Viaggio a Xixuau Xiparina, sogno irripetibile nell'Amazzonia brasiliana

Scivolare sul fiume, con un battello lentissimo e senza altro appoggio che un'amaca da cui osservare le stelle e la luna che si specchiano ridendo nel Rio Negro. Fino a quando l'aurora non sbriciola il buio con riflessi rosa che, finalmente, danno la conferma del posto in cui sei finito: l'Amazzonia. Intreccio di alberi e acqua, sogno per chiunque ami la Natura e i suoi abitanti...E' lo stupore di un viaggio sempre atteso ma mai compiuto, almeno fino all'estate scorsa, quando la foresta equatoriale e la Riserva di Xixuau Xiparina mi sono apparse dopo circa 30 ore di navigazione.

A 500 km da Manaus e a 50 dall'equatore, fra gli Stati brasiliani di Roraima e Amazonas, la riserva è un luogo intatto dove, dal 1995, l'associazione Amazonia svolge attività limitata e controllata di eco turismo (quello vero!) i cui proventi finiscono direttamente nelle tasche della meravigliosa comunità dei Coblocos locali che hanno così potuto costruire una scuola, permettersi l'accesso a internet e, contemporaneamente, continuare a vivere secondo la propria cultura proteggendo gli animali e la foresta, così gonfia degli innumerevoli spiriti che popolano le leggende di questa parte del mondo...

Qui, è possibile trascorrere alcuni indimenticabili giorni scivolando su piccolissime e silenziose canoe ricavate da tronchi d'albero mentre ci si lascia mollemente sopraffare dalla bellezza della Mata, in parte allagata nella stagione umida, nonché dal sospiro curioso dei delfini rosa che salgono in superficie a respirare mentre le grida di uccelli, ara e splendidi rapaci - tra cui l'aquila pescatrice - riempiono il cielo... E poi,semplicemente, passeggiare nella foresta, accompagnati dalle guide locali (persone straordinarie, come Castelo, che ha il dono raro di leggere con la stessa facilità nella mente di uomini e animali..) e osservare, in silenzio e con lo stupore gioioso disegnato sul volto i salti dei tanti macachi o quelli delle rane; le tarantole nascoste in cavità arboree, i serpenti che digeriscono anfibi molto più grandi di loro... E ringraziare tutto come un dono, mentre i tempi diventano quelli naturali, scanditi solo dal buio e dalla luce, all'interno di malocas in paglia costruite secondo lo stile dei vicini indios Waimiri Atroari (ad appena un giorno e mezzo di navigazione) che contribuiscono attivamente alla preservazione dell’area controllando l’accesso delle imbarcazioni da pesca nelle acque dell’alto Rio Jauperi per evitare il bracconaggio.

L'area vanta 178.000 ettari di foresta primaria, in parte inesplorata, in cui equipe di biologi e botanici portano avanti importanti progetti di studio di respiro internazionale tra cui il rilievo etno-botanico delle specie vegetali, lo studio delle credenze magico-religiose dei nativi, il censimento dei mammiferi non volatili e degli uccelli della Riserva oltre al progetto etologico a lungo termine sulla lontra gigante che qui ha casa...

E, non meno degno di nota, è la constatazione che da queste parti la malaria è stata debellata già da alcuni anni mentre la febbre gialla pare non sia mai stata documentata in questi luoghi, grazie alle scure acque tanniniche del Rio Negro (che qui si impara a venerare come un dio) formidabile e limpida barriera naturale contro le zanzare che è possibile persino bere.. Inoltre, non meno importante e grazie alla gentilezza di Chris Clarke - il fondatore dell'associazione che parla magnificamente l'italiano - anche essere vegetariani all'interno della Riserva non costituisce affatto un problema e i "temuti" piranhas - piatto forte della cucina tipica - è possibile vederli solo in acqua, mentre nuotono a pochi passi da te ...

Foto | Emiliano Pretto

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