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Collassa la termosfera, sconcertati gli scienziati. Colpa dei cambiamenti climatici?

Pubblicato: 19 lug 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Collassa la termosfera

La notizia, nel mondo scientifico, anzi nel mondo dei meteo scienziati, sta destando grande sconcerto e stupore: la termosfera è collassata. Erano almeno 43 anni che non si verificava più una contrazione e mai erano stati raggiunti tali livelli. Il che però a noi restanti comuni mortali non dice una cippa. Dunque, prima c’è da capire cosa sia la termosfera: siamo tra i i 90 e i 200 Km dalla crosta terrestre nel quarto dei cinque strati identificati per convenzione dell’atmosfera terrestre. Nella termosfera troviamo la ionosfera cioè quella particolare zona in cui si riflettono le onde radio.

La scoperta dell’eccezionale contrazione è stata fatta da John Emmert, del Naval Research Lab, autore della ricerca in questione pubblicata sul Geophysical Research Letters di cui ne rende conto a Science Nasa:

Qualcosa sta accadendo anche se non comprendiamo cosa.

Il che non rappresenta certamente un messaggio rassicurante. A scatenare la contrazione suppone Emmert possa essere stata l’elevata presenza di CO2 unita alla minore attività solare che però avrebbe inciso per un 40%. Mancano all’appello le restanti cause, cioè un 60% di motivi ancora sconosciuti.

Scrive Nemesis Project research che riporta l’articolo tradotto:

Nel loro documento, gli autori riconoscono che la situazione è complicata. C’è qualcos’altro oltre alla EUV solare e alla CO 2. Per esempio, le tendenze del clima globale potrebbero modificare la composizione della termosfera, cambiando le proprietà termiche e le modalità di risposta agli stimoli esterni. La sensibilità generale della termosfera alla radiazione solare potrebbe effettivamente essere in aumento.

E scrive Emmer:

Le anomalie di densità, possono voler dire che un non ancora identificato punto di ribaltamento del clima, che coinvolge sia il bilancio energetico sia chimico, sia stato raggiunto.

Via | CNN, Nasa
Foto| NASA

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • anonymo

    20 lug 2010 - 00:40 - #1
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    Sarà come dici tu, perciò continuiamo a spargere petrolio per ogni dove… Dopo il Golfo del Messico è toccato alla Cina. Senza contare che la stessa BP si è accordata con la Libia per cominciare a bucherellare anche il “Mare Nostrum” a profondità maggiori che nel suddetto Golfo. Forse sarò OT, ma di sicuro ci sarà da divertirsi nel prossimo futuro…

  • 19Jappo87

    20 lug 2010 - 06:38 - #2
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    Msat, a quanto pare la “cosa” la si sa, nn si sanno le cause…è ben diverso…

    -J-

  • c.c.s.a.d.

    20 lug 2010 - 07:46 - #3
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    Il lupo è già quà. Poi ci sono quelli con le fette di salame sugli occhi che preferiscono non vedere, ma quella è un’altra storia.

  • Profilo di stever

    stever

    20 lug 2010 - 08:47 - #4
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    Io sapevo che il picco di riduzione si è verificato nel 2009 e da allora si è stabilizzata: probabilmente si tratta di un ciclo.

  • Profilo di boh1

    boh1

    20 lug 2010 - 19:49 - #5
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    Ma tu mauriziosat hai mai visto in vita tua una pubblicazione scientifica accademica ??
    Per come rispondi ho il sospetto di no..visto che sei pronto a tacciare di cialtroneria qualsiasi cosa non riporti analisi incontrovertibili e assolute.
    Ovvero con il tuo parametro qualsiasi pubblicazione diventerebbe una buffonata cialtronesca. Il dubbio è la base della ricerca scientifica e
    con il tuo atteggiamento staremmo ancora ai tempi della pietra.
    Comunque non ho trovato il punto preciso dove si parla della fine del mondo imminente :). Viste le crisi che certe letture ti generano, forse sarebbe meglio che ti dedicassi a qualcos altro ??

  • Terence88z

    10 ott 2011 - 12:52 - #6
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    Se tale notizia è fondata, sicuramente la causa non sarà amputabile ad un aumento di CO2, in quanto l’anidride carbonica è risaputo essere impossibilitata a raggiungere strati così lontani nell’atmosfera. Quindi evitate di fare catastrofismo ecologico ogni volta!

  • metagatto4521

    20 feb 2012 - 23:06 - #7
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    Purtroppo temo che la questione non sia così facilmente risolvibile facendone una questione di quantità dell’anidride carbonica a quelle latitudini… Mi pare che questo John Elmett sia una persona attendibile come scienziato e che sia almeno un po’ esperto, visto che fa parte di questo Naval Research Lab e pare che abbia pubblicato i risultati dei suoi studi su riviste scientifiche serie. Quindi inviterei a rileggere bene esattamente cosa lui scrive: “le tendenze del clima globale potrebbero modificare la composizione della termosfera cambiando le proprietà termiche e le modalità di risposta agli stimoli esterni”. Qui ci sta dicendo che si può fare l’ipotesi che il cambiamento di densità dell’anidride carbonica, o qualche altra cosa ancora sconosciuta, può modificare la composizione della termosfera modificando le proprietà termiche all’interno degli strati dell’atmosfera terrestre, quindi alterando l’intero sistema degli strati che finora è stato in un equilibrio tale che le risposte dell’atmosfera agli stimoli esterni erano di un certo tipo, da quel momento in poi potrebbero essere diverse, come ha già affermato tra l’altro dicendo che la termosfera ora sembra più sensibile alla radiazione solare. Non c’è niente di strano, abbiamo già un esempio di questo tipo di interazioni, ad esempio il famigerato buco nell’ozono causato dai clorofluorocarburi, che dimostra chiaramente come una differente composizione chimica della troposfera può influenzare densità e altri parametri fisici e termici di strati più alti (in questo caso della fascia di ozono) o più bassi, la nostra aria. Se non ricordo male del buco nell’ozono si ha paura proprio perché modificherebbe un parametro fisico del nostro strato, cioè la quantità di raggi UVA e UVB presente intorno a noi…? O no!? E John Elmett sostiene chiaramente una concezione dell’atmosfera e dei suoi strati come un sistema interagente, quando alla fine dice: “Le anomalie di densità (della termosfera) possono voler dire che un non ancora identificato punto di ribaltamento del clima che coinvolge sia il bilancio energetico sia chimico, sia stato raggiunto”. Qui è implicito infatti, che gli strati atmosferici sarebbero un sistema in equilibrio con un bilancio energetico e chimico, e suggerisce chiaramente che un qualche motivo sconosciuto lo ha alterato in una maniera irreversibile (punto di ribaltamento del clima). Chi si occupa di meteorologia e di studi sull’atmosfera credo conosca la teoria del caos e la teoria dei sistemi, e di come certi sistemi in equilibrio sottoposti a influenze esterne possono evolvere verso differenti posizioni di equilibrio, stati caotici, dinamiche impreviste e imprevedibili, ecc. Credo che nessuna di queste possibilità sarebbe proprio il massimo per noi, visto che riguarda l’aria che ci circonda: noi sopravviviamo solo a certe condizioni di temperatura, di composizione dell’aria, del bilancio del vapore acqueo nell’atmosfera, della quantità di radiazione solare che ci arriva addosso… Che succederebbe se questi parametri si modificassero in maniera tale da rendere impossibile la vita? Vi ricordate quale fu una delle condizioni dell’evoluzione da anfibio a terrestre? La creazione della fascia di ozono ad opera dell’aumento di ossigeno causato dalla fotosintesi delle piante marine, che rese possibile l’accesso di un ulteriore grossa fetta di spazio agli organismi viventi che si evolvevano. Ragazzi, se questi parametri mutano e per di più anche in una maniera che non si può prevedere, caotica, ecco come dire… son c****I amari!