
Umberto Veronesi affida a La Stampa di oggi il suo messaggio a favore del ritorno del nucleare in Italia e motiva il perché un oncologo è deciso a diventare Presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. In sostanza i motivi per cui è deciso a intraprendere alla bella età di 85 anni questa avventura, sono due: crede sul serio che il nucleare sia una buona occasione per l’Italia; crede sul serio che il nucleare non sia pericoloso come si dice.
Ecco cosa scrive nel suo panegirico:
Vorrei ricordare che il nucleare è nato in Italia grazie a Enrico Fermi e quando nel dicembre 1942 lui e la sua squadra festeggiarono con un fiasco di vino Chianti (fiasco che fu firmato da tutti i fisici presenti e che diventò da allora un oggetto di «culto») si aprì una nuova era per la scienza e per l’umanità. Il brindisi era per la scoperta della «pila atomica» che era in grado di produrre enormi quantità di energia con la rottura di un atomo di uranio colpito da un neutrone. Fermi scoprì che per produrre energia non è necessaria la combustione (che consuma ossigeno) né il riscaldamento a carbone, o petrolio, e trovò quindi una soluzione potenziale al crescente fabbisogno energetico nel mondo. La politica poi fece un uso tragicamente improprio della sua scoperta, facendo costruire la bomba che gettò un’ombra indelebile su questo progresso.
Incidenti nucleari? Una bazzecola. Secondo lo scienziato ce ne saranno stati al massimo un paio causati da imperizia:
Ma ciò di cui la gente ha paura sono gli incidenti alle centrali. Va detto che in 40 anni di utilizzo del nucleare nel mondo si sono verificati solo 2 casi: quello di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979, che non provocò nessuna contaminazione e nessuna vittima, e quello di Cernobil nel 1986, che fu un vero disastro. Spesso però si ignora che a Cernobil la causa fu la leggerezza e l’incompetenza del personale.
Che ve ne pare?
Foto | Nogara online
stellarvore
03 ago 2010 - 13:35 - #51@44
A parte che nei link che cito ci sono ANCHE e non SOLO valutazioni di chi gli impianti li fa, che per inciso significa anche che ne mastica di nucleare e parecchio, allora mi si controbatta con dei riferimenti a dei documenti “imparziali” che dimostrino che l’uranio sta finendo. E non con lo studio di Storm, che è stato finanziato dai Verdi e ampiamente e ripetutamente criticato per la sua contabilità creativa… Perché allora, applicando lo stesso ragionamento, non è da considerare neppure quello.
Mauriziosat,9
03 ago 2010 - 18:02 - #52infatti l’uranio è UNO DEGLI ELEMENTI PIU’ DIFFUSI IN NATURA …..
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lasciamo perdere gli ecotonti …..alle loro chiacchiere.
sergio saini
04 gen 2011 - 17:19 - #53costi a parte ,ma delle scorie cosa ne facciamo ?ci penserà forse la malavita organizzata ?oppure le mandiamo in Cina che le riciclano negli involtini primavera?ma della fusione fredda non si sà più nulla ?e poi chi la vuole una bella centrale nucleare sotto casa?forse Veronesi o Chicco ? io no!!lo smog di Milano mi basta e avanza !!ciaoo a tutti .!!!