Vivisezione, la Ue approva le nuove regole che deludono gli animalisti

No alla vivisezione

L'idea di base doveva aiutare a ridurre l'uso (si proprio l'uso) di animali nei test scientifici e di limitare ove necessario quegli esperimenti più dolorosi. La richiesta era stata affidata al Parlamento europeo che ieri si è pronunciato in merito approvando la Direttiva 86/609 che di fatto non apporta i correttivi richiesti.

Commenta a caldo Michela Kuan, biologa, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione:

Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei progressi scientifici, dell’affermarsi dei metodi alternativi all’uso di animali e dell’opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale.

Se qualche Paese membro riterrà di dover applicare provvedimenti più restrittivi, ovviamente, sarà libero di farlo. Ma a quel punto a chi converrebbe? Il business, secondo gli animalisti, vede ogni anno usati 12milioni di animali.

Secondo la Lav ci sono 3 punti che davvero rendono intollerabile la Direttiva. Spiega Kuan:

La possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin
dal 1991);la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie);il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza, fatto riconosciuto scientificamente
-la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia, autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi.

Rispetto all'uso dei primati, infatti, in una clausola è fatto sì divieto dell'uso di scimpanzé, gorilla, orangutan e bonobo, ma restano oggetto dei test, invece, i macachi e i uistiti.

Noi come consumatori possiamo fare molto e iniziare a scegliere prodotti che non usano animali per i loro test. Dopo il salto i controversi punti della direttiva così come riportati da Blitz Quotidiano.

- Assicurare l’utilizzo, quando possibile, di procedure alternative e ridurre al minimo indispensabile l’uso di cavie. – Procedere alla soppressione delle cavie provocando il minimo dolore possibile.

- Solo in casi eccezionali possono essere utilizzate specie minacciate di estinzione. – Per i test possono essere utilizzati solo animali appositamente allevati (topi, ratti, procellini d’India, criceti, conigli, cani, gatti, rane e pesci zebrati) e primati non umani nati in cattivita’ o provenienti da colonie autosufficienti – Gli animali randagi di specie domestiche (ad esempio cani e gatti) non possono essere utilizzati come cavie salvo che sia scientificamente provato che non si possa fare altrimenti.

- I test che comportano gravi lesioni che possono causare intenso dolore non sono effettuate sotto anestesia. Non appena raggiunto lo scopo del test si interviene per ridurre al minimo le sofferenze dell’animale

- Un animale puo’ essere riutilizzato come cavia solo a determinate condizioni.

- E’ proibito imporre inutili sofferenze alle cavie

- Ispezioni regolari saranno effettuate per verificare il rispetto di quanto previsto dalla direttiva

- La Commissione Ue puo’ decidere di effettuare direttamente sue ispezioni

Foto | Lav

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