Sergio Marchionne ad Fiat non crede nelle auto elettriche. Contro Renault-Nissan e Citroën ad esempio, che già tra pochi mesi proporranno sul mercato italiano mercato ll
Marchionne piange durante l’assemblea annuale Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) lacrime amare: i conti non solo non tornano.Sono andati sotto di un bel po’ e le auto continuano a dare una flessione negativa a due cifre. Non crede Marchionne che vi possa essere, in questo contesto, futuro per auto elettrica e auto a idrogeno.
Ebbene per Marchionne l’Europa pecca di:
mancanza di senso della realtà.
A proposito delle vetture elettriche dice:
Il rischio è quello di spostare tutta l’enfasi dei regolamenti europei su quest’unica tecnologia che può essere una delle più promettenti a lungo termine, ma indirizzare tutto lo sforzo normativo nel promuovere questo tipo di trazione porterebbe solo ad un aumento dei costi senza nessun beneficio immediato e concreto.
Per ora Fiat venderà auto elettriche con Chrysler dal 2012 e solo sul mercato Usa.
Foto | Flickr
junky73
27 set 2010 - 23:59 - #1Marchionne, sei veramente un uomo ridicolo e antico.vergognati, ti devi dimettere!
ice
28 set 2010 - 08:41 - #2Se uno mi dice che l’auto elettrica deve diventare competitiva da sola invece di essere spinta da incentivi statali secondo me non dice un eresia
basti guardare cosa è accaduto con l’eolico e le altre rinnovabili
spinte dagli incentivi statali sono diventate solo un modo per rubare soldi pubblici e molti impianti non sono mai stati realizzati , o sono stati realizzati dove non v erano le condizioni ambientali per renderli operativi
Ok agli incentivi, ma il loro importo deve essere minimo
La auto elettriche devono diventare realmente ocmpetitive e non essere semplicemente spinte dagli incentivi
ice
28 set 2010 - 08:46 - #3anche perchè poi diciamocelo: sul mercato auto elettriche non ce ne sono
sono tutte delle ibride che in realtà vanno col motore endotermico che a sua volta alimenta un motore elettrico
Quelle di oggi sono una finta per permettere a auto da oltre 2t di rispettare artificialmente i test di omologaizone sull’inquinamento
già mi immagino come faranno i test
motore al super minimo e batterie precaricate per superare il test di omoogazione sulle emissioni con un boost dato dalla precarica delle batterie
già adesso test di omologazione che mi fanno passare un Q7 5.000cc da 2 ton come meno inquinante di una punto 1.100cc da 800kg…….ragazzi scusate, ma la fisica non è acqua
possono raccontarci tutte le storielle di questo mondo
ma se tripcichi il peso e quadruplicichi la cilindrata usando sempre e cmq un motore a benzina….non riuscirai mai a diminuire el emissioni inquianti in condizioni di marcia normali
Solo artificiosi test di omologazione possono renderlo possibile
shshsh
28 set 2010 - 15:26 - #4Cosa volete che dica Sergione? La Fiat rispetto ai suoi competitor è indietro anni luce sia sull’ibrido, sia sull’elettrico sia sulle EREV quindi difende l’indifendibile…..sta a noi consumatori analizzare ed acquistare consapevolmente prodotti validi, anche se io personalmente credo che chiunque abbia un diesel euro3 o un benzina euro4 stia tranquillo per almeno 10 anni. Non è il momento di acquistare veicoli.
shshsh
28 set 2010 - 15:29 - #5Ah per finire i numeri calerranno per tutto il comparto fino al 2013 in quanto le previsioni di associazioni non di parte come ANFIA o Federaicpa ecc… dicono che tutti i consumi rimarrano in calo fino a tale data.
DBU
17 nov 2010 - 22:33 - #6Frode brevettale da Fiat. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: propulsoreibridosimbiotico.blogspot. Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei