
Il comitato No Triv siciliano plaude all’iniziativa dell’assessore regionale all’Ambiente Roberto Di Mauro di dire no alle trivellazioni petrolifere e gasifere al largo delle coste siciliane. Un’iniziativa culminata in una strana riunione tra l’assessore stesso e alcuni, non tutti, sindaci della costa sud della Sicilia per bloccare, in buona sostanza, ciò che né i sindaci né l’assessore regionale all’Ambiente possono bloccare.
I No Triv, però, apprezzano comunque la volontà politica e scrivono:
Siamo molto contenti poichè i sindaci dei comuni costieri della fascia sud si sono svegliati e stanno proclamando la loro volontà di fermare i petrolieri in tutta la Sicilia. Anche l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Di Mauro si dice fermo nella volontà di proseguire col modello di sviluppo della Sicilia che non può passare dalle ricerche di idrocarburi ma dal turismo e dalla cultura
Poi, però, prendono di petto il problema e chiedano che Di Mauro faccia lo stesso:
Caro assessore Di Mauro concordiamo pienamente con lei ma la invitiamo a promuovere un disegno di legge che finalmente blocchi le ricerche di gas e petrolio in Sicilia. Lei sa bene che fino a quando sarà in vigore la legge n.14 del 2000 con i suoi disciplinari del 2003 i petrolieri avranno sempre carta bianca e scenderanno in Sicilia assetati del sangue delle viscere della nostra terra con enormi siringhe in barba a quello che voglio le popolazioni locali
Un’immagine abbastanza d’impatto, specialmente per i siringoni, ma rende molto bene l’idea. Resta, in ogni caso, il fatto che a decidere delle perforazioni petrolifere non è l’assessore all’Ambiente bensì quello all’Industria e che, per di più, una volta ottenuto l’ok dal Ministero dello Sviluppo economico un progetto assai difficilmente può essere bloccato da una amministrazione regionale. E questo vale anche per una regione a statuto speciale come la Sicilia.
Il pesce, infatti, puzza dalla testa…
Via | No Triv Sicilia
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