
La telenovela della nomina di Umberto Veronesi alla carica di presidente della futura Agenzia per la sicurezza nucleare si arricchisce di un nuovo episodio: la Camera dei Deputati, infatti, ha votato oggi due emendamenti al cosiddetto “decreto sblocca reti” (il 3.1, presentato da Ermete Realacci del Pd e il 3.2 presentato da Gabriele Cimadoro di Idv) che chiedevano la soppressione dell’articolo 3 del decreto.
Con questi emendamenti, in estrema sintesi, torna l’incompatibilità tra la carica di presidente dell’Agenzia e una sfilza di cariche dirigenziali ed elettive. Tra queste anche quella di senatore, attualmente ricoperta da Veronesi in quota Pd.
Da molti la votazione dei due emendamenti, praticamente identici e già respinti dieci giorni fa in Senato, è vista come un siluro indirizzato dritto dritto al senatore-professore Veronesi. Non è detto che sia così.
Veronesi, infatti, già la settimana scorsa, in una intervista al Corriere della Sera, aveva preannunciato l’intenzione di dimettersi, qualora fosse stato nominato presidente dell’agenzia. Il problema, quindi, almeno in teoria non si pone.
La questione vera, infatti è un’altra: il Pd il nucleare lo vuole oppure no? Gli Ecodem, ala ecologista (?) del partito, hanno già fatto sapere di essere soddisfatti dei due emendamenti approvati ma di non cambiare la propria posizione:
cio’ non cambia di una sola virgola, naturalmente, la nostra posizione di contrarieta’ alla scelta del governo di ritorno al nucleare: una scelta sbagliata dal punto di vista delle politiche energetiche ed ambientali, insostenibile dal punto di vista economico
Che Veronesi fosse favorevole al nucleare, però, lo si sa da sempre e il Pd non ha esitato a candidarlo e farlo eleggere al Senato. Se i democratici hanno realmente intenzione di prendere una posizione negativa e netta sull’argomento, allora, forse sarebbe il caso che rompano del tutto con Veronesi.
Una decina di giorni fa Bersani aveva dichiarato:
Se accetta l’offerta del centrodestra e va a guidare la nuova agenzia nucleare, allora dovrà lasciare il suo posto di senatore del Pd perchè la maglietta di politico e quella di presidente di una’authority scientifica sono incompatibili
Come presa di posizione è un po’ troppo diplomatica…
Via | Il Velino, La Repubblica, Asca
Foto | Nogara online
_Giacomo_
03 ago 2010 - 16:01 - #1La posizione del PD e’ vergognosa visto che altrove,lontano dai riflettori,la pensano in maniera diversa.
Vogliamo ricordare la votazione del 25 Novembre 2009 su una mozione filonucleare a Bruxelles? Con tanto di nomi e cognomi dei parlamentari del PD espressi a favore?!
Divertitevi!
testo mozione:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2009-0089+0+DOC+XML+V0//IT
Nomi,Cognomi dei votanti
http://www.votewatch.eu/cx_vote_details.php?id_act=196&euro_vot_valoare=&euro_vot_rol_euro_grup=&euro_vot_rol_euro_tara=&vers=2&order_by=euro_tara_nume_en&order=ASC&last_order_by=euro_tara_nume_en&limit=0&offset=0&nextorder=ASC&euro_tara_id=1&euro_grup_id=&euro_vot_valoare=&euro_vot_rol_euro_grup=
Altre frottole da raccontare quelli del PD?!
boh1
03 ago 2010 - 16:35 - #2nonostante stimi veronesi, reputo ridicola e di natura unicamente politica (per conquistare la fiducia di chi si oppone al nucleare ) la sua candidatura .
E veronesi o non ha capito la truffa, oppure l ha capita e accetta questa triste speculazione sulla sua persona.
Quando la prima ipotetica centrale sarà operativa veronesi sarà oltre un età realmente avanzata..quando sarebbe possibile individuare degli ipotetici danni per la salute umana causati dalla centrale , veronesi sarà certamente morto e sepolto.
Ovvero qual’è il senso della sua candidatura se per ovvie ragioni naturali veronesi non potrà nè essere realmente il responsabile della carica assegnata e nè rispondere in alcun modo del suo operato in futuro ??
Ma sembra una barzelletta !
Visualsky
03 ago 2010 - 18:43 - #3Stiamo parlando del reparto geriatria che seve stare fuori da ogni attività pubblica.
Questo non ha nessuna capacità specifica in merito, un’età pazzesca per un ruolo come questo.
Non ci facciamo nulla con un personaggio “da immagine”, che tra l’altro è estremamente discutibile. Serve gente competente e capace.
Ripeto: andasse a spasso con i nipotini…
gbettanini
03 ago 2010 - 19:11 - #4La cosa veramente strana di questa faccende è che abbiamo “non più giovani” che pensano da innovatori come Veronesi e Margherita Hack… loro per un cambiamento radicale della politica energetica del nostro paese e sono disponibili ad assumersene i rischi (calcolati) connessi e farli assumere alle loro famiglie…..
Dall’altra parte abbiamo giovani che sono per l’immobilismo della peggior specie, per il mantenimento dello status quo, mascherato dal (in apparenza) risolutivo impegno nell’impulso alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico…. che si risolverà nei fatti in un maggiore utilizzo di gas naturale e carbone.
boh1
04 ago 2010 - 00:39 - #5@4 io personalmente sono contrario al nucleare in italia..ribadisco in italia
perchè semplicemente sono contrario alle cose inutili ..come il ponte sullo stretto.. il nucleare e tante altre cose..cose oltretutto fatte con i miei soldi.
Il nucleare lo giudicherò inutile fino a che qualcuno non dimostrerà la sua necessità sul nostro territorio in base alla nostra crescita e consumo. Senza far alcun paragone con paesi tremendamente diversi come USA o cina.
E lo prenderò in considerazione solo se riuscirà ad avere costi e prestazioni di scale realmente differenti rispetto alle rinnovabili, perchè altrimenti preferirei che i soldi delle mie tasse venissero investiti ,anche contro il mero rapporto prezzo/prestazioni, nelle energie rinnovabili. Questo in nome della sicurezza e della salute delle prossime generazioni.
Sarà pure vero che esista una parte del paese attaccato morbosamente allo status quo, ma è anche fin troppo palese che esista pure una parte che ha ridotto il paese ad un cantiere eterno per ben note ragioni, niente a che vedere con lo sviluppo del paese.
La risoluzione delle rinnovabili in maggior carbone e petrolio è solo un problema della tipica rassegnazione dell opinione pubblica, se si sceglie la direzione delle rinnovabili poi sta a noi non farci pigliare per i fondelli.
filippo-riccio
04 ago 2010 - 10:00 - #6@boh1
Le rinnovabili da sole non possono sostituire il carbone e il petrolio. Il nucleare non è “necessario” in Italia solo se scegliamo una di queste tre cose:
1) Acquistare energia elettrica dall’estero per la parte non producibile con le rinnovabili.
2) Continuare a produrre con carbone e petrolio (o legna) la parte non producibile con le rinnovabili.
3) Distruggere l’economia in modo da far bastare l’idroelettrico che c’è e le altre rinnovabili.
marantz
04 ago 2010 - 13:12 - #7@Filippo-riccio: Perchè dici nel punto (3) distruggere l’economia ?
Dovresti vedere le cose da un punto di vista ribaltato.
E’ la disponibilità di energia a basso costo che fa crescere l’economia (e anche gli sprechi).
Quando l’energia non sarà più a basso costo (e ci arriveremo presto), TUTTE le economie subiranno una contrazione, sta a noi stabilire cosa SALVARE e cosa BUTTARE dell’economia di cartapesta che stiamo contribuendo ad alimentare, scambiandola per sviluppo, immolandoci sull’altare del PIL.
Se sapremo diminuire gli sprechi, utilizzare processi industriali meno energivori, fare in somma di più con meno, allora potremo salvare PARTE della nostra economia in vista di un futuro peak-oil.
A mio parere l’unico modo di dare benessere in una prossima economia a bassa densità energetica, è che questa energia sia DISTRIBUITA e democratica. Meglio 1000 centrali da 1Mw che una centrale da 1GW, e così via, investendo sulle “smart power grid” e le reti elettriche in DC con scambio sul posto, adatte alla intermittenza delle rinnovabili.
E’ così che si crea il futuro, non con i VERONESI, già morti e sepolti, usati come marionette al solo scopo di infondere fiducia al popolo bue, senza prospettive di lungo periodo.
Se adesso qualcuno viene ancora a raccontare che le rinnovabili non sopperiranno MAI al fabbisogno energetico, significa che non ha capito affatto quello che ho scritto.
filippo-riccio
04 ago 2010 - 14:31 - #8@marantz
1) Il tenore di vita che abbiamo oggi o anche uno di poco inferiore è legato alla disponibilità di energia a basso costo. Rinunciare all’energia a basso costo non significa togliere i SUV dalle strade ma tornare al XVIII secolo, quindi fine dei trasporti, della sanità eccetera.
2) L’energia a basso costo si può ottenere dal petrolio (per qualche decennio), dal carbone (per qualche secolo), dall’atomo (per almeno qualche migliaio di anni). Delle tre in ogni caso meglio l’ultima, se non vogliamo alterare pesantemente la composizione dell’atmosfera terrestre con effetti imprevedibili.
3) Meglio una centrale da 1GW di 1000 centrali da 1MW, per il semplice e ovvio fattore delle economie di scala, lo stesso che ti fa dire “meglio un autobus che 50 automobili”. Le smart grid non consentono affatto di far andare tutto con le rinnovabili, ma solo di sfruttarle al meglio quando sono disponibili (cosa comunque giusta). In un mese d’inverno con una cappa di nebbia sulla pianura padana, o hai le centrali termiche, o hai enormi bacini idroelettrici (che non esistono e se esistessero sarebbero pericolosissimi) oppure non scaldi le case se non con petrolio, carbone, legna o energia nucleare: né il fotovoltaico né l’eolico funzionerebbero.
filippo-riccio
04 ago 2010 - 14:34 - #9P.S. Il concetto dell’economia “di cartapesta” mi sfugge. Lo sfruttamento dell’energia serve per far andare quella parte di economia che è ancora “vera”, non quella “finta” finanziaria e burocratica.
gbettanini
04 ago 2010 - 15:05 - #10@marantz
“…che questa energia sia DISTRIBUITA e democratica”
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L’energia non è e non sarà mai democratica.
Il secondo principio della termodinamica non è democratico….
le leggi di Maxwell non sono democratiche….
Neppure le regole dell’economia sono democratiche.
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Se non ci si rende conto di ciò non ha senso neppure cominciare un discorso sul futuro energetico del nostro paese.