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Rigassificatoi. O no?

Pubblicato: domenica 19 febbraio 2006 da eugenio

rigassificatori

Anche se personalmente sono a favore dei rigassificatori, vi posto un appello inviato alla nostra redazione contro il rigassificatore off shore di Livorno-Pisa.
Gli animatori della protesta vi invitano ad aderire alla petizione sul sito dei Verdi di Livorno (chissà in che rapporti sono con il loro leader Pecoraro Scanio che invece è a favore dei rigassificatori…)

Di seguito il testo dell’appello


Il gas manca in Italia?
In Italia il gas oggi arriva, tramite gasdotti, oltre che dalla Russia, anche dall’ Olanda, Norvegia, Libia e Algeria. Ci sono poi due progetti di gasdotti, uno dall’Algeria e uno dalla Grecia.
Pare che gli attuali gasdotti non siano sufficienti e che il gas manchi in Italia. Ciò nonostante l’Eni sta vendendo gas all’estero. Evidentemente ci guadagna di più a esportarlo. Sembra, a questo punto, il caso di porci alcune domande:

Il gas è una soluzione per il futuro?


Evidentemente no, visto che il gas e’ un combustibile fossile, visto che aumenterà la nostra dipendenza strategica dall’estero e visto che, all’inevitabile e costante aumentare del costo, il suo acquisto inciderà sempre più pesantemente sulla nostra bilancia dei pagamenti.
Importiamolo, dunque, quanto necessario, ma il meno possibile.

I rigassificatori sono preferibili ai gasdotti?

Sembra proprio di no, visto che siamo al centro delle maggiori zone mondiali di produzione di gas, a cui siamo collegati da una fitta rete, ulteriormente potenziabile, di gasdotti.

I rigassificatori sono una soluzione per l’emergenza?
Evidentemente no, visto che ci vogliono anni per costruirli e soprattutto per costruire le navi gasiere necessarie per il loro funzionamento.

Il gas fornito dai rigassificatori è preferibile per l’ambiente, almeno tra tutti i combustibili fossili ?
Evidentemente no, visto che i rigassificatori sono localmente INQUINANTI e che il sistema navi gasiere-rigassificatori, aumenta notevolmente l’EFFETTO SERRA globale.

I rigassificatori sono impianti sicuri ?

Certamente no. Sono impianti PERICOLOSI. Una fuga di gas liquefatto per grave incidente, atto terroristico ecc. può provocare incendi ed esplosioni per un raggio di 55 (cinquantacinque) chilometri.
Nonostante tutto questo, i rigassificatori sono presentati oggi come i salvatori della patria. In Italia ci sono una decina di progetti di rigassificatori, che, viste le loro potenzialità, sono destinati a fornire gas a mezza Europa. Solo nella provincia di Livorno se ne vogliono costruire due, uno al largo della costa livornese pisana e uno sulla costa di Rosignano.
Evidentemente il continuo lievitare del costo del gas fa intravedere agli investitori elevati margini di guadagno.

Ma sulla costa pisano-livornese si vuole strafare. Si vuole addirittura costruire il PRIMO RIGASSIFICATORE AL MONDO di un tipo mai fino ad ora costruito per la sua particolare inaffidabilità e pericolosità. Si vuole costruire, appunto, un rigassificatore SU TERMINALE GALLEGGIANTE a 12 miglia dalla costa, dove si trovano 1) Camp Darby e i suoi ingenti depositi di armi ed esplosivi anche non convenzionali 2) la raffineria Agip petroli e i relativi depositi petroliferi 3) gli impianti per il gas di petrolio liquefatto e il relativo grande deposito 4) Altri impianti a rischio di incidente gravissimo.
Tra l’altro, si vorrebbe costruire questo rigassificatore in zona sismica e nel bel mezzo del Santuario dei cetacei.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • buberto

    20 feb 2006 - 07:32 - #1
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    Comunque sia , pro o contro non e’ importante , il vero problema e’ che in questo mondo mafio -economico sicuramente ci sara’ chi speculando usera’ il gassificatore per compiere nefande azioni pro domo personali…
    possibile che siete tutti cosi addormentati da non capire che tutto e’ solo business e nulla altro ?
    il mondo e’ un posto orrendo , e schifoso…tutto qua
    e le nostre opinioni non contano , conta solo il basso interesse da cordate mafio politico imprenditoriale.
    In un mondo amorale tutto diventa amorale ,i soldi e il potere sono il nuovo Dio imperante in ogni mente umana dalla piu semplice alla piu scaltra.
    Non conta cio che fai , conta come lo fai, e ahinoi , il come e’ sotto gli occhi di tutti…

  • eugenio

    20 feb 2006 - 14:12 - #2
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    @Buberto
    Non che le cose che denuci tu non esistano. Ma il mondo non è così plumbeo come lo descrivi. Esistono gli interessi, le mafie, e sicuramente una visione eccessivamente economicista della vita. Ma non puoi limitarti a vedere solo questi aspetti. Bisogna saper entrare nel merito delle cose.
    Saluti

  • giantito

    03 apr 2006 - 16:09 - #3
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    Personalmente sono a favore della diversificazione delle fonti energetiche. Quindi acnhe a favore dei rigassificatori.
    L’articolo mi sembra superficiale e privo di riferimenti validi. Del resto ciò che è accaduto con gli approvvigionamenti di gas dalla russia ci fa capire quanto sia necessario diversificare anche per contribuire all’abbattimento dei costi al metro cubo di gas.

  • anonimo

    18 mag 2006 - 17:15 - #4
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    Ho fatto difficoltà a capire con chiarezza le ragioni pro e contro il rigassificatore. Almeno mi aspetterei maggiore chiarezza riguardo il contro.
    In particolare cercavo conferme, dopo aver letto un articolo di focus che semplificava non dando affatto i termini della questione rigassificatore, di una informazione importante:
    il rigassificatore per funzionare scarica tonnellate di cloro nell’acqua di mare semplicemente per uccidere eventuali organismi e incrostazioni che intaserebbero i filtri che prelevano l’acqua del mare che va sugli scambiatori.
    L’ho trovata per fortuna, con una certa fatica, http://amici.golfo.ts.googlepages.com/ilgolfoditriesteadaltorischio
    Ma quanti non sono informati ?

    Quindi tra le altre cose, essendo voi una delle fonti riguardo “gassificatori” istruzioni per l’uso, di creare un set di paginette in cui emergano queste notizie fondamentali che spiegano l’oggetto rigassificatore.

    A me che l’acqua del mare venga clorata e rilasciata a -5°C sembra importante e un fatto chiaro. Chiaro che un impianto rilasci in un anno 40000 chili di cloro puro nel mare, sterilizzandolo tutto attorno.

    Poi se volessimo continuare, … , pericolo esplosioni, dati spostamento aria e quanto necessario per demolire una casa, dimensioni e pericoli di una nube, se non si incendia crea asfissia, …

    L’argomento perdite pare un po’ debole, a quanto sembra, i gasdotti perdono di piu’. (capibile, migliaia di chilometri di condotte, guarnizioni, pompaggi etc. )

    Certi segnali preoccupanti: che rigassificazione sia pilotata (diminuzioni di produzione Algeria per non far entrare concorrenti, previsioni di eccesso di fornitura, sospetto che il metano possa essere bruciato per l’elettricità, …).

    Previsioni inoltre: che se non si fa subito tra 20-30 sono inutili … e poi la domanda in crescita di usa e cina … e poi che le navi metanifere sono gigantesche e vanno costruite … per andare a regime … e forse è solo un business (contributi cee … cattedrali nel deserto … )

    e poi che di fornitori … noi siamo al centro di produzione e trasmissione con russia, turchia e algeria … chi altri di grossi ci sono o ci potrebbero essere ? la nigeria ?

    insomma un po’ di dati di fatto ben esposti …

    grazie
    ciao

  • ciccio

    01 giu 2006 - 20:05 - #5
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    Procediamo con ordine:
    Putin si e’ appena accorto di quale immenso potere risieda nelle valvole da lui controllate(quelle dei gasdotti russi che attraversano l’Ucraina e che portano il gas a noi, all’Austria,Germania ecc…); considerando che l’Italia importa oltre l’80% del l’energia consumata, siamo gia’ sufficientemente schiavi degli altri.
    Per procedere con ordine:
    L’italia NON ha riserve proprie di gas (quello che il nostro sottosuolo ci fornisce, sommato a quello stoccato ci basterebbe per un paio di mesi….forse).
    Il gas naturale non e’ certamente una soluzione per il futuro, ma lo e’ sicuramente per il presente, dato che i cicli combinati forniscono rendimenti gia’ oggi superiori al 55%, contro il 36% di un normale ciclo a vapore(sia esso ad olio combustibile, gas, carbone)…consideriamo inoltre che esso e’ l’idrocarburo + “pulito” che esista sotto l’aspetto delle emissioni di zolfo, idrocarburi pesanti, incombusti, ossidi di azoto…
    Qualsiasi forma di energia (tranne solare,idroelettrico,geotermico ed eolico e maree…sfido chiunque a far girare un impianto industriale medio da 20 MW con queste fonti) ci fornisce dipendenza dall’estero, tranne eventualmente il nucleare…e ne possiamo parlare per ore, ma tanto ci siete sempre voi che non lo volete, in nome della centrale di Chernobyl, che nulla ha mai avuto a che spartire con gli impianti occidentali (anzi ne abbiamo uno simile a 80 km da Trieste, che se saltasse nessuno di noi starebbe qui a parlare di energia…..).
    ciao a tutti, un po’ + di ottimismo non guasterebbe…. rendiamoci conto che se andiamo avanti a dire di no a tutto cio’ che ci puo’ aiutare e si a tutto cio che non si puo’ realizzare(eolico in italia o pannelli solari) perche’ non energicamente conveniente(nel caso + ottimistico ci vorrebbe qualche migliaia di km quadrati di pannelli,una quantita’ incommensurabile di accumulatori e dispositivi vari e 365 giorni di sole battente senza nuvole e una “super” luna per la notte….ovviamente sto estremizzando tutto, ma almeno vi fate 1 idea), tra qualche anno accenderemo le lampadine con i criceti che girano nelle ruote!! ciao

  • concettabosco

    16 ago 2006 - 12:01 - #6
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    ma cosa volete che vi dica ! ormai siamo da film dell’orrore voi pensate che io vi scrivo proprio da quel paese che spesso continuo e volentieri finisce sulle cronache per i più svariati incidenti cioè PRIOLO GARGALLO siamo nel polo industriale più grande d’europa e ancora NON sono contenti cos’altro ce da dire? cos’altro ce da commendare? DIO CI SALVI E CI PROTEGGA perchè se qualcuno di QUESTI che hanno il potere nelle mani pensasse per un solo momento che i bambini i ragazzi e le persone che abitano a priolo fossere dei loro familiari forse e dico forse ci penserebbero un attimo in più prima di dire si ai RIGASSIFICATORI e come noi sicuramente tanti altri posti di questa nostra ITALIA grazie
    Concetta

  • Giulio Marini

    09 ott 2006 - 11:31 - #7
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    sono fermamente contrario agli impianti di rigassificazione, cento mila volte meglio il nucleare dell’ultima generazione.
    gli impianti sono un vero pericolo per la vita dei cittadini in un mondo di pazzi(terrorismo) non è un caso che paesi come il canada, l’america il giappone pongano tali impianti tra i più rischiosi . essi sono considerati 4-5 volte più arichio di un impianto nucleare( la francia, la germania, la slovenia ed i paesi dell’est ne hanno decine)prima di mettere a rischio la vita dei nostri figli pensiamoci!!!!

  • azzurro nell'anima

    28 set 2007 - 13:08 - #8
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    Rigassificatore Porto Empedocle (AG)
    Io credo che la vicenda del rigassificatore a Porto Empedocle possa fare scuola nella possibilità di coniugare tutti i fattori in gioco. Ma andiamo con ordine.
    La struttura NON è inquinante, non c’è combustione di alcunché, ne produzione di scorie o sostanze inquinanti. Inoltre l’approvvigionamento di gas metano può incentivare la riconversione di centrali elettriche a carbone in centrali a metano, così come potrebbe dare impulso alle macchine a metano, tanto pubblicizzate dagli ambientalisti.
    Per quanto riguarda la pericolosità sono certo che gli attuali standard tecnologici che permettono di andare in automobile con una bombola di GPL (Gas Propano Liquido) nel bagagliaio, possano permettere di stoccare grandi quantità di metano in un’area che non presenta rischio di incidenti.
    Passiamo ai possibili rischi ambientali. Posto che l’impianto di rigassificazione NON è inquinante, l’unico rischio dovuto alla presenza dell’impianto e alle strutture accessorie potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere quello dell’erosione della costa. Se questo rischio fosse determinante nella scelta, dovrebbe essere ponderato anche nel caso di possibili allargamenti dei porti (quello di Porto Empedocle per le navi da crociera, e quello di S. Leone per le imbarcazioni) per accogliere turisti. Siamo quindi disposti a correre qualche rischio oppure siamo condannati all’immobilismo? Chi sostiene che questo rischio non può essere in nessun modo accettato sta indirettamente dicendo che Agrigento nello specifico o Sicilia nella sua generalità non potrà mai avere un porto turistico di alto livello. Ma se questo rischio può essere accettato per trarne benefici diretti, credo sia accettabile anche per trarne benefici indiretti.
    Il dragaggio e l’ampliamento del porto di Porto Empedocle, a spese dell’impresa che gestisce il rigassificatore (ENEL), sarà un’opportunità di sviluppo turistico per la provincia di Agrigento e per la Sicilia, perchè permetterà la realizzazione di quelle strutture che possono aumentare il volume del traffico di turisti.
    L’impianto sarebbe INVISIBILE dal Parco archeologico della Valle dei Templi e dal Parco letterario Luigi Pirandello (sono andato a verificare di persona e così ha certificato la Sovrintendenza ai Beni Culturali) e non minaccia assolutamente il sito della valle come Patrimonio dell’Umanità. Ogni minaccia di cancellazione dalla lista dell’UNESCO si presenta, ai miei occhi, dettata da interessi diversi dalla natura della segnalazione come Patrimonio dell’Umanità.
    La crescente richiesta energetica costringe a diversificare la produzione di energia elettrica con la conseguente necessità di approvvigionamento di materie prime per la produzione energetica. Una di queste fonti è il gas metano, estratto in giacimenti che si trovano fuori dal territorio nazionale e che deve essere trasportato, stoccato e reso disponibile in Italia per l’utilizzo.
    Questo semplice tragitto, dal giacimento all’utilizzatore finale, comporta l’installazione di impianti altamente tecnologici - piattaforme di estrazione, impianti di liquefazione, vie di trasporto, impianti di rigassificazione, alcuni dei quali devono essere necessariamente all’interno del nostro Paese.
    Nasce quindi l’esigenza di un impianto di rigassificazione che riporti il metano, liquefatto per ottimizzare il trasporto, nuovamente allo stato gassoso.
    In questo appunto Vi propongo di analizzare le possibilità che un tale impianto offre ai cittadini, non solo della provincia di Agrigento o della Sicilia ma di tutto il Paese.
    Ma soprattutto voglio convincere gli agrigentini, i siciliani e gli italiani dell’importanza a livello mondiale e della rilevanza economica di un rigassificatore. Per questo sono assolutamente contrari al referendum su tale problema. Infatti credo che la questione debba essere trattata al consiglio comunale, in quanto gli agrigentini con il loro voto hanno delegato i nuovi consiglieri a svolgere proprio questi compiti; per tale motivo gli stessi consiglieri non possono esimersi dal loro dovere e dalle loro responsabilità, scaricando quest’ultima sulle spalle dei cittadini.
    In secondo luogo sono contrario al referendum perchè non si avrebbe una scelta consapevole e democratica da parte della popolazione come qualcuno dice falsamente; vera democrazia si ha quando il cittadino ha chiaro l’argomento referendario e dunque serenamente e con coscienza va a votare con piena convinzione. Dove aleggia il dubbio non vi può essere democrazia.
    L’appunto allora nasce proprio come mezzo di informazione di massa, per cercare di debellare la disinformazione, l’ignoranza e i pregiudizi su quella che sembra un’attualissima commedia pirandelliana.
    E’ indubbio che lo stoccaggio di grandi quantità di una qualunque sostanza infiammabile possa essere potenzialmente pericoloso. Ma come scrive Piero Angela nel libro “LA SFIDA DEL SECOLO” circa la catastrofe peggiore che potrebbe accadere ad un impianto di rigassificazione
    si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile.
    Siamo quindi nell’ambito della probabilità. Il discorso che farò potrà sembrare semplicistico, ma il ragionamento non fa una piega.
    Per sciorinare una lista meritevole di essere letta, il Comitato No rigassificatore di Agrigento, ha dovuto cominciare da un incidente avvenuto nel 1944 per raggiungere quota 23 incidenti nel 2006. Meno di uno ogni due anni, la metà dei quali avvenuti prima del 1970, e alcuni dei quali assolutamente irripetibili (scontro di metaniera nel canale di Gibilterra, notoriamente molto trafficato, con un sottomarino nucleare che ha urtato con il periscopio e che non ha prodotto conseguenze). Nella lista minestrone sono stati inseriti anche incidenti di esplosione di gasdotti che nulla hanno a che fare con il progetto di Porto Empedocle e sono simili a quelli che ci portano GNL via terra dalla Russia, dovremmo rinunciare anche a quelli?
    Sono del parere che molte delle attività umane comportino dei rischi, il lavoro della casalinga e quello dell’astronauta possono entrambi mettere in pericolo la vita di chi li compie. Se ancora l’umanità è cosciente che si debbano compiere azioni potenzialmente pericolose è perchè ci sono determinate azioni che vanno compiute, limitando per quanto possibile, la probabilità di incidenti.
    Un esempio basterà a chiarire quello che dico. Nessuno è obbligato a prendere l’aereo, lo si fa per comodità. Il volo non è una necessità. Nonostante questo milioni di persone al mondo prendono l’aereo. Pur con una normativa di sicurezza puntuale e controlli accurati di tanto in tanto le cronache riportano la notizia di incidenti aerei. I morti solo nel 2005 per incidenti aerei sono stati 1454, nel 2004 517, per raggiungere un numero spaventoso se arriviamo fino alle origini dell’aviazione civile.
    Dovremmo smettere di volare? Naturalmente no, pretendiamo però che ci sia la massima osservanza delle norme di sicurezza al fine di tutelare la vita e la salute dei passeggeri. Ma una volta fatto il possibile, tutto il possibile e solo il possibile, non abbiamo altro da fare, l’impossibile per definizione non si può fare.
    Qualcuno mi obietterà che gli incidenti aerei sono in percentuale accettabile rispetto al numero di voli e al volume di passeggeri. Vero, ma un incidente è improbabile anche se non impossibile.
    Lo stesso discorso si potrebbe fare per gli incidenti d’auto, ma non vi tedierò ulteriormente.
    Cosa dunque dovrebbe pretendere la cittadinanza consapevole degli improbabili rischi di un impianto di rigassificazione?
    La cittadinanza prima di imporre veti e propagandare la cultura dell’immobilismo che non porta a nulla, dovrebbe pretendere il rispetto assoluto della normativa vigente in materia di sicurezza.
    Ogni attività umana comporta dei rischi, il principio morale che permette di agire anche in situazioni di rischio è la coscienza di aver fatto il possibile per rendere il rischio improbabile. Scegliere di non agire potrebbe essere altrettanto rischioso quanto agire.
    Per chi non fosse ancora convinto eviti di prendere la macchina, c’è chi va in giro con una bombola di gas nel bagagliaio.

  • giowind

    02 ott 2007 - 15:58 - #9
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    Il commento precedente di Azzurro nell’anima è il copia/incolla, con piccole modifiche, delle argomentazioni nel blog pro rigassificatore.
    Grazie ad Azzurro nell’anima della pubblicità.
    http://sialrigassificatore.wordpress.com

  • m.chiara

    14 gen 2008 - 19:15 - #10
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    io sono contraia al rigassificatore perchè porto empedocle è bella così com’è senza correre ulteriori rischi per tutti gli abitanti e respirare l’aria fresca e pulita del mare che nel passato ed ancora oggi ha ospitato molti turisti.
    Credo sia meglio l’idea di cui si parlava prima nel realizzare un aereo porto oppure un’uiversità che porti più gente e dunque lavoro per noi empedoclini. Io spero tanto che condividete l’opinione di una ragazzina di 13 anni.

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