La Svizzera ricomincia a dare la caccia al lupo

A pochi mesi dal suo epilogo, l’anno internazionale della biodiversità rischia di diventare sempre più deludente: tra direttive europee sulla vivisezione, tagli alle aree protette e scarso interesse dimostrato per la tutela delle specie marine infatti, gli animali non paiono proprio aver vita facile… E fra questi, oggi, non si può non annoverare il lupo alpino che, in Svizzera almeno, sta rischiando grosso: il Parlamento elvetico ha infatti dichiarato di voler modificare la Convenzione di Berna per la protezione della vita selvatica e degli ambienti naturali in Europa, rendendo il lupo, di fatto, una specie nuovamente cacciabile. Inoltre, e nonostante la Svizzera sia firmataria della Convenzione delle Alpi (per la protezione e la promozione dello sviluppo sostenibile delle regioni transfrontaliere di montagna), pare quanto mai intesa a non ratificarne i protocolli attuativi poiché inficianti la crescita economica di alcune aree..

Tutto questo è un vero peccato soprattutto ove si consideri che il canis lupus alpino solo di recente ha saputo recuperare lo spazio che gli era stato indebitamente tolto grazie agli sforzi compiuti, in particolare, proprio dal nostro Paese.. Eppure, non sempre il ritorno di un predatore piace a tutti e c'è sempre qualcuno che si ostina a credere alle favole nonostante la presenza di un'ampia normativa che elargisce ottimi rimborsi ai pastori elvetici in caso di attacchi perorati contro il gregge dalla fauna selvatica...

Nella fattispecie, l'intero parlamento svizzero, con la sola eccezione dei Verdi e dei Socialisti, ha votato la richiesta di modifica della Convenzione di Berna non adducendo, però, alcuna motivazione plausibile (anche perché i lupi presenti da quelli parti sono alquanto rari e la maggior parte dei danni causati al bestiame sono dovuti per lo più ai comuni cani randagi, grazie ad una proliferazione di ungulati nei boschi che già soddisfa pienamente l'appetito del "feroce predatore"). E non è tutto, le istituzioni nazionali hanno fatto anche sapere, in proposito, che se la comunità internazionale non dovesse approvare questa decisione esse sarebbero disposte a uscire del tutto dalla Convenzione salvo poi rientrarvi, ma solo successivamente e previa ridiscussione di termini e modalità... Il WWF, intanto, sta portando avanti una fitta campagna per indurre il parlamento a ripensarci ma se non dovesse riusciurci al povero (sporadico!) lupo doltralpe per salvarsi dalle doppiette non resterebbe altro da fare che tornare in Italia...

Via | alternativa sostenibile
Foto | Flickr

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