Fedeli all’idea delle minicentrali nucleari da asporto (ne trovate qualcuna a questo indirizzo), i russi si preparano ad avere anche quelle galleggianti.
Dell’anno scorso la notizia dell’avvio del progetto, di pochi giorni fa quella della fine della sua prima parte.
Lo afferma The voice of Russia e lo riporta in Italia anche Energy Mix, blog italiano affezionato al nucleare. Si tratta, in pratica, di una grossa chiatta attrezzata per ospitare un paio di reattori nucleari di piccola taglia, 35 MW l’uno, idonei ad alimentare una città di medie dimensioni.
La prima chiatta è stata completata ed Energy mix ne rende noti i dettagli:
La base galleggiante è lunga 144 metri e larga 30 ed ha una durata di vita stimata in circa 40 anni. E presenta una lunga serie di vantaggi. A cominciare dal costo dell’energia generata, che è stimato pari a circa la metà del kWh prodotto da una centrale nucleare a terra, anche considerando i costi di smantellamento, infinitamente inferiori, e quelli delle infrastrutture ausiliarie ridotte, ad esempio per la trasformazione e il trasporto dell’elettricità, visto che le centrali possono essere situate a ridosso dei luoghi di utilizzo
Certo, sarebbe anche il caso di chiedersi come mai costa la metà… sarà mica perchè, su una chiatta larga 30 metri, non ci entra un doppio muro di contenimento delle radiazioni in cemento armato? Sarà mica perchè non bisogna fare studi geologici e sismici visto che sta in mare, salvo poi scoprire che se è mosso ci potrebbero essere problemi?
Sarà mica perchè si elimina alla radice il problema Nimby visto che i pesci, totalmente muti e senza arti, non possono né lamentarsi né andare in giro con i cartelli e gli striscioni? Sarà mica perchè non c’è molto da studiare su dove mettere le scorie radiattive? Suvvìa… il mare è grosso, un po’ di fantasia!
Certo, un’ottima idea. E poi galleggia. Un attimo, fermi tutti, mi viene in mente un’altra cosa che galleggia, ce l’ho sulla punta della lingua… aiutatemi…
Via | Energy Mix, The Voice of Russia
Foto | Flickr
Anonimo codardo
13 ago 2010 - 10:07 - #1Le navi militari a propulsione nucleare hanno reattori di una potenza nell’ordine del centinaio di MW, ovviamente di picco, ed in alcuni casi, come sulle portaaerei sono accoppiati. 165MW per reattore su alcuni sottomarini della classe Los Angeles.
Le tue affermazioni sulla sicurezza in caso di mare mosso sono a dir poco populiste e rasentano il trolling.
Ritengo invece sensato dubitare del progetto per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie. Mi pare che in acque internazionali ci siano ben poche regole…
awful
13 ago 2010 - 11:41 - #2Dagli stessi geni che lasciano dei sottomarini nucleari in disuso a contaminare le acque dei porti siberiani.
Tanto che tocca pagare agli altri paesi per rottamarli come si deve. Cercate su Google
“smantellamento sottomarini nucleari russi”
marantz
13 ago 2010 - 14:46 - #3Te credo che i costi di smantellamento sono nettamente inferiori… alla fine basta togliere il tappo e affondarla nel mar baltico!
gbettanini
14 ago 2010 - 19:07 - #4A parita’ di rischi il costo del kWh prodotto da un reattore grande e’ sicuramente inferiore a quello di un reattore piccolo.