
L’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta ammette: c’è ancora molto amianto da rimuovere all’interno del polo petrolchimico Eni di Gela. Ma farlo non sarà facile.
Nelle ultime settimane a Gela la lotta all’amianto è tornata all’ordine del giorno, soprattutto grazie alle dure proteste del Comitato spontaneo dei lavoratori vittime dell’amianto e alle denunce della locale associazione ambientalista Aria Nuova.
Il problema, però, sono i controlli: come ammette la stessa Asp, infatti, per fare un controllo l’autorità sanitaria deve chiedere il permesso ad Eni che, per ragioni di sicurezza, non fa entrare nessuno in raffineria senza una sfilza di carte al seguito
appena giunti presso l’industria gelese i nostri ispettori devono comunque richiedere le necessarie autorizzazioni alla direzione, e quindi la possibilità di un monitoraggio a trecentosessanta gradi non sempre può completamente concretizzarsi
Due sono le grandi questioni riguardanti l’amianto a Gela: la prima è quella legata alla salute, visto che l’amianto si aggiunge ad un enorme numero di ulteriori fattori di rischio per chi lavora in raffineria; la seconda è quella del riconoscimento, legale e previdenziale, del rischio amianto per i lavoratori.
Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr
salkappa2
19 lug 2010 - 11:51 - #1Et quindi chi muore muore et chi campa campa grazie al menefreghismo cronico delle autorità competenti…