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Frontiere del fotovoltaico: i ricercatori di Stanford e il pannello solare con efficienza al 60%

Pubblicato: lunedì 09 agosto 2010 da Peppe Croce

Uno dei più grossi problemi dei pannelli fotovoltaici, cioè la scarsa efficienza complessiva (che oggi si aggira sul 15-20% massimo), potrebbe essere risolta in tempi più brevi del previsto. O almeno così affermano i ricercatori dell’università di Stanford che stanno lavorando a pannelli di nuova generazione in grado di arrivare fino al 60%.

Sostituendo l’effetto fotovoltaico con l’effetto “termoionico” si sta cercando di coniugare i pregi di un pannello solare fotovoltaico con quelli di un pannello solare termodinamico. L’effetto fotovoltaico, infatti, soffre molto il caldo: a circa 100 gradi va a farsi benedire e, più in generale, diminuisce con le alte temperature.

E’ questo uno dei motivi per cui i grossi parchi fotovoltaici vengono piazzati su colline ventilate: abbassando le temperature di esercizio i pannelli rendono di più.

Per salvare capra e cavoli, quindi, i ricercatori guidati da Nick Melosh hanno sostituito il silicio nei pannelli con un altro semiconduttore, il nitruro di gallio, che lavora a temperature ben più alte: la migliore efficienza viene ottenuta a partire da 200 gradi.

I nuovi pannelli, quindi, necessitano di un concentratore di luce solare per arrivare in temperatura e cominciare a produrre energia elettrica. In parole povere: con un bel concentratore solare il pannello produce energia rinnovabile a temperature alte con l’effetto termoionico superando a piè pari i limiti del fotovoltaico e, per di più, con pannelli molto più piccoli.

Non esultate, sembra un miracolo ma ancora non è realtà: stiamo parlando di progetti da laboratorio e l’efficienza del 60% è il limite teorico di queste due tecnologie accoppiate. Ma è anche vero che i primi esperimenti promettono bene e che questo nuovo approccio potrebbe dare una brusca accelerazione alla, fino ad oggi abbastanza lenta, curva di crescita dell’efficienza dei pannelli.

Via | Pianeta Verde, Nature Materials
Video | YouTube

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • ::: ghost page :::

    09 ago 2010 - 20:13 - #1
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    ci sono varie ricerche simili che mirano a ricavare energia sia dalla luce che dal calore ricevuto da un pannello solare, ma il vero problema resta il costo… è meglio un pannello con efficienza al 10% ma costa 10 dollari oppure uno al 60% che ne costa 100 ?
    .
    già i pannelli eistenti, senza incentivi, non sono in grado di produrre energia più economica di quella prodotta con i combustibili fossili (gli studi più ottimistici dicono che ciò “potrebbe” avvenire solo dopo il 2015 grazie alla discesa dei costi di produzione) quanto ci vorrà perché questo accada con i pannelli più nuovi ed avanzati ancora NON usciti dai laboratori? 10, 15 anni?
    .
    ritengo che, per adesso, gli sforzi più interessanti e promettenti siano quelli che mirano ad automatizzare al massimo la produzione di pannelli a basso costo

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    09 ago 2010 - 20:28 - #2
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    Come dice “Ghost page”
    Il problema non è il rendimento!
    Di sole ce n’è in abbondanza e possiamo permetterci di sprecarne il 90%
    -
    Il problema (come in tutti gli investimenti) è il rapporto tra costo e guadagno.

  • Visualsky

    10 ago 2010 - 04:59 - #3
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    Se una tonnellata di grano decuplicasse il prezzo potremmo anche lamentarci, ma mangeremmo pane e pasta lo stesso. Almeno finchè possiamo permetterci auto da 20 o 30 mila euro.
    Mi chiedo: tante chiacchiere sulla convenienza di mercato di un certo prodotto…ma se i soldi li buttiamo nelle cose più disparate (moda, auto, moto, vacanze) come si fa a disquisire sui costi di un bene essenziale?
    Se non si è convinti ancora dei costi del fotovoltaico basta guardare quanto costava 5 anni fa, per rendersi conto. E senza manutenzione…

  • Profilo di devid2g

    devid2g

    10 ago 2010 - 08:07 - #4
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    Già ora i pannelli fotovoltaici costano poco, avevo un tetto libero e ho chiesto un preventivo e con dei pannelli amorfi di una ditta piuttosto famosa, il preventivo è di poco più che 4000€/kWp , rispetto ai primi impianti di qualche anno fà il prezzo è quasi dimezzato adesso.

  • Profilo di ice

    ice

    10 ago 2010 - 08:33 - #5
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    @ #1
    @ #2
    il problema è sia il rendimento, inteso come superficie occupata per avere produzioni di energia significative
    sia il costo dei pannlelli per Kw di energia prodotta
    Devi anche considerare che gli impianti a sepcchio necessitano di distese di una certa estensione enon possono essere miniaturizzati per i tetti delle case.
    Questi poi certamente no, per via della elevatissima temperatura di esercizio, dai 200 agli 800°C
    Anche la superficie terrestre è un bene “finito”
    da suddividere in area abitate, industriali, foreste polmone della terra, colutire agricole

    .
    non puoi fare il confronto tra beni essenziali e beni voluttuari
    Gli stessi industriali che questa estate hanno sfoggiato il nuovo panfilo da 60m sono quelli che questo inverno hanno mandato a casa migliai di lavoratori, oppure hanno trasferito la porduzone all’estero anche se coi margini operativi che avevano era perfettamente in attivo nache in italia (vedi OMSA)
    .
    Cosa dici, che senso ha fare lotte sindalcali ficnhè gente che ti rifiuta 30E di salario mensile….è beatamente disposta a spendern 100.000.000 per comprarsi un nuovo panfilo ogni 5-10 anni?

  • felice2

    11 ago 2010 - 07:49 - #6
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    ………” Gli stessi industriali che questa estate hanno sfoggiato il nuovo panfilo da 60m sono quelli che questo inverno hanno mandato a casa migliai di lavoratori, oppure hanno trasferito la porduzone all’estero anche se coi margini operativi che avevano era perfettamente in attivo nache in italia “……

    Tutto da dmostrare , alla luce della sentenza sui 3 sindacalisti fiat di ieri poi…..
    anche lei nella stessa situazione adotterebbe lo stesso provvedimento: salvarsi finchè si è in tempo.

    tornando ai pannelli
    non si sente mai parlare dei costi di smaltimento a fine ciclo: quanto incidono sul rendimento complessivo???

  • Visualsky

    11 ago 2010 - 15:39 - #7
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    Incidono quanto i rifiuti elettrodomestici. Sono RAEE. Questo vale per i mono ed i policristallini. Riciclabilità 98%.
    E’ invece un bel problema per i Thin Film, specialmente quelli al Telloruro di Cadmio.

    Quanto incide invece il fine ciclo delle autovetture in commercio? Perché non si parla mai di quello? Che ne è degli incentivi del settore e, soprattutto, di quelli diretti alle case costruttrici?
    Ah, CAPISCO!! E’ un mezzo indispensabile…

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