
Dopo quasi sette anni di attesa, e una marea di polemiche, le linee guida nazionali sulle energie rinnovabili sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale n.219 del 18-9-2010.
Per l’esattezza le linee guida erano previste dal famoso D.Lgs 387/03, la madre di tutte le leggi sulle rinnovabili in Italia. Una legge, la 387, che avrebbe dovuto mettere il nostro paese al passo con gli altri compagni e concorrenti europei. Ma non è stato così proprio perchè le linee guida, previste dalla 387 del 2003 insieme a quelle regionali (i cosiddetti Per, piani energetici regionali) si sono fatti attendere troppo mentre i piani regionali man mano venivano approvati.
Si sono creati, così, centinaia di conflitti tra stato e regioni: il primo affermava la piena competenza in fatto di energia, le seconde rispondevano che una legge regionale che c’è vale sempre di più di una nazionale che non c’è ancora. Cioè le famose linee guida.
Che oggi sono legge (o quasi, mancano pochi giorni per l’entrata in vigore), modificano leggermente il decreto stesso che le prevedeva e sono un grosso compromesso dovuto al fatto che, in questi sette anni, sono stati compiuti molti errori anche nel settore dell’energia rinnovabile.
Punto e a capo, speriamo che si possa iniziare un cammino nuovo.
Lalla656
22 set 2010 - 09:29 - #1Anche al Festival dell’ambiente che si era tenuto a Milano questa estate si puntava soprattutto su progetti con energie alternative, alcuni erano molto interessanti…tutto è stare a vedere qnt diventeranno realtà! Qui cmq potete trovare il riassunto di quanto è stato dettoe presentato: http://www.youimpresa.it/video/camera-news/greenomics-il-futuro-%C3%A8-verde
acosimo
22 set 2010 - 13:18 - #2meglio tardi che mai! Speriamo che le regioni non “rompano” e facciano lavorare in pace specialmente in un periodo in cui il lavoro sta diventando una chimera. Una cosa è controllare e dare o negare delle autorizzazioni, un’altra è il silenzio protratto senza un perchè che fa nascere strani pensieri. Ad esempio mi può venire in mente che non rispondono perchè vogliono “qualcosa”?