Sversamento di carburante nell'Arcipelago Toscano. Rischi per la fauna

La notte scorsa, un peschereccio è affondato nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, in piena Zona di protezione speciale (Zps) secondo la Direttiva Uccelli dell'Unione Europea. Probabilmente, l'incidente è stato provocato da un banale errore umano.

Nessun morto, per fortuna, grazie alla prontezza di riflessi di una motovedetta che ha condotto in salvo i 10 membri dell'equipaggio poco prima che l'imbrarcazione calasse a picco. Ma gravi potrebbero essere le conseguenze sull'ecosistema. Il peschereccio, infatti, con le sue 79 tonnellate di stazza e i quasi 30 metri di lunghezza, potrebbe aver sversato in mare migliaia di litri di carburante in un momento in cui il maltempo comincia a farsi sentire. Immediata la reazione di Legambiente che, preoccupata, ha posto nuovamente l'accento sull'esecrabile taglio del governo italiano ai finanziamenti necessari per la tutela dei parchi e delle aree protette e del territorio in generale.

Al momento, infatti, la Capitaneria di Porto di Portoferraio sta tentando di circoscrivere il gasolio fuoriuscito con panne e barriere galleggianti ma la situazione non risulta ancora risolta con grave danno per la fauna marina e l'avifauna. Diverso sarebbe stato invece, puntualizzano le associazioni ambientaliste, se i mezzi per il disinquinamento fossero ancora presenti a presidiare l'area e non attraccati chissà dove a causa dei "necessari" tagli alla protezione dell'ambiente.

Ancora una volta, quindi, l'Italia "festeggia" l'anno della biodiversità con superficialità, mostrandosi sempre più assente a livello internazionale e sempre più lontana dai paesi realmente civili che configurano le bellezze naturali e la fauna come opportunità di crescita sociale ed economica, e non come un terribile fardello di cui sopportare il peso...

Via | greenreport
Foto | Flickr

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