Enna, Val Dittaino: la discarica nei campi di grano Dop

Enna, Val Dittaino: la discarica nei campi di grano Dop

Nella Sicilia che organizza l'emergenza rifiuti e che ha un presidente che prima fa un piano rifiuti e poi si fa nominare Commissario straordinario per stracciarlo e farne un altro, accade anche che qualcuno faccia tre anni di burocrazia silenziosa per ottenere 16 autorizzazioni per una "piattaforma di trattamento dei rifiuti" e poi, ottenute tutte le carte, ritiri il progetto per le proteste.

La storia: Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento e di Confindustria Energia Sicilia, presenta nel 2007 un progetto da 50 milioni di euro per un impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi che comprende una vasca da un milione e centomila tonnellate di immondizia. La sede scelta dall'imprenditore è la Valle del Dittaino, agro di Assoro in provincia di Enna, che ospita una vasta produzione di grano Dop dal quale si produce il famoso pane Dittaino.

Un prodotto che vanta numerosi riconoscimenti e, soprattutto, una vasta gamma commerciale: dal "pane buono di una volta" venduto nella bottega-gioielleria al pre-affettato confezionato venduto nei supermercati. Un pane saporito, crosta scura e mollica con le "bolle" fitte fitte.

Del progetto di Catanzaro non se ne sa assolutamente nulla fino a pochi giorni fa quando scoppia la protesta. Una protesta stranissima perché proviene dai colleghi dell'imprenditore: Confindustria Enna. Gli industriali ennesi, infatti, temono che l'arrivo dell'impianto spazzi via il grano, il pane dei fornai e il pane delle famiglie della zona.

Cosa c'è intorno: l'area dove Catanzaro voleva fare la piattaforma è già ricca di attività, agricole ma non solo. Ci sono imprese di forniture di mezzi tecnici per l’agricoltura, di prima lavorazione dei prodotti agricoli (stoccaggio cereali, molini, mangimifici), stabilimenti alimentari (caseifici, salumifici, panifici, pastifici), imprese della distribuzione anche alimentare, imprese manifatturiere e persino un outlet che vende l'alta moda a prezzi da realizzo.

I timori: la Valle del Dittaino verrà trasformata in una mega discarica da un milione di tonnellate che inquinerà la zona e distruggerà l'economia, oltre che l'ambiente. Catanzaro si difende: ha tutte le autorizzazioni, la vasca e l'impianto saranno a norma e non ci sarà nessun rischio per l'ambiente. Ma l'allarme nell'ennese è forte: la Sicilia non arriva neanche lontanamente al 10% di raccolta differenziata, un milione di tonnellate di rifiuti non possono che essere indifferenziato tal quale.

Di fronte a questo progetto, però, a lamentarsi non sono stati i cittadini bensì le autorità politiche locali, gli imprenditori e i sindacati. Lo si è visto chiaramente sabato, quando il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo è venuta a vedere di persona la situazione, allarmata dal clamore suscitato in brevissimo tempo dalla vicenda. A manifestare contro l'impianto, organizzata dal consorzio Asi di Enna, la Prestigiacomo ha trovato pochissimi cittadini e molti volti noti dell'economia e della politica locale.

Manifestazione, tra l'altro, praticamente inutile visto che già venerdì la Catanzaro Costruzioni aveva annunciato, polemicamente, di aver rinunciato al progetto. Giuseppe Catanzaro stesso, aveva detto:

Lo Stato a Enna si è arreso a pochi capipopolo che hanno solo l'interesse a intercettare appalti, voti e clientele. Quel territorio è destinato a subire per sempre l'azione di chi tutela interessi poco chiari. Qualcuno ha paventato un rischio Campania ma l'unica cosa che vedo in comune con la Campania sono gli interessi opachi che si celano dietro certi capipopolo con la cravatta a righe

Nel frattempo, però, si è iniziata a muovere anche la magistratura: la Procura della Repubblica di Nicosia, competente per territorio, ha avviato un'indagine ma senza formulare il reato e contro ignoti. La cosa non poteva non scaldare gli animi: la Prestigiacomo, che alla manifestazione era accompagnata niente di meno che dal comandante dei Carabinieri Sergio Di Caprio (meglio noto come "Ultimo"), ha affermato piccata:

Il ministero manderà gli ispettori mentre abbiamo già acquisito la documentazione relativa. I carabinieri del Noe hanno effettuato i rilevi anche fotografici dell’area destinata alla discarica. Una discarica di queste dimensione non si po’ giustificare in un’area a vocazione agricola come questa. Bisogna fare chiarezza, senza colpevolizzare la società che avrebbe dovuto costruire l’opera che è una società seria e che ha fatto anche tanti lavori anche fuori Italia

Secondo il ministro, infatti, il problema non sta nel progetto, ma in chi ha dato l'autorizzazione:

Non credo che Lombardo abbia firmato l’autorizzazione senza sapere cosa fosse perché se al Governatore una cosa non piace si blocca, viceversa va avanti in velocità

e poi:

Bisogna fare un'attenta istruttoria per capire i termini di un'autorizzazione data in soli tre mesi. Non si comprende perché il Governatore, che ha posto sotto accusa le pale eoliche anziché la mafia, voglia costruire questa mega discarica in mezzo ai campi coltivati

Raffaele Lombardo, governatorissimo siciliano che sa sempre tutto e sempre finge di non sapere niente, ha risposto per le rime:

Il ministro Prestigiacomo e quanti altri che dalle Alpi alle Piramidi celebrano le “magnifiche sorti e progressive” di discariche, rigassificatori, pale eoliche e termovalorizzatori (che nostalgia!) sappiano che non compete al Presidente della Regione siciliana firmare le relative autorizzazioni

Vero, non compete a lui ma al funzionario del Servizio Valutazione ambientale strategica del suo Assessorato all'Ambiente che, infatti, ha firmato il decreto di autorizzazione n.261 del 20 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale regionale n.32 del 16 luglio 2010:

Il dirigente del servizio 2 – V.A.S. ufficio del dipartimento regionale dell’ambiente ha rilasciato, ai sensi del decreto legislativo n. 52/06, il decreto n. 261 del 20 maggio 2010 alla ditta Catanzaro Costruzioni s.r.l., con sede legale in via Miniera Ciavolotta, lotti nn. 92/94 – Favara (AG), relativo alla piattaforma integrata per il trattamento e lo smaltimento finale rifiuti non pericolosi in contrada Terra di Chiesa nel comune di Assoro (EN)

Caro Raffaele, di cosa stiamo parlando? Di un progetto nato sotto Cuffaro nel 2007 , andato avanti sotto Lombardo nel silenzio più assoluto per tre anni buoni mentre in Sicilia si evitava accuratamente di programmare e organizzare un sistema di gestione dei rifiuti moderno, efficiente e rispettoso delle normative europee e dell'ambiente, approvato da un dirigente dell'attuale governatore che, oggi, viene a dire che non ne sapeva nulla. Bene, questo è il governatore che dovrà gestire almeno fino al 2012 in qualità di Commissario Straordinario un'emergenza rifiuti che, in Sicilia, arriva sempre da un momento all'altro e poi improvvisamente sparisce. Anche ad uso e consumo del governatore stesso.

E, invece, la polemica Prestigiacomo-Lombardo non ha nulla a che fare con l'impianto di Catanzaro, nasce da un'altra questione: Lombardo, infatti, ha recentemente lamentato il fatto che i 200 milioni di euro promessi dal governo nazionale con il decreto di protezione civile che lo nominava Commissario Straordinaio non sono ancora arrivati. Il 7 ottobre, infatti, Lombardo affermava:

Ricordo al ministro Prestigiacomo che il comma 1 all’articolo 7 dell’ordinanza con la quale sono stato nominato commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia prevedeva il trasferimento di 200 milioni di euro di fondi Fas e che per la gestione di tali fondi si sarebbe dovuta costituire una contabilita’ speciale

Duecento milioni, contabilità speciale. Tanti soldi da spendere come vuole. Anche questa è gestione, emergenziale ovviamente, dei rifiuti in Sicilia.

Via | Giornale di Sicilia, Vivi Enna, Blog Sicilia, Raffaele Lombardo Blog, La Repubblica Palermo, Sicilia Informazioni
Foto | Flickr
Video | La Sicilia Web

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