
La conferma è arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi: l’Agenzia per la sicurezza nucleare è ancora lontana. In una lettera scritta il 17 settembre a Francesco Mazzucca, commissario governativo che regge la Sogin, Berlusconi in qualità di ministro per lo Sviluppo Economico riconosce il lavoro fatto dalla stessa Sogin fino a questo momento ma mette le mani avanti per il futuro.
In pratica, secondo quanto riportano Il Velino e altre agenzie, il premier scrivendo alla Sogin ribadisce che l’Agenzia per la sicurezza nucleare, che è ancora lontana, causerà un “inevitabile slittamento dei termini previsti per l’identificazione delle aree”. Aree che dovranno ospitare il deposito permanente dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nucleare.
Di aree a suo dire idonee la Sogin ne avrebbe già trovate una cinquantina ma, evidentemente, la lista se la dovrà tenere nel cassetto ancora per un po’. Nel frattempo, però, Berlusconi conferma a Mazzucca che si farà una campagna di informazione sul nucleare.
A questo punto si accettano scommesse: arriverà prima la lista dei siti, l’agenzia per la sicurezza nucleare o gli spot in tv?
go-seo
23 set 2010 - 20:25 - #1Maurizio sat, ma se il bilancio economico delle centrali nucleari è sfavorevole ovunque (considerando la difficoltà di stoccaggio, ecc.) noi perchè dovremmo farle? perchè il governo vuol farle anche se tutti gli italiani col referendum avevano detto no?
moderatore
24 set 2010 - 15:04 - #2Ragazzi
come ben sapete i commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione ( http://www.blogo.it/static/netiquette-e-moderazione/ ) quindi, affinché la conversazione si svolga senza problemi, vi ricordiamo di osservare minuziosamente i passaggi lì elencati.
Buona giornata
boh1
24 set 2010 - 19:42 - #3ah fatemi capire :
” Nel frattempo, però, Berlusconi conferma a Mazzucca che si farà una campagna di informazione sul nucleare.”
ovvero spot promozionali pro nucleare (la propaganda non è informazione ..è propaganda !) pagati da tutti i contribuenti, come per la monnezza..che gran senso della cosa pubblica questo governo