Regione Puglia, stretta sulle concessioni alle rinnovabili

Eolico e fotovoltaico in puglia una stretta sulle concessioni Dal portale della città di San Marco in Lamis, vengo a conoscenza dell'approvazione di un provvedimento della Regione Puglia per abbassare il limite di assoggettabilità alla VIA per impianti di energie rinnovabili in aree protette e per le aree di particolare pregio urbanistico ed agricolo. Tra l'altro il provvedimento segue la sentenza della Corte Costituzionale emessa lo scorso marzo.

Insomma, dopo il lancio di impianti rinnovabili su tutto il territorio regionale, arriva la stretta: meno pale eoliche e meno pannelli fotovoltaici nella Puglia regina dei record per presenza di impianti. Come mai questa stretta? C'è da dire che da tempo diverse associazioni ambientaliste vanno denunciando lo scempio del paesaggio e la perdita di terreni agricoli in favore di multinazionali dell'energia. L'accusa principale è che per pochi spiccioli alcuni colossi dell'energia, più spesso europei, si accaparrano ettari e ettari di terreno, diversamente coltivabile, per installarci gli impianti della green economy. L'investimento, c'è da dire, conviene anche a i vari enti che percepiscono una serie di royalties.

Ma qualcuno rileva che in Puglia e sopratutto in Capitanata lo scempio è stato già fatto e che oramai il provvedimento potrebbe rivelarsi del tutto inutile. A farne le spese la Capitanata, che con le sue estese pianure si è rivelata zona molto ghiotta per chi intendeva metter su impianti per la produzione di energia verde:

Il problema – come abbiamo più volte ribadito – non è demonizzare l’eolico o il fotovoltaico, oppure chiudere tutto il territorio alla installazione dei parchi energetici. La questione fondamentale è governare il processo, il che in provincia di Foggia è accaduto poco o nulla. Il problema è che l’intera Puglia settentrionale vede oggi compromessa una eredità anche più importante di quella architettonica, ovvero quella paesaggistica. Una città sorge e si modifica attraverso secoli, e ciò che l’uomo vi realizza può comunque essere bene o male rimosso. Il paesaggio invece ha bisogno di millenni per sedimentarsi, per assumere una certa fisionomia, e la manomissione del paesaggio della Capitanata è, ormai, un amaro dato di fatto.

Via | San Marco in Lamis
Foto | Flickr

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