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In Veneto nuova centrale a idrogeno. Zaia: non c'è spazio per il nucleare, ma per il carbone sì

Pubblicato: martedì 13 luglio 2010 da Peppe Croce

“La centrale a idrogeno di Fusina è la dimostrazione che a noi l’età della pietra non piace”, così l’ex ministro dell’Agricoltura, oggi governatore della Regione Veneto, Luca Zaia commenta la possibilità di costruire una centrale nucleare nel suo territorio.

Il commento, diffuso alla stampa e tramite il suo blog, è chiaro e non ammette interpretazioni ed è stato pronunciato il giorno dell’inaugurazione della centrale ad idrogeno Enel di Fusina.

Un impianto che produce una quindicina di MW di energia bruciando idrogeno. Niente Co2 e pochi ossidi di azoto, molto pulita. Se non fosse che il calore recuperato dalla combustione dell’idrogeno va ad alimentare il ciclo a vapore della attigua centrale a carbone.

Enel la chiama sperimentazione, i malpensanti greenwashing. Poco importa cosa si pensi della centrale ad idrogeno, la notizia (che non è poi una novità) è il contemporaneo sì al carbone e no al nucleare di Zaia. Il governatore, infatti, pur non citando mai sul blog il nucleare lo esclude con un gioco di parole:

Rispetto al fabbisogno del Veneto di 30 Gigawatt con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle il bilancio energetico della regione è in pareggio. Questa è programmazione, ma noi ci troviamo a combattere quotidianamente con chi non vuole programmare e desidera che restiamo all’età della pietra: l’impianto a idrogeno dimostra che a noi l’età della pietra non ci piace

Al Veneto, quindi, basterebbe il buon vecchio carbone che non lascerebbe altro spazio alle grosse centrali nucleari.

Via | Luca Zaia Blog
Video | YouTube

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    13 lug 2010 - 07:05 - #1
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    Per quanto riguarda la competitività della centrale ad idrogeno vediamo cosa dice Fulvio Conti dell’Enel: “I costi per produrre idrogeno, sono ancora alti e non esiste ancora una tecnologia competitiva. Tanto e’ vero che il costo dell’energia che fornisce 20 mila famiglie e’ 5/6 volte piu’ costoso di un impianto normale”.
    Questo impianto probabilmente usa idrogeno in esubero prodoto da qualche processo industriale dalla raffineria di Porto Marghera….Non è pensabile quindi che ne vengano costruiti altri
    .
    Per quanto riguarda Zaia, che è una persona estremamente intelligente, quando soppeserà seriamente i pro ed i contro del carbone e del nucleare cambierà opinione.

    P.S Il fabbisogno del Veneto non è 30 GW…. al massimo il giornalista avrà voluto scrivere 30 TWh annui.

  • tassinari Mauro

    13 lug 2010 - 07:38 - #2
    1 punto
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    Giornalisti…. Megli se continuavano a scioperare?

    “l calore recuperato dalla combustione dell’idrogeno va ad alimentare il ciclo a vapore della attigua centrale a carbone. “
    -
    Significa che c’è una caldaia che prima era scaldata con il carbone, ora con l’idrogeno.
    DA DOVE VI SIETE INVENTATI CHE ZAIA APPREZZA IL CARBONE!!??!?!?!?!?!??
    -
    La domanda da porsi è da dove proviene l’idrogeno?
    Probabilmente ha ragione GBettanini… Un qualche scarto di produzione industriale… Qunindi una fonte molto limitata. (purtroppo)

  • Peppe Croce

    13 lug 2010 - 08:15 - #3
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    @1 e @2

    La provenienza dell’idrogeno non è specificata né nel comunicato stampa ufficiale di Enel né nel post del blog del governatore: si parla solo di un “residuo” della produzione di Porto Marghera.

    Per quanto riguarda il fabbisogno del Veneto: è una citazione dal blog di Zaia, non è corretto cambiare il testo, neanche per correggere un errore.

    Per quanto riguarda la stima del governatore nei confronti del carbone: dalla stessa citazione chiunque può capire che, “con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle” il governatore Zaia ritiene che non ci sia bisogno di altre centrali termoelettriche (nucleare compreso) poiché la regione raggiungerebbe una sorta di “pareggio energetico”.

    Per quanto riguarda l’attigua centrale a carbone, riporto quanto afferma Enel nel comunicato stampa:

    “L’impianto, il primo al mondo di questo tipo di dimensioni industriali, ha una potenza di 16 mw totali. Consiste in un ciclo combinato alimentato con idrogeno per produrre energia elettrica e calore, sviluppando una potenza di circa 12 Megawatt (MW). Il rendimento del ciclo viene aumentato sfruttando il calore presente nei fumi di scarico per produrre vapore ad alta temperatura che, inviato alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 MW”

    Si tratta, quindi, di un apporto aggiuntivo di calore al ciclo combinato già esistente della centrale a carbone. Ripeto la mia opinione: a prescindere dai costi mi sembra molto greenwashing e poca ciccia.

  • _Giacomo_

    13 lug 2010 - 09:54 - #4
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    Appunto la provenienza dell’idrogeno non e’ specificata……magari il fornitore non esiste piu’….e si passa dall’idrogeno al METANO come se nulla fosse…..

    Zaia non sa nemmeno quello di cui parla e voi nemmeno.

  • Profilo di axe

    axe

    13 lug 2010 - 10:17 - #5
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    l’idrogeno è il frutto degli scarti di alcune lavorazioni chimiche a Porto Marghera, è almeno una decina di anni che viene prodotto e ci fanno andare anche un vaporetto sperimentale a Venezia.

    PRODOTTO DI SCARTO - Nel caso della centrale elettrica di Fusina l’idrogeno verrà utilizzato semplicemente come combustibile, bruciandolo dentro una speciale caldaia. Un uso intelligente e quanto mai opportuno perché, finora, l’idrogeno era un prodotto di scarto dei cicli di lavorazione dell’etilene nel polo petrolchimico, eliminato al ritmo di 1,3 tonnellate l’ora. Un vero spreco.

  • Mauriziosat,9

    13 lug 2010 - 10:30 - #6
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    comunque ……tra 2 anni verrà tutto riconvertito a METANO ……come è normale che sia .

  • Profilo di adam

    adam

    13 lug 2010 - 11:34 - #7
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    l’idrogeno dovrebbe provenire dal petrolchimico di porto Marghera dove viene generato come prodotto di scarto nel processo Wacker della produzione di etilene.
    E’ chiaro che è un impianto che sfrutta una peculiarità quindi non riproducibile ovunque e con potenze elevate.
    Finché la produzione di etilene sarà effettuata a Marghera non urgerà una riconversione data anche la facilità e il buon prezzo di reperimento del combustibile.
    inoltre visti i costi già sostenuti prima di pianificare un nuovo intervento enel vorrà ammortizzare quelli già sostenuti..

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    13 lug 2010 - 20:33 - #8
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    ” è la prima e unica centrale elettrica a idrogeno nel mondo”, e ci credo…
    probabilmente zaia è l’unico a non sapere che bruciare idrogeno prodotto a partire dai comb fossili porta all’oxygen depletion…
    un applauso per zaia

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