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Bp ha tappato il buco? Di certo non quello economico: vende mezzo giacimento in Alaska per 11 miliardi di dollari

Pubblicato: 16 lug 2010 da Peppe Croce

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Bp ha tappato il buco? Di certo non quello economico: vende mezzo giacimento in Alaska per 11 miliardi di dollariBp ha annunciato che l’ultima versione del tappo-sifone posizionato sul buco dal quale, ormai da due mesi, escono decine di migliaia di barili di petrolio al giorno sta funzionando.

Installato l’altro ieri, quest’ultimo tappo a 48 ore di distanza sembra reggere la pressione e potrebbe durare a lungo risolvendo quasi del tutto il problema. Ma è quanto meno obbligatorio mettere un enorme punto interrogativo su questa soluzione, visto che Bp ci ha ormai abituato a buone notizie che scadono in giornata…

Dovrebbe durare un po’ di più, per la precisione fino al 27 luglio, la notizia che Bp (ormai con le pezze nel sedere e piena di debiti viste le cifre incalcolabili che dovrà risarcire a mezzo Golfo del Messico) stia pensando a vendere qualcosa per fare cassa. Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, ci sarebbe una trattativa ben avviata per cedere il 50% della propria quota del giacimento di Prudhoe Bay ad Apache.

Prudhoe Bay, per chi non lo sapesse, per Bp non è proprio quello che si definisce un gioiello di famiglia. E’ persino di più: una figlia femmina. E’ il più grosso giacimento statunitense, roba da oltre 400 mila barili al giorno estratti (da vari pozzi, di varie società). Bene, la parte posseduta da Bp potrebbe ora passare di mano (entro il 27 luglio, giorno di presentazione dei risultati economici dell’azienda nel secondo trimestre) per coprire i debiti tropicali causati dalla marea nera. Bp comincia a realizzare, almeno economicamente, che sorta di danno ha combinato…

Via | Bloomberg
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di itr83

    itr83

    16 lug 2010 - 10:39 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sinceramente non capisco il tono di presa in giro verso la BP costretta a vendere i suoi asset.
    Asset che finiranno a società petrolifere americane aumentando ancora di piu’ il potere dei petrolieri yankee…
    ah per chi non lo sapesse la logistica della piattaforma esplosa era affidata alla Halliburton, società, gurdacaso, anch’essa americana…
    fate 2+2…

  • tnno

    16 lug 2010 - 11:16 - #2
    1 punto
    Up Down

    In un qualche modo devono rifarsi delle perdite, comunque finche` si vendono i pozzi tra di loro l’ambiente non ci qguadagna niente..

    Ora un appello:

    Scusate ma questo era il blog contro la legge bavaglio?

    Da alcuni giorni vengono cancellati quasi tutti i miei messaggi, Non ho mai usato un linguaggio volgare ne attaccato in maniera forte il prossimo.
    Qual e` la motivazione?

    Saluti

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    16 lug 2010 - 12:30 - #3
    0 punti
    Up Down

    Tutta questa vicenda comunque da un’altro spunto: i governi hanno dimostrato di essere meno capaci dei privati. Infatti, anche se e’ stato in effetti il privato a creare il problema, il governo Obama non e’ intervenuto sulla falla perche’ non era tecnicamente in grado.
    Cosa saggia (e per questo non fatta dal governo) sarebbe dare l’autorizzazione all’apertura di un pozzo solo quando si hanno DIVERSI mezzi di emergenza per contenere i danni.
    Al che uno si chiede perche’ pagare tante tasse.

    @ tnno
    Stessa cosa per me ieri sull’elettrosmog, commenti non certo gentili, ma sicuramente argomentati, coerenti e non offensivi, rimossi senza traccia. Nuovo moderatore? Hail Ecoblog!
    Vabbe’ ma tanto i quattro amici di Blogo i soldi li hanno fatti, che gli frega della qualita’ dell’informazione… l’importante e’ avere accessi!