
Dopo il comune di Alba, tutta la Regione Piemonte potrebbe dire no al fotovoltaico a terra. O almeno così vorrebbe la nuova Giunta Regionale guidata dal leghista Roberto Cota che ha appena votato un disegno di legge molto restrittivo che adesso dovrà essere esaminato dal Consiglio Regionale. Si tratta, in sostanza, di una moratoria.
Massimo Giordano, assessore all’Energia, pensa infatti che il fotovoltaico a terra sia un’offesa al territorio, un male da estirpare:
La posizione dell’amministrazione su questi temi è nota dal suo insediamento, questa Giunta sta lavorando per la definizione di nuovi strumenti di incentivazione al fotovoltaico sulla superficie di edifici e in aree marginali. È fra le nostre priorità porre un freno al proliferare di questi impianti su terreni agricoli e con vincoli territoriali. In questi anni c’è stata un’eccessiva crescita di tali installazioni, che hanno deturpato intere aree del territorio piemontese. Si impone quindi una regolamentazione
L’assessore regionale, tra l’altro, anticipa che una mossa del genere potrebbe essere presa anche da altre regioni a causa della mancanza di linee guida nazionali che regolino in maniera chiara cosa si può impiantare e dove e suggeriscano agli enti locali i parametri, uniformi per tutti, per accettare o meno un impianto fotovoltaico industriale:
Il problema di disciplinare questo utilizzo è comune a tutti. Noi abbiamo deciso di intervenire con un disegno di legge, su cui stiamo lavorando, perché da molti anni attendiamo l’approvazione delle linee guida a livello nazionale
Qualunque opinione si abbia sui grandi impianti fotovoltaici a terra, quindi, è ormai chiara una cosa: in Italia si sta rapidamente passando dall’assenza di leggi alle leggi “fai da te”. In ogni caso, un far west…
Via | Regione Piemonte
Foto | Flickr
P Zellner
08 lug 2010 - 09:22 - #1Beh, in effetti perché consumare terreno quando ci sono milioni di tetti ad abbronzarsi per nulla.
Facessero qualcosa per agevolare l’installazione sui condomini per es.
tnno
08 lug 2010 - 10:19 - #2Beh semplice, metterli a terra e` piu` veloce che star li a metterli sui terreni, gli imprenditori ci mettono di meno e guadagnano il prima possibile grazie ad incentivi e fondi europei.
Non gli importa di mettere il fotovoltaico, gli importa di guadagnare al piu` presto fino a quando questi finanziamenti a pioggia ci sono ancora..
gbettanini
08 lug 2010 - 11:28 - #3E intanto il nucleare si muove….
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/nucleare/2010/07/08/visualizza_new.html_1851109132.html
claudio_
08 lug 2010 - 11:32 - #4I protoverdi si lamnetano dell’uso dei terreni agricoli per mettere i pannelli solari: ma come dopo aver voluto il solare adesso vi lamentate?
Il problema del solare che e’ stato bandiera di verdi e’ che da bravi IGNURANT pensavano che con il tetto di una villettina bucolicamente, mulinecamente bianca, rinfrescata dall’ombra dei tigli nel pomeriggi caldi si potesse alimentare la vicina citta’.
Ora che si avvicina la possibilita’ economica di farlo, gia’ a fare i verdi con i ns dane’ giammai, si vede che l’energia del sole non e’ priva di effetti collaterali: servono ENORMI superfici.
Perche’ si usano i terreni agricoli?
Perche’ e’ FACILE: sono piatti, senza niente, scavabili etc.
Mettiamo che vogliate mettere il pannelli nel vostro centro commerciale preferito: essendo un MOSTRO divoraenergia dovrebbe essere il posto ideale dove montare. Dovrebbe essere anche il posto dove ai verdi viene l’orticaria… ma questo e’ anche un’altro discorso.
Abbiamo da montare delle pensiline sopra i parcheggi.Non possiamo tenerle alzate con dei semplici tubi perche’ la prima mamma loboT che arriva con il quackshai o la X5 ci distrugge il tutto e chiama l’avvocato perche’ la struttura divelta cadendo gli ha trasformato il suo simbolo di appartenenza.
Quindi dobbiamo fare tutto a prova di mamma, tutto a prova di scimmia. Alias un tetto di cemento armato che costa come una enorme casa.
Troppo costoso?
tetti? non certo quelli ridicolmente piccoli di un condominio! Oltre ad essere piccoli hanno anche il problema di essere in mezzo ad altri palazzi!
I capannoni industriali hanno un carico calcolato per la neve: la prima volta che una nevicata fuori concorso arriva… Quale assicurazione ci paghera’ avendo un carico supplettivo?
L’inclinazione del tetto non e’ di solito dalla parte opposta a quella che serve per limitare il riscaldamento estivo?
Senza contare che i finestroni che verranno coperti e le attrezzature sopra i tetti debbono continuare a funzionare come prima.
Alias COSTI.
Per coprire le strade, altro furbinamento dei protoverdi, non e’ valido SOLO quello che si e’ detto prima ma con l’aggravante che nessuna parte del pannello dev’essere in ombra MAI. Pena il bloccare tutti i pannelli in serie: a 250V sono 400 celle…. un albero potrebbe bloccare un paio di migliaia di celle, figuriamoci un palazzo.
Poi se i verdi si oppongono alle sopraelevate cittadine che diminuirebbero l’inquinamento di molto… figuriamoci all’opera necessaria per tener su i pannelli sopra le strade nonostante l’eventuale X5 o tir incidentati.
Cosa non e’ chiaro del perche’ si usano campi lontano da tutti in piano senza alberi, colline case, strade, cavi della luce e rompi vicini?
http://allarovescia.blogspot.com/search/label/ecologia%20per%20polli
alter_ego
08 lug 2010 - 14:29 - #5“mulinecamente bianca” =D =D =D
Visualsky
08 lug 2010 - 14:53 - #6Il Nucleare si muove?
Dove scusa?
Quì sento solo chiacchiere. A me pare che sia assolutamente tutto fermo. In 2 anni nisba. Questi fanno solo fumo.
Fra qualche anno spegneranno luci in mezza Italia e l’elettricità sarà un bene di lusso come negli anni ‘30.
caiofabricius
08 lug 2010 - 16:05 - #7Quando fra breve finalmente il cibo ritornerà ad avere un valore almeno pari alla dignità di chi ci lavora, allora spero ve magnerete i pannelli fotovoltaici usati lucrosamente per sterilizzare irreversibilmente le poche aree pianeggianti e fertili di questa martoriata Italia di bamboccioni viziati incapaci di vivere senza aria condizionata.
3350
08 lug 2010 - 20:51 - #8ribadisco il concetto espresso sul comune di Alba nel post di qualce giorno fa. li fotovoltaico si potrebbe usare sui tetti e in aree già cementificate e dismesse. il terreno coltivabile deve restare coltivabile
Visualsky
09 lug 2010 - 08:25 - #9@3350
l’ombreggiamento dei moduli non sterilizza il terreno. Molte coltivazioni soffrono per l’eccessivo irraggiamento. In generale la vegetazione cresce meglio se “stressata” poco dal sole diretto, ma con giornate nuvolose.
Il fotovoltaico non danneggia assolutamente il territorio se messo a terra, semmai il problema è che non basta assolutamente per compensare il nostro fabbisogno elettrico, ma questa è un’atra questione.
Il clima è cambiato, ed in aree dove prima c’era piovosità anche d’estate ora gli anticicloni africani stanno asciugando le riserve idriche. Non c’è più riposo per i terreni agricoli, che una volta con la rotazione delle colture si rigeneravano. Oggi producono 5 volte di più, “dopati” con fertilizzanti a base petrolifera.
Qualsiasi contadino queste cose le sa benissimo, quindi coprire di pannelli anziché raso terra ma a circa 2 metri è perfettamente compatibile con la gran parte delle attività agricole.
caiofabricius
09 lug 2010 - 12:46 - #10“ma a circa 2 metri è perfettamente compatibile con la gran parte delle attività agricole.”
E pensare che alla facoltà di Agraria di Perugia dove mi hanno regalato una Laurea si dice esattamente il contrario. Già un palo sperduto o un profondo metanodotto creano ostacoli fisici e meccanici che riducono la già scarsa convenienza delle principali coltivazioni , figuriamoci un’OSCENA DISTESA DI PALETTI E CORDOLETTI IN CEMENTO E ASFALTO. Senza voler discutere dell’offesa al paesaggio più bello del mondo (Toscana, marche, umbria…) che è soprattutto paesaggio di sistemazioni idraulico-agrarie.
Ma lo sai che il grano non cresce sugli alberelli del condominio o nelle serre senza terra e senza sole e che il latte non sboccia da solo nel tetrapack?
Visualsky
09 lug 2010 - 15:56 - #11Ho visto con i miei occhi diversi impianti perfettamente integrati nel territorio, senza asfalti o cemento (non lo usa più nessuno). Si mettono pali a secco in avvitamento, che si possono svitare in caso di rimozione. L’interasse tra una fila e l’altra è tale che ci passa un trattore. In molti casi vengono installati su terreni così scoscesi che neppure sarebbero utili per uso agricolo.
E poi dove sta scritto che se un terreno non viene usato per agricoltura sarebbe male?
In natura un terreno non sfruttato non perde nulla. Che poi si debba coltivare ad ogni costo è un’esigenza umana, ma fatto come si fa oggi è decisamente controproducente per l’ambiente.
L’agricoltura attuale il territorio lo inaridisce, non lo nobilita. I terreni si stanno desertificando per l’uso intensivo e l’impatto visivo mi sembra una questione assai secondaria.
caiofabricius
10 lug 2010 - 15:52 - #12Per fortuna i Paesi del cd “terzo Mondo” si stanno evolvendo e smetteranno presto di essere schiavi e fornitori di cibo e materia prima a costi stracciati agli arricchiti bambocci che sterilizzano le poche pianure fertili per avere la corrente per i loro inseparabili giocattoli e capricci isterici. Un giusto ricambio storico epocale spazzerà via tutto ’sto ciarpame che vive solo di lussi e vizietti e rimarrà solo la tardiva nostalgia di quella madre terra generosa e produttiva, bella e vitale, patrimonio dell’ Umanità per secoli, ma poi svenduta da indegni arraffatori.
marchetto73
11 lug 2010 - 00:27 - #13Capannoli (pi)
AZZERATE LE BOLLETTE GRAZIE AL FOTOVOLTAICO :)))))
Visualsky
11 lug 2010 - 09:11 - #14caiofabricius, grazie tante.
Ricordati che le certezze rendono gli uomini deboli.
caiofabricius
11 lug 2010 - 11:39 - #15Prego,
chi pensa di aver diritto a sparar sentenze abbia almeno l’accortezza di leggiucchiare un Bignami
I pannelli fotovoltaici SOLO sui tetti (di milioni di edifici ORRIDI e soprattutto VUOTI).
La Terra è soprattutto per i NOSTRI (?) FIGLI.