Aree protette a rischio: dimezzati i fondi

Dalla giornata di ieri i Parchi e le Aree Protette del nostro Paese sono vestite a lutto. Nell'anno che avrebbe dovuto conferire nuovo "sprint" alle AP, in quanto anno internazionale della biodiversità, queste si ritrovano indietro di almeno 50 anni, secondo quanto ammesso dallo stesso Fulcro Pratesi. In un comunicato stampa, Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi - Europarc Italia, ha urlato con rabbia tutta la propria delusione nei confronti della politica italiana, sottolineando, amaro, l'inaffidabilità dei gruppi parlamentari del senato che, incontrati prima dell'approvazione del maxiemendamento sulla manovra finanaziaria che ha imposto il drastico decurtamento del finanziamento statale, avevano promesso tutt'altro esito. Senza cambiamenti sostanziali al testo, i Parchi nazionali si troveranno presto sull'orlo del collasso.

Senza la modifica del comma 24 dell’articolo 7 si chiudono di fatto molti dei 24 parchi nazionali che subiranno il dimezzamento del finanziamento statale riducendolo a 25 milioni di euro, senza che questo comporti alcun risparmio per lo stato. Tagli che per le aree protette in oggetto sono insostenibili tanto da non permettere loro il pagamento dei costi di gestione. In questo modo è a rischio l'attuazione della Strategia nazionale per la biodiversità, di recente pubblicata dal ministero dell'Ambiente, l'adempimento agli accordi internazionali della Carta di Siracusa firmata dal nostro governo e di tutti quei progetti che i parchi in modo costante attivano per aiutare e far crescere l'economia delle realtà circostati"

Inotre, come se non bastasse, avverte l’Aidap, Associazione italiana direttori e funzionari aree protette, oltre al dimezzamento dei fondi, la Finanziaria presenta moltissime norme che bloccano di fatto il lavoro delle AP tanto che ogni iniziativa dovrebbe venire autorizzata dal Ministro dell'Ambiente. Follia pura... Per non parlare delle inevitabili ricadute economiche che un taglio così drastico avrà sulla comunità del Parco tutta. Sinceramente mi domando quale sia la lungimiranza, non dico ambientale, ma almeno sociale ed economica dei nostri governanti quando è già avidente che senza modifiche sostanziali all'emendamento i parchi non riusciranno neppure a mantenere gli impegni contrattuali già presi nei campi della vigilanza, della fruizione, dell'educazione e della tutela dei biotopi, motivo precipuo giustificante la nascita e la proliferazione delle stesse AP che, da sole, garantiscono la conservazione della natura per quasi l'11% del territorio italiano... E che dire di tutti quegli animali che, minacciati dal bracconaggio, resistono solo grazie alla protezione delle riserve naturali e alla vigilanza garantita, per il momento, dalla guardia forestale? Come non ricordare, poi, l'enormne mole di specie che solo grazie alla tranquillità delle Oasi naturali riescono a riprodursi e a vivere in pace?

Via | federparchi, wwf
Foto | Flickr

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