Le centrali idroelettriche in Brasile stanno diventando un affare molto grosso (e losco!) che rischia di mettere in ginocchio alcune delle economie che ruotano attorno alle foreste e che traggono linfa proprio dallo sviluppo – sostenibile – delle stesse. Pochi giorni fa, alcuni indios del Mato Grosso, armati solo di lance e mazze, sono riusciti ad assaltare la centrale di Aripuanà prendendo in ostaggio oltre suoi 100 dipendenti per tentare di ottenere almeno un risarcimento per la (loro!) terra perduta… Oggi, invece, è nel mirino un’altra zona pluviale brasiliana, la regione amazzonica orientale della Tierra del Medio, nello Stato del Parà in cui il governo di Lula ha dato l’ok per la costruzione della centrale idroelettrica di Belo Monte Lungo il bacino del fiume Xingù, già dichiarato, nel 2004, “riserva estrattiva” con decreto presidenziale allo scopo di tutelare (allora!) la flora, la fauna e i “siringueros” che lavorano da almeno un secolo all’estrazione del latte dall’albero del caucciù.
La centrale che verrà costruita sarà un colosso di circa 11.233 megawatt capace di rendere, tuttavia, solo il 40% del proprio potenziale a causa delle notevoli differenze riscontrate nel flusso idrico del Rio Xingù tra la stagione secca e quella piovosa (da mille metri cubi al secondo a oltre ventimila) con la conseguente necessità di costruire due immense dighe che cambiaranno totalmente l’equilibrio ecologico e termico dell’area. La prevista deviazione del fiume comporterà la riduzione drastica del suo flusso idrico per un tratto di oltre 100 km, con la conseguente estinzione o diminuzione di un numero considerevole di specie prevalentemente ittiche portando al collasso anche quanti vivono di pesca, di raccolta di erbe officinali - altamente richieste dell’industria cosmetica internazionale - e di castagne….
Molte le azioni legali al momento pendenti per tentare di porre un freno alla centrale di Belo Monte, ma troppo poche, secondo i diretti interessati, le possibilità concrete di vittoria… E questo nonostante lo studio di impatto ambientale abbia riferito di almeno 50.000 sfollati previsti a seguito delle inondazioni e della probabile estinzione delle molte specie animali e vegetali autoctone presenti solo in queste zone, ben presto compresse tra modifica sostanziale dell’habitat e prolungamento della feroce Transamazzonica, rete viaria di agevole distruzione, mettendo a dura prova, inoltre, le aree totalmente protette presenti nei paraggi e le tredicimila persone, apparteneti a 24 popolazioni indigene, che, improvvisamente dovranno fare i conti con tuto questo…
Via | peacereporter
Foto | Flickr
aristotel3
31 lug 2010 - 00:22 - #1cara alessandra ……..le farei notare che esiste già una enorme centrale idroelettrica in amazzonia.
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LA DIGA DI ITAIPU’ ……che ha la bellezza di 20 turbine per un totale di 14 GW installati
come 10 centrali nucleari
e ch eproduce annualmente ….solo lei …..90 mila GWh l’anno ……
che sono 22 volte il totale DI TUTTI I PANNELLI FOTOVOLTAICI ….IN TUTTO IL MONDO
produce elettricità dal 5 maggio 1984
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E NON HA DISTRUTTO IN PIFFERO DEL PIFFERO ……..anzi , ne sono tutti contenti
claudio_
31 lug 2010 - 14:22 - #2prima vogliono le fonti alternative poi quando scoprono di aver bisogno di spazio piangono.
boh1
31 lug 2010 - 15:43 - #3@1
quando dici che “non ha distrutto un bel piffero ” hai argomentazioni a riguardo o sono solo tue misere considerazioni ?
In base a cosa sostieni che la centrale che faranno a belo monte avrà l impatto identico della diga da te citata ?? ..come minimo dovresti conoscere perfettamente il territorio o l ambiente descritto e aver fatto studi a riguardo..
ecco se non puoi rispondere a queste domande , smettila di spammare inutilmente.
boh1
31 lug 2010 - 21:38 - #4..ecco appunto non sai una mazza.
sì sì certo chissenefrega come no
marchettino73
31 lug 2010 - 23:21 - #5@mauriziosat
Giornataccia oggi eh ?!!
Non t’hanno portato sulle giostre oggi?? :D
Buahahahahahahahaha
Scusate,non ho resistito :)
boh1
01 ago 2010 - 16:37 - #6mauriziosat ti si è incantato il disco ??
ma perchè continui a parlare della diga itaipiù lo sai solo tu ! XD e scusa la rima
ma secondo te il mondo funziona solo sulla base delle grandezze in gioco ?? cavolo tu sì che hai un intelligenza avanzata.
ah per precisare hai pure sbagliato i conti
non è lo 0,0002% ma lo 0,02 % .
ma sì dai solo due cifre decimali in più o meno che sarà mai per le grandezze in gioco XD..su dai vai al gardaland
boh1
01 ago 2010 - 21:34 - #7@11 è inutile che cambi discorso..non ho mai messo in discussione l utilità della diga e nemmeno mi interessa.
Ti ho solo fatto notare che il tuo modo di tacciare le ipotesi e teorie sui danni causati dalla diga come irrilevanti ( o addirittura cialtronesche ) sia semplicemente ridicolo …visto che a parte i dati presi su wikipedia e aver fatto un conticino sbagliato non sai assolutamente niente.
Quindi ti consiglio per l ennesima volta..se non puoi scrivere qualcosa di assennato smettila di spammare.
marchettino73
02 ago 2010 - 07:27 - #8Qui il problema,secondo me,è che l’essere umano non si ferma mai,non è mai contento.
Abbiamo già tutto ciò che serve per vivere,e poter vivere bene.
E lo neghiamo a gran parte della popolazione mondiale,con le guerre,creando fame,malattie,sfruttando la manodopera a basso costo.
Dilaniamo questa palla che ci ospita solo e soltanto per i soldi.
È una lotta tra il più forte che opprime il più debole.
E questo,da un essere evoluto come l’uomo,non è accettabile.
gioti
02 ago 2010 - 14:37 - #9Marchettino, non fare salti logici troppo acrobatici.
NOI non neghiamo un bel niente a nessuno; e non gli paghiamo ’stipendi da fame’.
Solo che NESSUNO, ne NOI ne LORO (se poi esistono queste categorie), ha fatto i conti con la demografia. Tutti si sono inebriati della rivoluzione verde e dei progressi della medicina e la cosa è ampiamente sfuggita di mano; mi spiace, ma come dice maurizio, che busta vuoi? la numero 1, la numero 2 o la numero 3?
Ps. ai soloni: io a ITAIPU’ ci sono stato, e non c’è alcuno scempio; lo scempio lo trovi 300 km a sud, dove i Guaranì incendiano la foresta per ricavarci coltivazioni di soia per tre o quattro raccolti; se volete, posto le foto.
(Sia chiaro, non ho NULLA contro i Guaranì; se avessi sei figli da sfamare, sai che mi frega della tua ‘bella foresta’)
E tutto sommato, non serve nemmeno andarci; basta google earth e qualche buona lettura, p.es. Economia de Misiones, universita’ di Posadas, 2002: capisci subito quali sono i parametri in gioco.
marchettino73
02 ago 2010 - 14:51 - #10@gioti
La mia era una considerazione un’po più generale su quello che è,oggi,l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura.
Non sono un verde,non sono un ecologista invasato e comprendo le necessità dei popoli.
Quello che voglio dire è:
Non sarebbe meglio ogni tanto fermarsi a riflettere ?
Siamo veramente sulla strada giusta?
È questo il vero progresso?
Dai risultati direi di no…….
Mauriziosat,9
02 ago 2010 - 15:21 - #11io direi di si ……..
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VISTO CHE VIVIAMO SINO AD 80 ANNI ….invece che sino a 40
VISTO che l’uomo civilizzato non muore piu’ per un banale raffreddore o per il tetano
visto che invece di lavorare sino allo sfinimento possiamo permetterci TUTTI o quasi di andare in giro per il mondo a visitare le sue meraviglie
visto che possiamo fare tutto quello che i nostri genitori , manco si sognavano …
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NESSUNO SANO DI MENTE BARATTEREBBE LA VITA DI OGGI CON QUELLA DI 40 ANNI FA.
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ed a questo obbiettivo …..giustamente aspirano pure i paesi in via di sviluppo .
marchettino73
02 ago 2010 - 15:52 - #12Si certo,il fine giustifica i mezzi……..
Lo diceva Machiavelli.
E diceva anche che per stare in politica bisogna essere dei gran figli di puttana……e su questo ci siamo,ma è un altro discorso.
Per raggiungere certi traguardi è necessario sventrare la palla?
Ah certo,come andiamo ora si fa prima.
Della serie “tutto e subito” e che costi poco (in apparenza).
A me pare che stiamo pagando cara questa politica.
Sono dell’opinione che bisogna cominciare a rispettare il nostro pianeta.
Se non altro come segno di coscenza e intelligenza.