
Gli ambientalisti avevano ragione: il campo seminato a mais dall’agronomo e agricoltore friulano Giorgio Fidenato nel territorio di Vivaro, in provincia di Pordenone, è effettivamente un campo ogm. E quindi illegale.
Lo ha ammesso lo stesso Fidenato, ma solo dopo la pubblicazione dei risultati delle analisi sui campioni prelevati sul suo campo. Campioni, però, prelevati anche nei campi limitrofi che, dai primi risultati, non sembrerebbero contaminati.
Una buona notizia, quindi, che sta facendo il giro della stampa pro ogm ma che, in realtà, tanto buona non è. Ed è lo stesso Fidenato a spiegare perchè, quando spiega come ha fatto ad evitare la contaminazione:
Mi è bastato seminare più tardi, una tecnica semplice, indicata anche dalla Unione europea, in modo che quando è iniziata la fioritura del mio mais, quello dei vicini era già stato impollinato, il budello apollinico era chiuso e quindi non poteva essere fecondato di nuovo. La convivenza dunque è possibile: gli altri appezzamenti stavano a 15-20 metri dal mio, basta parlarsi tra coltivatori
Apprezzabilissima la volontà di Fidenato di “prendersi cura” anche dei campi dei vicini. Altrettanto apprezzabile la, almeno apparente, semplicità di evitare la contaminazione. Ma è innegabile che, e la storia di questo agricoltore lo dimostra, tutta la responsabilità è nelle mani del contadino.
Tra “commistione”, termine caro ai promotori dell’agricoltura ogm, e la “contaminazione”, termine caro agli ambientalisti, c’è soltanto la buona fede di un agricoltore. Viene da chiedersi: visti i rischi di una contaminazione (che procederebbe con il più classico degli “effetto domino”) questo sottile muro di separazione sarà sufficiente?
Via | Fiori e Foglie
Foto | Flickr
planetx
18 ago 2010 - 16:04 - #1Esistono varietà di OGM non contaminanti da 10 anni. Bastava un pò di informazione.
Ma Greenpeace preferisce organizzare squadracce di ranger autoproclamatesi portatrici di legge.
tassinarimauro
18 ago 2010 - 18:42 - #2Esistono un infinità do varietà OGM, e quello che fanno lo sa solo (forse) la multinazionale che li ha creati.
Secondo me vanno esaminati caso per caso.
giancar
19 ago 2010 - 11:32 - #3Grazie infinite all’azione squadrista di Greenpeace e compagnia cantante: nessuno avrebbe potuto fare miglior cassa di risonanza alla notizia che mais GM e non GM possono convivere. Tra l’altro, a loro maggiore conforto, Bruxelles ha autorizzato l’import di 6 mais GM, provenienti da 4 delle maggiori odiatissime multinazionali (Terra e Vita 31-32 del 7 Agosto).
Questo talebanismo ambientale si sarà accorto di aver fatto un clamoroso autogol?
boh1
21 ago 2010 - 02:29 - #4ma perfavore ma quanto siete ridicoli..è davvero deprimente che gli unici a far valere i nostri diritti di consumatori informati che NON vogliono alimentarsi con cibi OGM (o farlo il meno possibile ) siano solo le associazioni ambientaliste…e alla fine avete pure il coraggio di prendervela con gli unici che fanno qualcosa di concreto ( o ci provano ) per difendere i nostri diritti..ma perfavore.
Tra poco invece dell acqua berremo solo gatorade come in idiocracy , perchè l acqua “è quella del cesso”
la colpa ?? gli ambientalisti ovvio.