Alle ecomafie piacciono le discariche

una discarica nel parco nazionale del vesuvio

La questione emergenza rifiuti in Campania è assai complessa. Non è solo una questione di sacchetti di immondizia depositati nelle strade. Ma è la rappresentazione urbana delle performances del governo locale, regionale e nazionale; nonché evidenza della presenza di una certa criminalità organizzata. Se vi siano poi collusioni tra questi due soggetti, spetta alla magistratura stabilirlo.

Una cosa però, la magistratura già la sa, assieme a tante altre ovviamente, è che le discariche piacciono molto, tantissimo alle ecomafie. Nell'audizione che si è tenuta a porte chiuse alla Commissione bicamerale sui rifiuti, sono stati ascoltati il maggiore Giovanni Caturano comandante del gruppo carabinieri tutela ambiente di Napoli e Paolo Mancuso Procuratore di Nola.

Ebbene, fa notare il Pm Mancuso che oltre che a Bertolaso anche alle ecomafie interessa che vi sia una discarica all'interno del parco Nazionale del Vesuvio, poiché non solo in quel buco si può seppellire di tutto, ma le grinfie della camorra si allungherebbero su appalti, movimenti di mezzi pesanti, distribuzione della nuova moneta, che sono i posti di lavoro.

Preoccupazione, invece è stata espressa per l'inceneritore di Acerra da Mancuso. Riporta L'Acerrano che il magistrato si sarebbe espresso sullo:

stato insoddisfacente dell'impianto e ritardi da parte della società di gestione. In sostanza mancherebbero rilevazioni attendibili sugli scarichi e una idonea documentazione che consenta una lettura di sistema sulla sicurezza per il territorio e la cittadinanza.

Anche i carabinieri della tutela ambientale, come ha riferito il maggiore Caturano, esprimono preoccupazione. Come riporta Il Mattino, anche se non furono eseguite indagini dirette sul funzionamento dell'inceneritore, si indagò sugli impianti di lavorazione dei CDR, il combustibile da rifiuti. E le indagini, che sono diventate tre procedimenti penali ancora in atto, svelarono che il CDR adottato non solo era di scars qualità ma sforava per quantità quelle supportate dall'impianto. Né più e né meno, insomma quanto vanno denunciando i comitati cittadini.

Infine, Partenope Ambiente società del gruppo A2A e che gestisce l'inceneritore di Acerra prende le distanze e dichiara:

Le emissioni del termovalorizzatore di Acerra (Napoli) sono rigorosamente monitorate secondo le procedure previste dalla legge e dalle prescrizioni autorizzative e vengono sistematicamente trasmesse agli enti di controllo con le modalita' stabilite. In riferimento alle emissioni di piombo e mercurio le stesse risultano ampiamente inferiori sia ai limiti fissati dalla normativa europea e nazionale, sia a quelli, più restrittivi, fissati dall'Autorizzazione integrata ambientale per l'impianto di Acerra.

Via | Il Mattino, L'Acerrano
Foto | Flickr

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