Margherita Hack: "Lanciamo le scorie nucleari nello spazio". E il WWF insorge

Margherita Hack propone di lanciare nello spazio le scorie nucleari

Al WWF non è piaciuta l'idea dell'astrofisica Margherita Hack di lanciare le scorie nucleari nello spazio. Nella lunga intervista a Il Piccolo, fa una singolare proposta: smaltire le scorie nucleari lanciandole nello spazio.

Dice infatti la Hack:

E' una possibilità che andrebbe seriamente considerata. Temo solo costi esorbitanti.

E suggerisce che per l'energia nucleare forse conviene agire diversamente:

Meglio puntare su altri combustibili nucleari con una vita media inferiore rispetto all'uranio, o sviluppare fonti di energia che non lasciano dietro a sé residui tossici. Anche se personalmente ritengo che si dovrebbe puntare di più sulle energie rinnovabili, non nego l'importanza del nucleare. Chernobyl fu un errore umano, e poi oggi i reattori sono costruiti in base a una concezione.


Insorge il WWF e Dario Predonzan, Responsabile energia e trasporti Wwf Friuli Venezia Giulia, scrive su La Bora che in effetti non è il caso di andare a insozzare ulteriormente lo spazio con le immondizie nucleari terrestri. Ricorda che:

Aggiungendo i costi dell’ipotetico smaltimento «spaziale» delle scorie, si arriverebbe a valori davvero… stellari! Dal «Libro Verde sull’efficienza energetica», redatto e divulgato dalla Commissione Europea, si apprende però che «il costo totale di produzione di un kilowattora di energia elettrica è circa il doppio del costo necessario per risparmiare lo stesso kilowattora». Inoltre, lo stesso Libro Verde attesta che a parità di investimento, quello nell’efficienza energetica crea da tre a quattro volte più posti di lavoro, rispetto a quello nella costruzione di centrali nucleari o convenzionali. Senza produrre, com’è ovvio, né inquinamento dell’aria, né scorie nucleari, né pericoli di incidenti catastrofici, né dipendenza da importazioni di combustibile (anche l’uranio per il nucleare «italiano» dovrebbe essere importato da Paesi come Russia, Niger, Kazakhistan, Uzbekistan…).Va aggiunto che, secondo autorevoli studi (APAT 1999, Politecnico di Milano 2007), il potenziale di risparmio nel settore elettrico in Italia supera il 40 per cento (!) dei consumi attuali.

Nell'attesa di ricorrere a nuove tecnologie per ottenere energia pulita e a costi bassi conviene risparmiare quella che produciamo. Scrive perciò Predonzan:

Ecco perché gli ambientalisti – affetti da inguaribile ottimismo sulle capacità razionali degli esseri umani – si ostinano a ripetere che la strada giusta è quella della razionalizzazione dei consumi e dell’efficienza energetica, mentre insistere sulla costruzione di nuove centrali (nucleari o convenzionali) conviene solo a chi l’energia elettrica la vende, ma non ai cittadini-utenti, tanto meno all’ambiente.Deprime perciò trovare anche la firma di Margherita Hack, in calce all’appello che una settantina di intellettuali, politici ed imprenditori hanno rivolto alcuni mesi fa al segretario del Pd, Bersani, affinché schieri il suo partito a favore del rilancio del nucleare in Italia.Tutto ciò premesso, attendo con ansia il prossimo libro della prof. Hack sull’astrofisica.

Foto | Tottus in pari

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