Rifiuti Sicilia: si lavora per i termovalorizzatori. Nominato il primo sub-commissario

Rifiuti Sicilia: si lavora per i termovalorizzatori. Nominato il primo sub-commissarioIl primo atto di Raffaele Lombardo in qualità di neoeletto Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti è la nomina del primo dei quattro sub-commissari. Si tratta dell'ingegner Domenico Michelon, con esperienza nel settore visto che è stato direttore dell'Ato 5 Palermo.

Come prevede l'ordinanza del Consiglio dei Ministri del 9 luglio scorso il Commissario (cioè Lombardo) ha facoltà di nominare fino a quattro "soggetti attuatori". In pratica le figure operative che dovranno mettere in pratica il nuovo piano rifiuti.

Domanda: quale piano rifiuti? La risposta non è semplice perché un piano è stato approvato dall'Assemblea Regionale Siciliana a fine marzo con votazione by-partisan, dal Pd al Pdl. Tutto sommato non era male: prevedeva abbondante raccolta differenziata anche se lasciava le porte aperte ai termovalorizzatori.

E, contemporaneamente, anche agli incentivi Cip6. Prevedeva, però, anche la possibilità di bruciare il Cdr nelle centrali elettriche, ovviamente con gli incentivi. Tra le due soluzioni probabilmente è meglio la seconda, ma senza i fondi pubblici: le centrali già ci sono ed esiste già un sistema di controllo delle emissioni.

Ora, però, in base all'ordinanza di protezione civile del 9 luglio firmata da Berlusconi, quel piano potrebbe essere inutile visto che si prevede esplicitamente che

Il Commissario delegato, in deroga all'art. 9, comma 1, della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, d'intesa con il Dipartimento della protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, predispone, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, della presente ordinanza, gli adeguamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti, anche per incrementare i livelli della raccolta differenziata ed individuare soluzioni compatibili con le esigenze ambientali per i rifiuti trattati accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio, in conformita' ai criteri stabiliti dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni e integrazioni, nonche' dalla nuova direttiva quadro 2008/98/CE del 19 novembre 2008. Il piano e' sottoposto all'approvazione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che si pronuncia entro quindici giorni dalla ricezione

L'art. 9, comma 1, della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, per inciso, è quello del precedente piano rifiuti in cui si dice che eventuali modifiche al piano stesso siano concordate con gli enti locali:

Il piano regionale di gestione dei rifiuti, le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati, sentite le province, i comuni e le S.R.R. con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, secondo il procedimento di cui all’articolo 12, comma 4, dello Statuto regionale e previo parere della competente commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana

Il futuro, quindi, si decide a Roma e si sa ben qual'è l'orientamento di Berlusconi in fatto di trattamento dei rifiuti.

Via | Giornale di Sicilia
Foto | Flickr

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