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Io faccio la spesa giusta: comprare equo-solidale al supermercato

Pubblicato: 11 ott 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Io faccio la spesa giusta

Ritorna Io faccio la spesa giusta manifestazione che dura due settimane, dal 15 al 31 ottobre. I consumatori sono invitati a acquistare prodotti provenienti dal commercio equo-solidale. Si possono trovare cioccolata, caffè, zucchero, te, succo d’arancia, ma anche frutta fresca o fiori. Il dato interessante è che questi prodotti sono pagati il giusto prezzo ai produttori che lavorano secondo precise garanzie e non sono sfruttati; molti alimenti sono anche biologici.

I prodotti si trovano in ipermercati, supermercati e botteghe: Auchan, Cuorebio, Bennet, Botteghe del Mondo, Carrefour, Coop, Crai, Despar, In’s, Lidl e Conad.

Qui si trovano le iniziative per regione.

Via | Fairtrade Italia

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di go-seo

    go-seo

    11 ott 2010 - 08:41 - #1
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    Marina tra “Km 0″ e “Fair Trade” tu cosa sceglieresti? io sono indeciso. Avere un caffè equosolidale che arriva dall’altra parte del mondo, o in alternativa un orzo proveniente dall’italia?

  • Clanity184

    11 ott 2010 - 11:28 - #2
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    Come operatore che investe parte del proprio tempo nella promozione del commercio equo devo dire che ha poco senso confrontare in questo modo i prodotti provenienti dalla filiera corta con quelli equosolidali. Un’unica filosofia sta alla base di entrambe le tipologie di prodotto, ma non riguarda certamente il quantitativo di CO2 che immetto in atmosfera per entrare in possesso dell’uno o dell’altro prodotto. La filosofia è quella del rispetto della vita e del lavoro delle persone, siano esse vicine o lontane, produttori o consumatori. Il rischio che si corre ragionando solo in termini “energetici” è quello di dimenticare che abbiamo un debito da saldare con il sud del mondo, un debito accumulato dalla nostra disattenzione e da quella di chi è venuto prima di noi.

  • Profilo di go-seo

    go-seo

    11 ott 2010 - 22:00 - #3
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    perchè dici che non ha senso parlare di energia? mi chiedo, un kilo di caffè per quanto equo si gira tutto il pianeta per arrivare nella mia tavola, con emissioni che poi respiriamo tu ed io (e i nostri figli). E’ certamente meglio se equo piuttosto che un caffè magari prodotto senza il rispetto per le persone, tuttavia in coscienza io non so cosa scegliere, se un minor inquinamento (potenziale) o un’altra economia (che risentirebbe degli stessi problemi ambientali di quella che abbiamo già)

  • Profilo di go-seo

    go-seo

    11 ott 2010 - 22:04 - #4
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    Per rispondere alla tua domanda comunque, siccome si tratta di mercato e di acquisti, si, ha senso paragonare i due “metri di giudizio” che si confrontano già, tra l’altro, sugli scaffali dei supermercati, dove entrano in lotta marchi conosciuti, marchi sconosciuti, esperti della comunicazione, esperti delle etichette e dei loghi, e tra questi tutti fanno a gara per accaparrarsi una motivazione d’acquisto, che sia quella economica, quella solidale, quella ambientale o quella della pigrizia di chi compra solo un marchio che già conosce. Per me vale la pena parlarne, e sarei curioso di sapere cosa ne pensano i lettori di ecoblog, che a quanto pare di coscienza ne hanno :)

  • Clanity184

    12 ott 2010 - 15:22 - #5
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    Se è grave il problema dell’inquinamento ambientale derivante dallo spostamento delle merci, non lo è meno quello della condizione di sfruttamento in cui lavorano la maggior parte delle persone nel mondo e in realtà le due problematiche sono molto legate, ma non essendo il tema in discussione preferisco soprassedere su questo aspetto.
    Non è così semplice, almeno personalmente, sottrarre la nostra consapevolezza alle responsabilità che ci competono.
    A meno di accettare un atteggiamento poco coerente non possiamo illuderci che i computer che utilizziamo, i telefoni che usiamo per comunicare, i vestiti che indossiamo, le scarpe che ci permettono di camminare, gli elettrodomestici che ci semplificano la vita, le biciclette che ci permettono di spostarci da un luogo all’altro, non arrivino, in tutto o in parte, da molto lontano. La corrente stessa che utilizziamo sia essa prodotta da fonti fossili o rinnovabili non sarebbe fruibile senza l’apporto di quelle stesse materie prime che vengono estratte in paesi molto distanti dal nostro.
    Possiamo accettare l’inquinamento solo per quello che ci fa “comodo”, o che ci è “indispensabile”?
    Io non credo sia la strada giusta, ma se qualcuno mi dimostra di poter davvero fare a meno “dell’altro”, o di essere serenamente e sinceramente disposto a pagare il giusto prezzo per quanto necessitiamo e non possiamo produrre in proprio,… allora sarò in grado di accettare un confronto tra la pasta della Barilla e quella di Libera Terra, una maglia della Benetton e una di Raggio Verde, tra una scarpa della Nike e una di Etletic, tra la Nutella e la crema al cioccolato di Commercio Alternativo, tra la Cocacola e la cola Ubuntu.

  • Profilo di claudio_

    claudio_

    13 ott 2010 - 01:26 - #6
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    Il problema di parlare di equo e’ della piattaforma che e’ poco equa…

  • Clanity184

    13 ott 2010 - 10:13 - #7
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    @6 In che senso?

  • supermercati

    20 ott 2010 - 15:41 - #8
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    io avrei una domanda ma i supermercati equo e solidali sono anche ecologici, nel senso che rispettano l’ambiente ecc…?