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Tempo d'estate. Tempo (in)civiltà contro gli animali marini

Pubblicato: giovedì 08 luglio 2010 da alessandra

La LAV, in una nota diffusa a livello nazionale, si fa portavoce di tutti quegli animali marini che temono l’arrivo delle vacanze estive per le inevitabili ripercussioni che certamente, queste, avranno sulla loro salute… Chi di noi, infatti, non ha mai visto secchielli gonfi di granchietti (più o meno vivi), il corpo straziato delle uricanti meduse sulla battigia o ancora le carcasse di splendidi (e rari) cavalluci marini (quando ancora si riuscivano a vedere con una certa frequenza) ad asciugare al sole come improbabile e macabro souvenier di una gita al mare? Per quest’ordine di motivi e per la bruciante frequenza di questi atti la LAV non ha potuto esimersi dal ricordare ai bagnanti che questi gesti se non producono l’uccisione degli animali, anche nelle loro espressioni più lievi, rappresentano comunque forme di maltrattamento punite dalla legge secondo il dettato dell’articolo 544 del Codice Penale. Infatti, le violenze a danno di un esponente della fauna, a qualunque specie esso appartenga (ivi inclusi granchi, stelle marine.. ecc.) possono essere punite con la reclusione, da tre mesi a un anno, o con il pagamento di un’ammenda compresa tra i 3mila ai 15.000 euro, eventualmente maggiorata della metà della cifra in caso di morte dell’animale.

Inoltre, l’avvocato Carla Campanaro dell’Ufficio Legale della LAV non ha esitato a ricordare che

tale articolo non si riferisce solo alle lesioni fisiche, come confermato dalla Corte di Cassazione, ma è riconducibile anche a sofferenze di carattere ambientale, comportamentale o logistico, capaci di produrre sofferenza agli animali in quanto esseri senzienti

Aggiunge, quindi, Ilaria Marucelli, responsabile Educazione della LAV:

Permettere tali atti, soprattutto a soggetti in eta’ infantile o davanti ad essi, inoltre, non e’ solamente diseducativo ma compromette fortemente il rapporto che i minori potrebbero instaurare nella loro vita con il mondo animale, e piu’ in generale con gli altri essere umani. Ttrattare qualsiasi animale, anche il piu’ piccolo, come se fosse un giocattolo o una cosa, non considerando il fatto che sia anch’esso un essere senziente e quindi in grado di provare dolore e sofferenza, non educa alla sensibilita’ ed al rispetto verso gli altri

Foto | Flickr

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di benux

    benux

    08 lug 2010 - 16:10 - #1
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    qui si sta esagerando!!!!
    apparte che ogni medusa morta è un pericolo in meno per noi in acqua, cosa vogliono che ci sia una condanna per maltrattamenti anche se uccidi una zanzara?

  • robinud50cr

    09 lug 2010 - 15:39 - #2
    0 punti
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    Prendo spunto partendo dalla parola maltrattamenti. Nel mio caso per esempio, sono da 4 anni in vertenza con il datore di lavoro per aver subito in 6 anni un mobbing veramente abominevole. I fatti sono fatti e se si portano davanti al giudice eccoli messi in dubbio senza poter apportare le eventuali integrazioni che chiarirebbero tutto. il giudice sente testimoni delle parti con la frequenza di 2 ogni 9 mesi e mentre l’azienda gongola io mi devo calmare altrimenti il cuore ne risente ancora. Cominciate a dare l’obbligo di difendersi alle aziende obbligandole a risarcire subito il mal tolto dalle buste paga e dalle mancate elargizioni. Cambiando discorso, cosa dire della marea nera inarrestabile …..c’è proporzione di condanna? è questa la giustizia. Sono un amante della natura in generale e per evitare certe cose si dovrebbe partire da scuola e famiglia. A noi interessa che cali sensibilmente il numero dei maltrattamenti in generale ed il metodo della punizione esemplare ad 1 sola unità spesso non ripaga l’onere ben più oneroso della vigilanza. Ovviamente è uno sfogo che penso possano sottoscrivere milioni di individui nelle mie condizioni e trascurati fino all’inverosimile.

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