
Riferisce Il Giornale di Vicenza che nel basso vicentino è boom di case ecologiche. Secondo una proiezione, di cui però non citano le fonti, nei prossimi anni, nell’aerea 7 case su 100 saranno case costruite secondo i criteri della casa passiva.
In pratica la casa passiva è una casa che consente sia di risparmiare energia, sia di autoprodurla. Per arrivare a tanta saggezza bisogna affidarsi a architetti competenti in bioedilizia e che conoscano le tecniche per il risparmio energetico e che siano capaci di usare materiali in grado di avere la minore dispersione possibile. Il punto quindi è che non basta mettere 4 infissi e un pannello solare per avere una casa passiva, è chiaro.
Racconta il GdV:
A Montegaldella, per esempio, negli ultimi tempi ne sono state realizzate due, l’ultima delle quali in via Querini. Nella vicina Montegalda sorgerà il primo condominio “passivo” della zona, interamente costruito in legno: avrà un sistema di riscaldamento realizzato senza caldaia e termosifoni, con un impianto che - stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico. Così anche a Mestrino dove stanno per cominciare i lavori su uno stabile di 8 appartamenti.
Le case passive hanno anche il vantaggio di essere prefabbricate. Spiega Antonio Pettenuzzo progettista della Haus Idea di Monaco con sede anche a Merano:
Le pareti arrivano già complete con le condutture per i sanitari e per l’impianto elettrico; i pavimenti accolgono già il riscaldamento, la scala è praticamente già montata e viene installata in soli 30 secondi. Fino a poco tempo fa in Italia nessuno adottava questa soluzione.
zuk
23 ago 2010 - 08:52 - #1Molto molto bene
vac
23 ago 2010 - 14:16 - #2Che confusione….
1. Una casa passiva non deve necessariamente essere di tipo prefabbricato.
2. “passiva” non significa “bioedilizia”.
3. Il “7% delle nuove costruzioni” E’ un pessimo risultato! In Austria, a partire dal 2015, la casa passiva sarà lo standard prescritto per tutti gli edifici.
4. “con un impianto che - stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico.”
Una casa passiva ha temperature interne confortevoli d’estate, poiché l’isolamento termico ottimale blocca il flusso di calore proveniente dall’esterno. A tale scopo le finestre devono essere ombreggiate mediante persiane, balconi o strutture particolari.
D’inverno invece, la casa passiva viene riscaldata sfruttando il calore irradiato dal sole attraverso le finestre nonché attraverso l’emissione di calore da parte di apparecchi (elettrodomestici, computer, ecc.) e degli abitanti stessi. L’aria fresca viene preriscaldata mediante il recupero di calore, cioè il calore dell’aria in uscita viene trasferito all’aria fresca in entrata da uno scambiatore di calore. Diventa così superfluo un sistema di riscaldamento convenzionale, cioè “attivo”, motivo per cui si parla di case “passive”.
-
http://www.casautonoma.eu/certificazione-classificazione-energetica-edifici.aspx
http://www.casautonoma.eu/dblog/articolo.asp?articolo=5
l’impianto di riscaldamento consuma poco perché sempliceme
marchettino73
23 ago 2010 - 15:41 - #3Le case certificate “casaclima” in classe aa consumano qualcosa come 2 l di combustibile ogni mq.
Al contrario dei 20 di una casa tradizionale.
Meglio 10000 case così che una centrale nucleare :D
gbettanini
23 ago 2010 - 17:51 - #4@ marchettino
Prendo spunto dai tuoi dati cercando di fare BENE i conti.
.
Punto 1: Con una casa passiva si risparmia metano per il riscaldamento e non si risparmia energia elettrica. Se per ottimizzare i consumi energetici domestici si utilizza una pompa di calore con sonda geotermica allora la costruzione di case a basso consumo energetico implica un aumento dei consumi elettrici e quindi una maggiore necessità di centrali nucleari.
.
Punto 2: Una casa da 100 m2 con fabbisogno annuo di 20 kWh/m2 (2 l di combustibile) fa consumare 2000 kWh termici all’anno (di solito sotto forma di metano) contro, come tu dici i 20.000 kWh termici di una casa non a basso consumo.
Quindi 10.000 case a basso consumo permetterebbero il risparmio di circa 10.000 x 18.000 kWh termici = 180 GWh termici.
Con 180 GWh termici (sottoforma di metano) potrei produrre diciamo 100 GWh elettrici in una centrale a ciclo combinato.
.
Una centrale nucleare produce in un anno circa 10 TWh di energia elettrica.
.
Quindi la tua equazione equazione dovrebbe essere “meglio 1.000.000 di case così che una centrale nucleare”…. ma c’è un piccolo problema 1.000.000 di case così hanno un maggior costo rispetto alle case ‘normali’ pari al costo di 10 centrali nucleari…. Questo dovrebbe darti un suggerimento sul perché si sta cercando di far ripartire il nucleare in Italia.
proxima8
23 ago 2010 - 19:23 - #5Meglio 1000000 di case passive che 10 centrali nucleari(dove le metti?).
E’ cosa risaputa che a parità di investimento si generano più posti di lavoro in edilizia (e indotto) rispetto ad altre attività.
gbettanini
23 ago 2010 - 20:10 - #6“dove le metti?”
Lungo le coste e lungo i grandi fiumi….
La questione è più che altro “dove trovi i soldi per le case passive?”… risposta: direttamente od indirettamente (se incentivate) nelle tasche dei cittadini abbassando il reddito disponibile… cosa decisamente sconsigliabile nella congiuntura economica attuale.
nello1
23 ago 2010 - 21:33 - #7Il Pianeta, l’Italia..
LA TERRA CI SERVE. PER VIVERE.
Per sostenere noi italiani, con il nostro stile di vita, le nostre abitudini, le nostre
passioni e i nostri vizi, ci servirebbero altre tre Italie.
Questo è il dato che emerge dal Living Planet Report del 2008 del WWF.
Ciò significa che stiamo e viviamo come viviamo, perché qualcuno, mette a nostra
disposizione ( volente o nolente ) ciò che da noi comincia a scarseggiare: la terra.
Senza troppi giri di parole, noi italiani viviamo godendo di terra non italiana.
Per coloro che si inchinano al totem del liberismo o che pregano sull’altare della
competitività, non è eticamente riprovevole godere di benefici ed utilità ai danni di
altri: è il mercato. Chi è più forte, più bravo, più innovativo o magari soltanto più
fortunato o più furbo ( e disonesto ) vince.
Però allargando lo sguardo e considerando tutto il pianeta, salta all’occhio qualcosa
che dovrebbe essere poco accettabile anche da parte di chi, pur essendo un
liberista convinto, ha a cuore il futuro dei propri figli.
Infatti, i dati del WWF ci dicono che la domanda dell’umanità sulle risorse del pianeta
supera del 30% la capacità rigenerativa del pianeta stesso e che oltre terrestri
su quattro, vivono in nazioni ( e l’Italia è tra essi ) che sono debitrici ecologiche
Il nostro stile di vita, i consumi, la nostra voglia di vivere a 200 km all’ora, le gustose
patatine che ungono il telecomando del televisore di ultimissima generazione, non
gravano solo sulle spalle di qualcun altro in un altro luogo dello spazio ( pianeta)
ma anche sulle spalle di altri esseri umani che vivranno in un altro luogo del tempo (
futuro).
Il 31 dicembre 1986 ha visto l’alba il primo Earth Overshoot Day, giorno del
sorpasso. Il giorno dell’anno in cui l’uomo esaurisce le risorse annuali prodotte
dal pianeta, in cui incomincia a vivere intaccando il capitale, mangiando l’albero
dopo averne divorato tutti i frutti, compromettendo così le risorse dell’anno
successivo. Nel 2008, il sorpasso è avvenuto il 23 settembre…
Non è forse il caso di rallentare ed invertire la tendenza ?
La risposta è ovvia.
La pratica, però, è esattamente contraria.
Tutta la nostra vita, ad eccezione ( forse ) di aspetti sentimentali o morali
dipende dalle risorse che il nostro pianeta è in grado di donarci.
Se mangiamo e siamo vivi lo dobbiamo, in ultima istanza alla terra. A meno che
che il cibo riposto sugli ordinati scaffali dei supermercati ci sia arrivato con un
astronave da un altro pianeta.
L’impronta ecologica misura l’area biologicamente produttiva di mare di terra
necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana
e per assorbire i rifiuti corrispondenti. Semplificando molto, ci da un’indicazione
circa la domanda dell’uomo sulle risorse del globo terraqueo.
Risorse che sono misurate sulla base della biocapacità di una determinata area
geografica, sia essa una provincia o l’itero pianeta.
Per rendere meglio l’idea, possono essere utili alcuni esempi che traducono
l’impronta ecologica ( che si misura in ettari o in metri quadrati ) rispetto a
consumi e stili di vita quotidiani: per ottenere 1 kg di carne bovina al giorno
per un anno, occorrono 140 mq di terra; produrre 1 kg di pane al giorno
per un’anno necessita di 10 mq di terra; spostarsi tutti i giorni di 5 km comporta
un fabbisogno annuale di 122 mq se pedaliamo, di 303 mq se utilizziamo
l’autobus, di oltre 1500 mq se siamo automobilisti.
E evidente, pertanto, che la terra ci serve e che dovremmo tenercela stretta,
preservarla e aumentare, laddove possibile, la sua capacità di dare vita.
E invece, anziché togliere cemento, come consiglierebbe il buon senso,
continuiamo ad aggiungerne.
Ed in Italia lo facciamo molto velocemente e voracemente, diminuendo così
la biocapacità del nostro paese, e aumentando la dipendenza rispetto ad altre
aree del pianeta.
CI STIAMO MANGIANDO IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI “ALLEGRAMENTE….”
francescog1
23 ago 2010 - 21:54 - #8@10 e altri :http://www.expost.it/download/Expost_ita_070608.pdf beh se i numeri sono quellli…
tassinarimauro
24 ago 2010 - 00:06 - #9@GBettanini
Quando il saggio indica la luna….
Invece di fare meticolosi calcoli sull’affermazione di Marchettino: “Meglio 10000 case così che una centrale nucleare”
Cerca di soffermati sul significato vero: meglio investire sul risparmio!
…
E poi i tuoi calcoli fanno ridere perché queste case risparmiano tantissimo metano ed una frazione di questo può essere usato per produre l’energia elettrica di cui necessitano le pompe di calore.
-
P.S. Di fianco a casa mia c’é una casa passiva: non ha impianto geotermico in quanto consuma talmente poco che non avrebbe senso.
marchettino73
24 ago 2010 - 00:20 - #10Tassinari mi ha preceduto :D
Il mio “10000″ era simbolico,si deve considerare il concetto:
Le case passive consumano meno combustibile e,volendo,anche molta meno energia elettrica.
Quanto costa una centrale nucleare?
Premesso che non si sa,diamo la possibilità ai cittadini di comprare o rendere le proprie abitazioni più efficienti dandogli la possibilità di scaricare al 100% i costi.
i 4-5 miliardi (ipotetici) che servono per costruire una centrale mettiamoli a disposizione dei cittadini per interventi di questo tipo.
Risultato:
1- risparmio energetico
2- 0 scorie
:D
tassinarimauro
24 ago 2010 - 00:27 - #11@GBettanini
Dimenticavo: una casa passiva è scaldata dal calore disperso dagli elettrodomestici e dagli inquilini; l’acqua sanitaria dall’impianto solare termico; da cui la definizione “passiva”
La pompa di calore è solo un sistema di emergenza; metti che in pieno inverno ti fai una settimana bianca (casa vuota ed elettrodomestici spenti per alcuni giorni) quando rietri dopo una settimana la temperatura potrebbe essere scesa di 1 o 2°C.
gbettanini
24 ago 2010 - 09:58 - #12@ tassinari e marchetto
“una casa passiva è scaldata dal calore disperso dagli elettrodomestici e dagli inquilini”
ma per piacere…. una casa fatta con quanto di meglio fornisce attualmente la tecnica edilizia può far risparmiare diciamo 10.000 kWh di energia termica ogni anno ma fa consumare diciamo 2000 kWh di energia elettrica in più.
La questione nodale è che per fare una casa usando ciò che di meglio fornisce la tecnica edilizia costa parecchio di più… ad essere ottimisti il 30% in più.
Quindi è molto opinabile se per risparmiare 1000-2000 € all’anno di metano convenga spendere 50.000 € per lavori di efficientamento.
Non è affatto ovvio che sia sempre conveniente investire nell’efficienza energetica domestica… NON è assolutamente conveniente se una casa deve essere affittata o se può essere venduta entro 20 anni dalla conclusione dei lavori di efficientamento.
P.S. I soldi per le centrali nucleari, checchè ne dica la vulgata ambientalista li tireranno fuori le aziende energetiche e le banche che finanzieranno i progetti, l’efficienza energetica domestica invece sarà pagata dai cittadini.
E.F
24 ago 2010 - 10:48 - #13Ma se si attivasse un mercato per tale tipologia di case, imponendo per legge che le nuove case rispettino certi criteri energetici, scenderebbero i costi per costruirle?
In ogni caso i soldi messi dalle aziende energetiche e dalle banche, per costruire le centrali, sarebbero poi ripresi ai cittadini/utenti vendendogli l’energia, quindi basta con la storia che ti regalano le cose, banche e aziende energetiche ci vivono su certe cose, in ogni caso i soldi li cacciano fuori i cittadini…
La casa è un bene che ti rimane, anche per più generazioni, l’energia usata per farla andare avanti fa arricchire i sopracitati enti…
tassinarimauro
24 ago 2010 - 10:59 - #14@gbettanini
Meglio investire in centrali nucleari vero?
Assumiamo che i tuoi calcoli siano esatti: risparmierò (appena la mia casa passiva sara’ pronta) 2000€ all’anno, supponiamo (come dici tu) che la casa mi costi 50′000€ in + di una casa normale:
=> in 25 anni ammortizzo l’investimento.
(Tutto questo senza minimanente immaginare che il costo del metano possa crescere)
…
Le tue amate centrali nucleari hanno un ritorno economico così rapido?
…
E comunque parti dai soliti presupposti sbagliati (ovvero la tua arroganza di sapere tutto)
-
Ti ripeto che il mio vicino (nonché mio architetto) vive in una casa passiva da 1 anno e le cose che ti dico sono provate.
-
P.S. Negli anni 70 si riteneva inutile coimbentare le case “tanto c’è il gasolio che costa poco…”
P.P.S. Mi costerà circa 20′000 euro in più di una casa normale quindi recupererò l’extra costo in 10 anni, senza parlare del confort, del fatto che non avro problemi di manutenzione/guasti alla caldaia, ecc…
tassinarimauro
24 ago 2010 - 11:04 - #15@Gbettanini (ancora!? Ma che testa dura!)
Hai letto i link che ti sono stati postati?
Se tu li avessi letti avresti appreso che il consumo di una casa passiva è < 15 Kwh/mq annuo.
Ora se ti piace fare i calcoli vedi di ricavarti quanto calore disperdono in casa gli elettrodomestici e gli inquilini.
gbettanini
24 ago 2010 - 11:10 - #16@ tassinari
Una centrale nucleare che costa 5 G€ in 60 anni di funzionemento produce energia elettrica del valore di 70 G€.
5 G€ investiti in case a basso consumo farebbero risparmiare in 60 anni circa 10 G€ di metano.
.
Il mio presupposto è: la tecnologia offre delle interessanti possibilità ed un cittadino può farsi i suoi conti decidere se avvalersene o meno…. il presupposto di altri è “obblighiamo per legge il cittadino ald interventi di efficienza ed al risparmio energetico”.
Francamente penso che il mio presupposto sia di gran lunga migliore.
P.S. Con 20.000 € riesci a pagare (forse) gli infissi con il triplo vetro.
E.F
24 ago 2010 - 12:35 - #17@gbettini
da che mondo e mondo sono le politiche a indirizzare la vita dei cittadini, per soddisfare i bisogni primari o per tutelare i più deboli.
In fondo è una legge che ti obbliga a mettere le cinture di sicurezza, è una legge che obbliga ad adottare misure di sicurezza sul lavoro…si deve valutare i pro e i contro di certi obblighi, che poi sarebbe meglio definire doveri.
In fondo non sarebbe un obbligo per il cittadino ad investire, ma un obbligo nei riguardi dei costruttori ad adottare misure energeticamente più efficienti, così come è già fatto per i requisiti dei materiali per costruzione.
I costruttori mirano ad avere il più alto ricavo, se non ci fossero certe leggi, chi tutelerebbe i cittadini da muri fatti con la sabbia? La legge tutela da truffe e da danni che possono insorgere a causa di cattive pratiche.
tassinarimauro
24 ago 2010 - 13:27 - #18@GBettanini
Mi piace il tuo ragionamento!
Supponiamo che io non gradisca che lo stato investa i miei soldi sul nucleare… Come la mettiamo?
Quella che tu proponi si chiama anarchia… Purtroppo viviamo in una civiltà.
Per il resto il cittadino medio non ha le competenze per effettuare questo tipo di decisione e, come dice E.F, “i costruttori mirano ad avere il più alto ricavo” …Non certo a fare ciò di cui abbiamo realmente bisogno.
filippo-riccio
24 ago 2010 - 13:36 - #19“da che mondo e mondo sono le politiche a indirizzare la vita dei cittadini, per soddisfare i bisogni primari o per tutelare i più deboli.”
Non sia mai che un “cittadino” sia libero di fare quello che gli pare, basta con questo liberalismo sfrenato… meglio prendere esempio dagli stati che più hanno saputo indirizzare la vita dei cittadini tramite le politiche: Germania nazista, URSS, la Cambogia di Pol Pot e le teocrazie islamiste… ma basta!
tassinarimauro
24 ago 2010 - 13:39 - #20@GBettanini
Dunque secondo i tuoi (ottimistici) calcoli la centrale nucleare in 60 anni rende 14 volte l’investimento?
Bene, e poi? ….E’ da rifare!
-
Una casa passiva abbiamo detto che mi costa 20′000 euro in più e me ne rende 2′000 all’anno.
Dopo 70 anni mi avra’ reso “solo” 7 volte l’investimento (senza rischi di perdite radiaattive, scorie od incidenti vari)
Ma soprattutto: dopo 70 anni una casa passiva in muratura portante è da ri-imbiancare ed e come nuova!!!!
…
(L’unico impianto soggetto ad usura e’ lo scambiatore termico aria-aria e la ventolina)
E.F
24 ago 2010 - 14:07 - #21@filippo-riccio
mi puoi fare un esempio di stato che non abbia indirizzato tramite scelte politiche la vita dei cittadini?
In una società non si potrà mai fare quello che si vuole, perchè la tua libertà di fare, potrebbe andare a compromettere la libertà di fare di un altro..
ci deve essere una specie di arbitro che indirizzi verso uno stile di vita che si basi su principi quali la tolleranza verso i più deboli e del reciproco aiuto, andando a limitare interessi e azioni che possono ledere in qualsiasi modo le altre persone o la società in cui si vive, e anche quella futura.
Le costituzioni servono a questo a sancire dei diritti e dei doveri.
Altrimenti, vista la natura umana, vivremmo sotto la legge del più forte …ops forse questo già succede
gbettanini
24 ago 2010 - 14:08 - #22@ Tassinari
“Supponiamo che io non gradisca che lo stato investa i miei soldi sul nucleare… Come la mettiamo?”
Forse non è ancora abbastanza chiaro…. i soldi nelle centrali nucleari non li investe lo Stato ma le aziende energetiche.
.
“centrale nucleare in 60 anni rende 14 volte l’investimento?”
No, perchè non sono state considerate le spese di combustibile, O&M ecc… ma comunque sia alla fine dei conti investire una certa cifra in una centrale nucleare fa risparmiare più metano che investire la stessa cifra in case a basso consumo.
.
“Una casa passiva abbiamo detto che mi costa 20′000 euro in più e me ne rende 2′000 all’anno.”
L’hai detto solo tu che costa 20.000 € in più… in realtà la differenza è molto maggiore.
.
“dopo 70 anni una casa passiva in muratura portante è da ri-imbiancare ed e come nuova!!!!”
No, devi rifare almeno un paio di volte il riscaldamento a pavimento, il sistema di ricircolo dell’aria ed anche le finestre.
filippo-riccio
24 ago 2010 - 14:24 - #23@E.F
“ci deve essere una specie di arbitro che indirizzi verso uno stile di vita che si basi su principi quali la tolleranza verso i più deboli e del reciproco aiuto, andando a limitare interessi e azioni che possono ledere in qualsiasi modo le altre persone o la società in cui si vive, e anche quella futura.”
Il problema, come al solito, è chi decide quali debbano essere i principi, quali debbano essere gli stili di vita che li rispettano e in base a quali criteri, e cosa si intenda “ledere la società in cui si vive” e “ledere la società futura”. Senza avere la sfera di cristallo, alla fine tutto questo serve sempre a spingere avanti la propria agenda ideologica piegando anche la realtà ai propri desideri (e con la realtà futura è molto facile farlo: proprio per questo si parla sempre del lontano futuro, con la tecnica “fate come diciamo noi oppure prima o poi moriremo tutti”).
E.F
24 ago 2010 - 14:28 - #24@gbettini
forse non è chiaro che le aziende energetiche investono e quindi ci devono poi guadagnare, e dove li prendono i soldi? dagli utenti, alias cittadini. Che la paghiamo a fare la bolletta?
Vorrei sapere se le stesse aziende investono anche sullo smaltimento e quindi costruzione di siti di stoccaggio? o quello sarà a carico dei cittadini?
filippo-riccio
24 ago 2010 - 15:40 - #25@tassinarimauro
Nell’articolo di Wikipedia sulla casa passiva che hai linkato si dice che non c’è un sistema di riscaldamento convenzionale, ma che c’è comunque una fonte di calore “alternativa” tanto che poi si parla di pompe di calore e caldaie a pellet.
O sono io che leggo male?
tassinarimauro
24 ago 2010 - 16:12 - #26@filippo-riccio
Come già scritto nel commento #11
“La pompa di calore è solo un sistema di emergenza; metti che in pieno inverno ti fai una settimana bianca (casa vuota ed elettrodomestici spenti per alcuni giorni) quando rientri dopo una settimana la temperatura potrebbe essere scesa di 1 o 2°C.”
Proprio per questo si usano le PDC: non vale la pena fare un allacciamento al gas o costose caldaie per un riscaldamento che si usa pochi giorni all’anno!
-
Il mio vicino ha installato le finestre della sua casa passiva a metà gennaio
2010
(Fino a quel momento era esposta ai 4 venti!)
La sua PDC non era ancora pronta; ha scaldato la casa (da 5 a 20°C) con una stufetta elettrica da 1kW in pochi giorni.
P.S. La PDP viene utilizzata anche per scaldare l’acqua dei sanitari.
-
P.P.S. Se leggi il commento di GBettanini #24 ti accorgi di quanto sia in malafede:
Secondo lui in 70 anni dovrei rifare “un paio di volte il sistema di ricircolo dell’aria e le finestre”
Incredibile!!!
In questo momento vivo in una casa del 18xx. Le finestre sono quelle originali (ri-imbiancate).
Se sono fatte bene e protette da scuri durano una vita (+ di 70 anni)!
Quanto al sistema di ricircolo dell’aria ci sarà da pulire/cambiare qualche filtro… Non certo la tubatura in acciaio inox.
gbettanini
24 ago 2010 - 17:21 - #27@ tassinari
Guarda… tu stai lasciando intendere che il tuo vicino vive in una casa che d’inverno viene scaldata solo dal calore generato dal corpo umano 100 W/persona e dagli elettrodomestici: frigo + TV (100 W + 100 W in continuo) + lavatrice + lavastoviglie (1000 W + 1000 W per un’ora ogni due-tre giorni)… ovvero stai parlando di una casa con fabbisogno termico per il riscaldamento invernale di 0 kWh/m2… se non ti rendi conto da solo di quanto siano ridicole le tue affermazioni non so cosa dirti.
Consiglio: chiedi al tuo amico/vicino architetto come si scalda d’inverno e per curiosità chiedigli da quanti kW di potenza contrattuale è il suo contatore elettrico. Molto probabilmente sarà da 6 kW.
.
Per quanto riguarda il discorso finestre… una finestra in vetro monostrato con infissi in legno è praticamente eterna, sono d’accordo. Purtroppo la stessa cosa non si può dire di un moderno infisso con vetro camera a triplo strato. Non puoi pretendere dopo 30 anni di avere le stesse prestazioni di isolamento. Un pavimento di marmo è praticamente eterno, un moderno pavimento con sistema di riscaldamento radiante no. Una tubatura in acciaio inox è praticamente eterna, il materiale isolante che la circonda no. La vecchia abitudine di aprire le finestre d’estate e d’inverno per cambiare l’aria è un sistema poco efficiente per mantenere vivibili gli ambienti, un moderno sistema di ventilazione forzata che mantenga sotto controllo temperatura ed umidità dell’aria è estremamente efficiente e permette notevoli risparmi di energia ma non è né semplice né economico né eterno…. Spero che la cosa sia abbastanza chiara.
Per più o meno lo stesso motivo una fiat 500 degli anni ’60-70 è praticamente eterna, una fiat Punto fatta oggi è estremamente più sicura, prestazionale ed efficiente ma le auto moderne sono costruite basandosi su materiali plastici ed elettronica spinta … che nel giro di 30 anni le renderanno virtualmente inutilizzabili.
La ricerca dell’efficienza ha purtroppo quasi sempre un’altra faccia della medaglia maggior costo e minore durata.
Tassinari Mauro
24 ago 2010 - 23:49 - #28@Gbettanini
2. Considerazioni:
1. Non capisco la tua ostinazione a fare calcoli anche quando non servono. I consumi elettrici te li misura il contatore. (i consumi che hai indicato per lavatrice e frigo sono drammaticamente sbagliati)
2. Ti perdi in calcoli di banale calorimetria da 2° Superiore…. E ci parli tutti i giorni di centrali nucleari.
marchettino73
24 ago 2010 - 23:53 - #29Leggete qua:
Le Case Passive sono edifici nei quali il bisogno di calore da riscaldamento è cosi ridotto da poter fare a meno dei tradizionali metodi di riscaldamento.
Chi sceglie di vivere in una casa passiva, non avrà solo un chiaro vantaggio economico in termini di costi di mantenimento (estremamente ridotti) ma dimostrerà di essere una persona responsabile e consapevole delle gravi problematiche ambientali causate da anni ed anni di incontrollate e dissennate emissioni velenose.
L’eccellente protezione del calore ed il conseguente isolamento dell’involucro dell’edificio, abbinati ad uno sfruttamento altamente efficiente dell’energia, oltre ad una sistematica aerazione, rendono possibile la realizzazione di una casa per l’appunto “PASSIVA“. Questo comporta un fabbisogno di riscaldamento intorno ai 15 kWh/mq anno o 1,5 litri di combustibile/mq, contro 80 kWh/mq anno per una casa normale.
I costi della Casa passiva sono più alti se paragonati ai normali edifici progettati e costruiti con metodologie convenzionali (circa il 15% in più di una casa normale recuperabile grazie alla quasi totale assenza di spese per riscaldamento) ma sono assolutamente più concorrenziali rispetto a quegli edifici che devono rispondere alle nuove normative sul risparmio energetico, infatti l’eliminazione dell’impianto termico convenzionale compensa in parte l’aumento dei prezzi causato dal massiccio isolamento da applicare all’edificio soggetto alle nuove normative vigenti.
Per il raggiungimento di questi valori è fondamentale la creazione di un isolamento appropriato e il soddisfacimento di due condizioni fondamentali: l’orientamento e la forma; facciate principali orientate a Nord e a Sud e forma il più possibile compatta, per evitare inutili dispersioni di calore in inverno, ed eccessivo assorbimento di calore in estate.
Per fare un esempio pratico, a Bolzano l’edificio appartenente alle Poste Centrali è stato venduto alla Regione, la quale l’ha ristrutturato con i suddetti principi: la sola spesa per il riscaldamento è passato da circa 95.000 a 4.500 €/anno, con un esubero di spesa (fra modalità “tradizionale” e quella di “Edificio Passivo”), ormai ammortizzato in 5 anni!
Io insisto.
Moltiplicate certi risultati per qualche milione di abitazione :)
Materiali riciclabili,impatto ambientale minimo,e soprattutto NIENTE scorie radioattive.
Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri,lo abbiamo in prestito dai nostri figli.
gbettanini
25 ago 2010 - 09:22 - #30@ Tassinari
PUNTO 1: Non hai ben chiara la differenza tra potenza ed energia, infatti quelle che ho indicato nel mio precedente messaggio sono potenze (in W) e sono corrette.
PUNTO 2: Non hai la minima idea di cosa sia una casa passiva e ci vieni a raccontare che te ne stai costruendo una.
Le case passive hanno bisogno di energia per il riscaldamento invernale che di solito viene fornita da una pompa di calore. Nel calcolo del fabbisogno termico di una casa passiva (comunque < 15 kWh/m2 anno) non viene considerato il calore di scarto degli elettrodomestici o della cucina nè l’apporto energetico gratuito fornito dall’irraggiamento solare. I 15 kWh/m2 rappresentano l’energia termica che deve essere fornita da una pompa di calore o da altra fonte concentrata.
PUNTO 3: “supponiamo che… supponiamo che…”
Non devi suppore niente, se è vero che il tuo vicino ha una casa passiva chiedigli come si scalda d’inverno e chiedigli da quanti kW è il suo contatore.
Ti risponderà che per scaldarsi consumerà circa 2000 kWh di energia elettrica e che ha un contatore da almeno 6 kW.
PUNTO 4: Alla luce di queste ulteriori (peraltro ovvie) spiegazioni indicami dove sarebbero i numeri che ho sparato a caso.
tassinarimauro
25 ago 2010 - 14:52 - #311. “differenza tra potenza ed energia” !??? Io l’ho chiara, infatti parlo di energia (e ti indico i consumi al contatore) tu invece accenni alla potenza di picco che consumano gli elettrodomestici….
2. Il mio vicino può avere un contatore (=contratto di fornitura) per una potenza di 50kW perché desidera ricaricare l’auto elettrica mentre fa la lavatrice, mentre cucina con piano elettrico e cuoce un pollo arrosto e la moglie si asciuga i capelli.
(50kW è una cifra a caso non realistica)
Quello che conta sono i kW/h che consumi ogni giorno, non il picco quindi se vuoi sapere che contratto ha il mio vicino non hai capito nulla. Gli chiederò quanto consuma quest’inverno, ora è inutile.
Tu dici: “non viene considerato il calore di scarto degli elettrodomestici… nè l’apporto energetico gratuito fornito dall’irraggiamento solare. “
Wikipedia invece: La casa è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite
Una casa passiva infatti deve avere un consumo energetico inferiore a 15kWh/mq annuo proprio perché si stima che questa sia l’energia fornita dalle fonti sopracitate.
3. I veri “supponiamo che” erano ironici. Visto che non ha l’allacciamento al gas come credi che cucini?
Rispoasta: Ha un forno elettrico ed un piano cottura ad induzione da 6KW (di picco).
Credevo fosse ovvio, così come è ovvio che ha i pannelli solari termici ed ha pure ampie vetrate verso sud.
Scusa se non ero stato chiaro. (mi sembra di parlare con un bambino delle elementari)
4. Numeri a caso: Il mio frigocongelatore (315 litri) ad esempio consuma 50W (tu dici 100)
Il mio TV Full-HD consuma 40W (tu dici 100)
La mia lavatrice ha un consumo di picco di 1800W e per un ciclo completo a 60°C consuma 2KWh (tu parli di 1000W)
…E comunque invece di perdersi in calcoli fai prima a leggere il contatore.
Spari addirittura stime di quanto costi in più la casa passiva… Che di devo dire? Che dai i numeri!
tassinarimauro
25 ago 2010 - 15:03 - #32@Maurizio
1. Io non ho mai sostenuto la “BIOWASHBALL!
=> Il ciarlatano sei tu.
gbettanini
25 ago 2010 - 15:19 - #33@ tassinari
Continui ad affermare che i famosi 15 kWh/m2 comprendono gli apporti della radiazione solare ed il calore dissipato da cucina ed elettrodomestici?
Che dire…. imbarazzante.
gbettanini
25 ago 2010 - 17:18 - #34Per chi vuole capire come viene fatto il bilancio energetico per una ‘casa passiva’ allego questo documento, in cui a pag 26-27 è riportato un bilancio fatto benino.
http://www.isover.com/var/isover_com/storage/original/application/c7de4e9bb41b792601df10ad2749bbf5.pdf
Ovviamente questo documento per Tassinari è superfluo visto che è convinto di sapere già bene come viene calcolato il suddetto bilancio e visto che sulla base delle sue personalissime convinzioni procederà alla costruzione della casa passiva a 0 kWh/m2….
Tassinari Mauro
25 ago 2010 - 19:35 - #35Il documento a pag 27 spiega come calcolare l’energia richiesta per scaldare in base alle perdite di energia.
Non ti dice da dove deve provenire questa energia.
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E’ chiaro che per dimensionare il piccolo impianto di riscaldamento ci si mette nella condizione peggiore: casa vuota, elettrodomestici spenti, niente sole.
Ma una cosa e’ dimensionare la potenza di picco, un altra cosa e’ il consumo energetico.
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Continui a parlare di potenza quando a noi interessa l’energia.
Sono veramente stufo di perdere tempo con te; voglio sapere solo una cosa: tu cosa fai nella vita oltre ad inondare ecoblog di commenti contrari a tutto e favorevoli solo al nucleare?
Oltre 1500 commenti in poco più di un anno!!
Chi ti paga per parlare per pubblicizzare il nucleare a scapito di qualsiasi altra iniziativa?
gbettanini
25 ago 2010 - 20:38 - #36Si infatti… l’avevo scritto che il documento per te si sarebbe dimostrato superfluo.
tassinarimauro
25 ago 2010 - 22:31 - #37@GBettanini
Ti sei accorto che sei l’unico assieme a Mauriziosat a rifiutare il concetto di casa passiva?
@Maurizio
Rileggiti i vecchi articoli ed i commenti… Sei tu quello ad essere stato deriso.
P.S Scommtto che non hai ancora chiesto allo studentello di spiegarti come funzionano i motori CC
P.P.S. Riguardati anche il video ed i tagliandi autostradali perché il viaggio Forlì-Cesena-Forlì è ben più di 10 minuti
gbettanini
26 ago 2010 - 14:14 - #38Potresti già condividere qualche immagine con lo stato di avanzamento dei lavori….
tassinarimauro
26 ago 2010 - 22:06 - #39@Gbettanini
E che te ne fai delle foto? Quello che conta è quanta energia consumerò per scaldarla!
Abbi pazienza… Fra qualche anno ti postero le bollette dell’ENEL.
Se vuoi delle foto questa è la casa del mio architetto.
http://www.leonardougolini.it/
tassinarimauro
26 ago 2010 - 22:12 - #40@Maurizio
6 incredibile.
Supponiamo che tra un vido e l’altro mi sia fermato un ora in corsia di emergenza per raffreddare…
Ma allora giustificami questo fatto:
Percorro l’autostrada a 90Km/h quindi ho un ottima ventilazione.
Il motore (come si vede dal piccolo econometro al centro del cruscotto) consuma circa la metà del fondoscala.
Come potrevve surriscaldarsi?
Ora ti svelo un segreto:
Se tu parlassi con cognizione di causa mi chiederesti di andare per 10 minuti consecutivi in salita (non ci ho mai provato)
…O di fare ripetute accelerazioni 0-50-0 km/h
….O di marciare per un po’ con il riscaldamento acceso!
Ha un sacco di limiti/difetti quella vecchia auto!
Ma pensare che un auto, di quasiasi natura, si surriscaldi a 90km/h in autostrada ti ha portato dallo stato di “ridicolo” a quello di patetico.
Neppure la 500 di mio nonno si surriscaldava in autostrada.
Notare che entrambe le auto hanno il motore raffreddato esclusivamente ad aria.
filippo-riccio
30 ago 2010 - 10:03 - #41Invito la moderazione a lasciar traccia dei commenti censurati, qui sembra che tassinarimauro stia rispondendo ai fantasmi e per di più su una cosa del tutto OT!
Inoltre mi sembra che la moderazione sia a senso unico: evidentemente gli insulti nei confronti di chi non condivide l’ideologia del moderatore sono ammessi.
iuppe
30 ago 2010 - 11:58 - #42l utente medio nn è in grado di gestire un termostato figuriamoci una casa passiva.:)
queste case in legno le vorrei vedere come si comportano nel periodo estivo dato che nn hanno inerzia termica e hanno sfasamenti dell ordine di 8 ore!!