Il Comitato di riflessione, informazione e lotta al nucleare (Crilan) avanza seri dubbi sulla sicurezza della centrale nucleare francese di Flamanville. Secondo l’associazione, infatti, la lega M5 di rivestimento delle barre di combustibile nucleare non sarebbe sufficientemente sicura.
Ciò ha portato Crilan, il 10 luglio, a inviare una richiesta all’Autorità di sicurezza nucleare francese per la revoca dell’autorizzazione al reattore EPR di Flamanville.
La stessa associazione, nel marzo di quest’anno, insieme ad altre associazioni e alla rete Sortir du nucleaire aveva affermato di essere in possesso di documenti interni ad Edf dai quali si evince che l’Epr in costruzione a Flamanville presenterebbe un “rischio di incidente maggiore” rispetto al reattore esploso a Cernobyl.
Il Primo Ministro francese Francois Fillon aveva risposto che l’Epr è il reattore più sicuro al mondo nella sua categoria.
Via | Brest Ouvert
Foto | Flickr
_Giacomo_
13 lug 2010 - 16:17 - #1ahahahahahahahahaha
Mapperfavore!!!
gbettanini
13 lug 2010 - 16:47 - #2Cavolate.
La M5 è una normalissima lega di zirconio.
_Giacomo_
13 lug 2010 - 16:51 - #3Oggi ne ho gia’ lette 2 in questo sito.Meglio dei siti di fantascienza.Vera fantasia.Avanti cosi’……
adam
13 lug 2010 - 17:47 - #4notizia tutta da confermare comunque non è certo un fulmine a ciel sereno… non è il primo caso di dubbi sulla qualità dei materiali impiegati dalle aziende costruttrici francesi nel settore
gbettanini
13 lug 2010 - 18:18 - #5@ adam
In linea di massima:
Quando i dubbi li mettono in giro CRILAN, CRIIRAD, CRIIGEN o simili si puà essere certi che si tratta di pura disinformazione.
Quando i problemi sono messi in luce dalle agenzie di sicurezza nazionali allora è il caso di approfondire la questione.
aaaaaaaa
13 lug 2010 - 18:35 - #6ah beh se l’hanno detto loro ….. aaaahhhhh c’è da crederci
adam
13 lug 2010 - 19:09 - #7gbettanini
giustissimo!infatti ho specificato che la notizia a riguardo è da verificare
gli altri casi( questi accertati) di scarsa qualità a cui mi riferivo erano quelli della stessa areva in finlandia e dovevo specificare.
Mi pare normale che dietro ai grandi e pochi costruttori di centrali nucleari vi siano sponsor politici visti gli importi delle commissioni, ma sono perplesso dalla pesante partecipazione dell stato francese nelle strutture delle aziende ancora statali in questione(ok se sono aziende statali mi pare ovvio che lo stato sia presente!).
sicuramente lo stato francese non è la “magneria” all’italiana, ma che politica muova interessi in un campo così sensibile fa nascere il sospetto che possa mancare completa trasparenza
inscape
13 lug 2010 - 19:40 - #8“Sortir du nucleaire aveva affermato di essere in possesso di documenti interni ad Edf dai quali si evince che l’Epr in costruzione a Flamanville presenterebbe un “rischio di incidente maggiore” rispetto al reattore esploso a Cernobyl.”
Ma che idiozzia immonda…………………………………..
“Secondo l’associazione, infatti, la lega M5 di rivestimento delle barre di combustibile nucleare non sarebbe sufficientemente sicura.”
Basta fare cosi:
1) procurarsi il libro: nuclear system I (thermal Hydraulic Fundamentals) di Neil E. Todreas e Mujid S. Kazimi.
2)andare a pagina 24 e vedere tabella 2-2, li sono presenti i limiti di progetto per le clad in lega di zirconio relative a reattori PWR, BWR.
2) interpretare tale tabella e capire il significato fisico che tali limiti impongono, quindi problemi di Flusso di calore critico, Creep, formazione di ossido sulla clad.
Questi sono limiti di progetto sia in condizione stazionarie che in transitori incidentali…
_Giacomo_
13 lug 2010 - 19:42 - #9@adam
Meglio che mediti piu’ dei coinvolgimenti REALI nell’eolico che idealizzare su questioni inutili.
_Giacomo_
13 lug 2010 - 19:46 - #10@inscape
Appunto.Bastava APRIRE IL LIBRO.
Questi invece sparano boiate un giorno si e uno anche.Pero’ se gli fai notare che sono ignoranti perche’ le cose non le sanno e li inviti a documentarsi,si irritano pure…..
Che gente…..
adam
13 lug 2010 - 19:58 - #11no non sono questioni inutili perche a quanto pare per l’azienda in questione le polemiche crescono meglio dei cantieri visto che questi procedono a rilento.
guasti e prezzi oltre ogni previsione non sono un’invenzione di qualche ecotonto o frichettone ambientalista, ma una realtà. Reali come i contratti che il nostro governo vorrebbe stipulare per la costruzione di centrali nucleari nel nostro paese.
Tutto questo amore per un’azienda francese proprio non lo comprendo, lo stessa nazione a cui non volevamo cedere una patata bollente come Alitalia
Ora senza chiederci se sia realmente il miglior costruttore ci si getta fra le sue braccia in virtù di una simpatia che corre fra gli attuali leader politici.
se si chiedono preventivi o si valutano diverse opzioni anche per cambiare una lampadina non mi sembra fuori luogo valutare quale sia l’azienda migliore a cui affidare appalti da decine di miliardi di euro, si tratta solo di valutare la miglior opzione disponibile su un libero mercato
inscape
13 lug 2010 - 20:06 - #12Adam non è come gli avvocati o i giornalisti che ce ne sono in giro quanti ne vuoi, qui le scelte non sono cosi ampie. O Westinghouse o Areva, infatti per il nostro paese sono preventivati Ap1000 ed Epr… E cmq Areva è una delle società leader al mondo per quanto riguarda costruzione di impianti nucleari. Se poi il vino e la pasta sono migliori quelli italiani va benissimo, ma in argomenti nucleari i Francesi ci capiscono ed hanno una delle scuole e piani energetici migliori al mondo…
adam
13 lug 2010 - 20:20 - #13ci sono anche siemens non più in società con i francesi e l’agenzia coreana(pare molto in voga, nel senso che sta raccogliendo notevoli commesse). 4 costruttori sono un panorama decisamente ampio in un contesto così delicato per lo meno potevano essere presi in considerazione. L’impressione( non mia ovviamente ma di pareri assai più autorevoli) è che l’azienda francese goda di una grande spinta politica che la concorrenza non ha, e che la reale competitività della loro offerta si stia rivelando piuttosto scadente visti i risultati ottenuti fin’ora con i 3 cantieri pilota.
inscape
13 lug 2010 - 20:42 - #14Ma scusami adam tralasciando l’opzione del conteggio delle aziendi nucleari al mondo che se vogliamo son più di 4, ma capisci lo stesso che è un panorama abbastanza limitato? E poi perdonami io ho menzionato quelle due società per il semplice fatto che ansaldo collabora con westinghouse, ed enel con Areva tanto che il 12% dell’impianto di flamanville è dell’enel stessa. Abbiamo specialisti che lavorano con queste tecnologie perche mai andare a rivolgerci per esempio ai candu canadesi? Per carica sono ottimi reattori (figurati, chi li sente gli ambientalisti con la produzione del trizio da parte dei reattori a D2O) mah oramai sono anni che studiamo determinate tecnologie, codici di calcolo e modelli appartenenti a westinghouse ed areva…
Comprare reattori non è proprio come andare a fare la spesa alla coop…
adam
13 lug 2010 - 21:43 - #15si effettivamente da questo punto di vista cioè della partecipazione di enel ai cantieri di areva non l’avevo mai vista…
insomma bisogna sperare che abbiano imparato dagli errori o che non li ripetano in modo seriale!
Steid
14 lug 2010 - 09:54 - #16Ma se il nucleare è la soluzione ai problemi energetici mondiali, perché attualmente solo il 12% dell’energia viene prodotta attraverso questo sistema? C’è qualcosa che continua a sfuggirmi.
vac
14 lug 2010 - 10:50 - #17@Steid
Fin’ora il petrolio ed il metano costavano pochissimo.
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L’incognita sono i costi di approvigionamento dell’uranio.
(Dicono che si può estrarre dall’acqua di mare ma non sappiamo a che prezzo.)
inscape
14 lug 2010 - 11:25 - #18@ steid
Perche vuoi o non vuoi, produrre energia con il carbone sara sempre meno costoso che farlo con altri mezzi. Considera che l’industria nucleare stocca i propri rifiuti e li separa dall’ambiente, questo a un costo, le centrali termoelettriche convenzionali non pagano nessuna tassa sulla immissione nell’aria di inquinanti.
vac
14 lug 2010 - 13:40 - #19@inscape:
Sì, ma…
L’industra nucleare “paga” solo la separazione e lo stoccaggio temporaneo.
Non paga il costo ecologico dell’approvigionamento dell’uranio, della raffinazione e soprattutto non paga il costo “completo” dello stoggaggio.
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Certo molto meglio del carbone e del petrolio… Ma senza esagerare.
inscape
14 lug 2010 - 20:18 - #20@vac
Infatti il mio èra un discorso assolutamente generale, quello che intendevo dire è che il vero collo di bottiglia che vede lo sfruttamento di fonti di energia alternative ai fossili è rappresentato dal fatto che con il caarbone l’energia costa pochissimo, e se da un lato possiamo ipotizzare che il petrolio sia in fase di esaurimento, di carbone ce ne sta ancora moltissimo!
Per quanto riguarda il costo ecologico di raffinazione, bhe è solo un problema di ordini di grandezza, tu conta le raffinerie di uranio in giro per il mondo e confrontalo ai MW prodotti da energia nucleare. Vuoi o non vuoi 1 MW di nucleare è quello che immette meno CO2 rispetto ai concorrenti, tale rapporto è migliore persino dell’eolico e del fotovoltaico…