Colture lunari

Coltivare carote e broccoli sulla luna? Forse, in un domani neppure tanto lontano, questo scenario fantascientifico potrebbe diventare realtà. In questi giorni, infatti, presso l'università dell'Arizona, tutti gli occhi sono puntati sui ricercatori del Ceac (Controlled Environment Agriculture Center) che stanno sperimentando la resa di alcune serre idroponiche - ovvero realizzate in assoluta mancanza del medium "terreno" - che sarebbero in grado di adattarsi ad ambienti decisamente ostili come la superficie del nostro, bellissimo, satellite. E promettando la completa maturazione degli ortaggi in appena 30 giorni.

Tutto ciò che occorre è una "serra", costruita in modo da schermare i raggi cosmici e le micrometeoriti, una speciale membrana che contiene lampade al vapore di sodio raffreddato ad acqua, delle tubature che corrano appena sotto la superficie lunare e che provvedano al nutrimento delle piantine grazie ad una soluzione acquosa con vari fertilizzanti oltre, ovviamente, agli indispensabili semi.

Un sistema complesso, insomma, che per funzionare necessita di acqua e di anidride carbonica. Componenti che, secondo Phil Sadler (l'ideatore della serra) potrebbero essere fornite proprio dal respiro e dall'urina degli astronauti. Inoltre, l'attuale sistema di lampade potrebbe essere agevolmente sostituito in futuro da trame di fibre ottiche in grado di catturare la luce solare e indirizzarla all'interno del modulo.

Questa stessa tecnologia, però, più che nello spazio potrebbe essere utilizzata qui, sulla Terra, sostiene invece Gene Giacomelli, direttore del CEAC, all'interno dei grossi centri urbani con l'indubbio vantaggio di avere un impatto minimo sull'ambiente e di ridurre notevolmente i costi anche legati al trasporto degli ortaggi dalle campagne alle città.

Via | azbiz, ag.arizona.edu
Foto | Flickr

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