
Pubblica oggi il Corriere della Sera a pag. 27 un articolo a firma di Fabrizio Caccia e intitolato “Nell’oasi di san Francesco da frate Sole a pannelli solari”. Ebbene, scopro che i frati di Assisi sono contrari all’installazione di un parco fotovoltaico. Ne scrive anche Avvenire. In sostanza non apprezzano che sia installato un parco fotovoltaico, per 3 ettari sui terreni di Piandarca, in quella zona, cioè, dove San Francesco predico agli uccelli. Tra l’altro quei terreni fino a qualche mese fa erano coltivati a grano e cipolle dorate della Cannara, presidio Slowfood. Nella zona, inoltre, a memoria di quella predica, ci sono come testimonianza una edicola e una pietra commemorativa.
In una missiva, a firma di padre Giuseppe Genovese custode del Sacro Convento di Assisi, che si dice perplesso che non si potrà più predicare agli uccelli ma ai pannelli, si legge:
La comunità francescana valuta favorevolmente ogni sforzo che si sta compiendo nel nostro tempo per la ricerca e realizzazione di fonti alternative di energia. Ma non può accettare che gli strumenti tecnologici che la producano vengano a deturpare ambienti che da secoli rappresentano la bellezza del creato, così tanto amato e cantato da San Francesco.
La battaglia non è detto che si concluda con lo stop ai lavori. Il 14 settembre è atteso il parere del presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi che ha già espresso la sua opinione chiarendo che il sito non è adatto a ospitare i pannelli solari perché è un sito di valore religioso che va protetto. Di parere opposto Giovanna Petrini il sindaco di Cannara, che anzi sostiene con veemenza il progetto. Questione di feeling? No, solo di business. L’operazione darebbe vigore economico alle casse comunali. Il progetto potrebbe portare, invece, alla Sun Project di Emanuele Giannangeli, circa 110mila euro all’anno, più 550mila euro di contributi.
Dall’altro canto Giannangeli, l’imprenditore che vorrebbe ricoprire il terreno calpestato da San Francesco con oltre 4000mila pannelli solari, rassicura i fedeli promettendo che né l’edicola né la pietra commemorativa saranno sfiorati dal parco fotovoltaico. Anzi provvederà lui stesso a abbellire la zona con aiuole e fontanelle.
Foto | Flickr
AAABBBBCCC
08 set 2010 - 19:05 - #1IL CUSTODE DEL SACRO CONVENTO SI CHIAMA PIEMONTESE, NON GENOVESE…ALMENO INFORMARSI, EH
filoverde
08 set 2010 - 19:18 - #2@AAABBBBCCC
Bè se sia Avvenire sia Il Corriere della Sera riferiscono che si chiama Giuseppe Genovese, non ho motivo di dubitare.
Marina
caiofabricius
08 set 2010 - 20:08 - #3“Parco” fotovoltaico,
termovalorizzatore…
Lessico ipocrita ed emetico, solo a BANANAS.
3350
08 set 2010 - 20:14 - #4in ogni caso sono del parere che i parchi fotovoltaici a terra su terreni coltivabili debbano essere vietati, a maggior ragione in un sito di importanza religiosa e turistica.
tassinarimauro
08 set 2010 - 20:24 - #5Con tutti i tetti, le strade ed i parcheggi che ci sono da coprire…
claudio_
08 set 2010 - 23:55 - #6Al solito, per mettere i pannelli a poco prezzo bisogna metterli su terreni pianeggianti.
Chi non e’ d’accordo puo’ percorrere 2 vie:
1) smettere di usare l’energia, niente auto, tv e inet…
2) firmare un assegno di 20.000 cocuzze per fare si che parte dei pannelli vengano spostati in posti piu’ costosi. Con un po’ di volenterosi si potranno metter in posti piu’ perigliosi.
Atrimenti e’ un blablabla…..
filippo-riccio
09 set 2010 - 23:47 - #7@caiofabricius
In effetti la neolingua impera… centrale nucleare, ma parco fotovoltaico… mi sembra più corretto parlare di centrale fotovoltaica o centrale eolica, che tra l’altro sembra più seria come denominazione.
badi
10 set 2010 - 07:42 - #8Il custode del sacro convento, è perplesso, perchè non si potra più predicare agli uccelli…… ma non è meglio che predichi alle persone?
L’italia deve raggiungere circa il 20% di rinnovabili sul totale dell’energie. altrimenti le multe della comunità europea fioccheranno sul nostro paese, ovviamente a danno del contribuente.
Se ciò accadra, le multe dovrebbero essere pagate da chi attacca il fotovoltaico.