oggi supporteranno la flotta lusitana.

Foto | Davide Mazzocco

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