Brutte notizie per gli abruzzesi: nei pressi di Ortona potrebbe presto sorgere un deposito di Pet Coke e, di conseguenza, potrebbero transitare 75.000 tonnellate di questo pericolosissimo scarto del petrolio (anche se il governo italiano, i barba alle direttive europee, lo considera un combustibile e non un rifiuto speciale).
L’azienda che vorrebbe costruire il deposito ha chiesto l’esonero dalla procedura di Via e ora spetta alla Regione dare il suo parere in merito.
Non sapete cosa sia il Pet Coke? Un esponente di Legambiente una volta lo definì “quel che resta dalla lavorazione del maiale petrolio”. Il Wwf Abruzzo, che si prepara a dar battaglia, ne da questa definizione:
Il Pet-Coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio, tanto da guadagnarsi il nome di “feccia del petrolio”. Contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti(vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene (come il benzopirene) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda modificazioni genetiche, tra cui malformazioni nei nascituri
Volete sapere cosa pensa chi vive e lavora vicino al Pet Coke? Chiedetelo agli abitanti di Gela, in Sicilia, dove il Pet Coke viene bruciato all’interno della centrale termoelettrica del polo petrolchimico. Guardate qui…
Via | Wwf Abruzzo
Foto | Flickr
gbettanini
02 set 2010 - 18:21 - #1Io mi preoccuperei di più dei 5 milioni di tonnellate (5.000.000 di tonnellate !!!) di carbone che vengono bruciati ogni anno nella centrale Federico II a Brindisi.
Peppe Croce
02 set 2010 - 18:28 - #2@gbettanini
sei un nostro affezionato lettore, sai bene che ne parliamo spesso…
gbettanini
02 set 2010 - 18:33 - #3@ Peppe
Lo so, mi riferivo ai signori del WWF e di Legambiente.