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Occhio alla Medusa! In aumento nel Mediterraneo crea problemi a pesca e turismo

Pubblicato: lunedì 19 luglio 2010 da alessandra

Da alcuni anni, ormai, ogni estate si rinnova l’allarme meduse. Il loro numero cresce all’interno del bacino Mediterraneo e a segnalarlo non solo i biologici ma anche un numero sempre crescente di bagnanti “sorpresi” dalla loro presenza e, a volte, dai loro urticanti tentacoli. Infatti, il Mare Nostrum sta acquistando sempre più i caratteri di crocevia biologico per le spettacolari Jellyfish provenienti dall’Atlantico o dall’oceano Indiano attraverso il canale di Suez e la colpa non è solo delle alte temperature che stanno accellerando il processo di tropicalizzazione delle nostre acque, ma specialemnte della pesca eccessiva che le depaupera dei predatori. Il fenomeno, attuamente, sta assumendo caratteri preoccupanti specie nell’Alto Tirreno, fra la Toscana e la Liguria, dove sciami di questi animali marini stanno creando seri problemi alla pesca e al turismo. Ad esempio, nel mar Ligure, sono frequenti le segnalazioni di branchi di Pelagia, la medusa piu’ urticante del Mediterraneo, mentre anche la splendida e terribile caravella portoghese, la Physalia (erroneamente definita medusa, in realtà sifonoforo galleggiante), comincia a fare mostra di sè e dei propri velenosi tentacoli, lunghi anche 20 metri. In Toscana, invece, è l’Argentario ad essere oggetto della Mnemiopsis leidy, uno ctenoforo, innocuo per l’uomo ma terribile per la fauna ittica golosissima di uova e di larve di pesci che si sta facendo odiare da moltissimi pescatori…. Un problema non da poco, insomma, che richiede uno sforzo conoscitivo particolare…

Per questo motivo, Ferdinando Boero, docente di Biologia Marina all’Università del Salento , ha dato il via a “Occhio alla Medusa“, un progetto in collaborazione con Ciesm, Conisma e l’associazione Marevivo, finalizzato a conoscere le meduse e a studiarne presenza, spostamenti e abitudini.

Vogliamo elaborare una cartina delle meduse da inserire su Google Earth, con l’aggiornamento una volta alla settimana sulla situazione delle meduse sulla base delle segnalazioni, per far vedere da dove sono arrivate. Stiamo cercando di mettere a punto il sistema per partire il prossimo anno con la mappatura di tutto il bacino del mediterraneo, il Ciesm tradurrà le informazioni in varie lingue e pubblicherà tutte le informazioni sul sito

Chiunque avvisti una medusa, dunque, è invitato a fotografarla e a segnalarla al Ciesm…

Foto | Flickr

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