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Cala il prezzo dell'ananas: non è un frutto etico

Pubblicato: 16 ott 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Effettivamente avevo notato da un po’ di mesi un calo sostanzioso sul prezzo dell’ananas al supermercato. Dai soliti 2,50 euro al chilo è passato a costare anche 1,20 euro/kg fino alle offerte dello scorso luglio di 99 cent/kg.

Decisamente troppo poco. Nel video su viene spiegato il mistero: coltivazioni intensive e sfruttamento dei lavoratori che fanno abbassare notevolmente i costi. Senza contare che il loro trasporto incide notevolmente sull’impronta ecologica.

Che fare? Privarci per sempre di un frutto esotico? Una buona soluzione potrebbe essere quella di limitarne l’acquisto e di sceglierlo come frutto della festa o per un occasione speciale. In quel caso vale la pena spendere di più e conprarne uno o proveniente da coltivazioni bio o dal commercio equo solidale.

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5 commenti

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  • Profilo di lapo

    lapo

    16 ott 2010 - 20:19 - #1
    0 punti
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    o magari capire che non sa di niente

  • Profilo di nello1

    nello1

    16 ott 2010 - 21:30 - #2
    1 punto
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    Benessere o beneavere ?

    Il benessere, dopo più di un ventennio di dominio incontrastato del superindividualismo del consumismo e dello slogan usa e getta ( valido non solo per piatti di plastica e bicchieri, ma anche per rapporti umani e ambientali ), e ormai confuso con il ben-avere.
    Le suggestioni pubblicitarie e i bisogni indotti ci fanno credere che possiamo stare meglio solo acquistando e possedendo l’ultimo modello di cellulare o di autovettura.
    Ma come spiega benissimo Francesco Gesualdi nel suo ultimo saggio, l’illusione dura poco e il bene-avere influenza per poco tempo il nostro stato d’animo.
    Il concetto di benessere andrebbe ridefinito, da ciascuno di noi.
    Come?
    Misurando e acquistando consapevolezza della nostra impronta ecologica.
    Cercando di fare in modo che il segno del nostro passaggio, del nostro camminare, non pregiudichi nulla per chi verrà dopo di noi.
    Cominciarsi a domandarsi in ogni occasione e per ciascuno decisione che compriamo, pubblica o privata che essa sia, se davvero l’opzione preferita farà vivere meglio noi, i nostri figli e i figli di chiunque altro in qualunque parte del mondo.
    Dalla definizione di un piano regolatore alla scelta del mezzo di trasporto da impiegare per raggiungere il proprio posto di lavoro, dall’acquisto della carta degli uffici comunali a quello di un telefonino, dalla preferenza per l’acqua del rubinetto piuttosto che per quella in bottiglia, da ciascuna decisione deriva una conseguenza positiva o negativa per il benessere.
    Per tutte le decisioni, dobbiamo domandarci se davvero crescerà il benessere.
    Il benessere inteso come stare bene che non è da confondersi con il P.I.L.
    Un indicatore, Il prodotto interno lordo, del tutto inadatto a dirci quanto sta bene un paese.
    Un numero virgola un numero che è una vera e propria farsa, venduto all’opinione pubblica come un’entità quasi soprannaturale in grado di condizionare tutto.
    Il dibattito politico in primis.
    Un indicatore che un democratico come Bob Kennedy, in un celebre discorso di 40 anni fa metteva seriamente e appassionatamente in discussione.
    Prodotto interno lordo che cresce se aumentano gli incidenti stradali sulle nostre nuove autostrade ma che invece cresce poco se consumiamo un pasto a km zero, magari preservando un bel paesaggio.
    PIL che cresce se ci spostiamo in automobile ( e che cresce tantissimo se abbiamo la sfortuna di percorrere parecchi chilometri di coda ) e che invece sta fermo se usiamo la bicicletta o se andiamo a piedi.
    PIL che cresce se condiamo la pasta con passata industriale di pomodori coltivati in terreni contaminati e che invece non si muove se la pasta asciutta la gustiamo con i pomodori coltivati sul nostro balcone o nel nostro orto.
    PIL che cresce se facciamo una bella colata di cemento in un campo agricolo, costruendo infrastrutture inutili, padiglioni fieristici o quartieri residenziali, e che invece si muove appena se quello stesso campo è coltivato a ortaggi da pensionati per un gruppo di acquisto solidale o popolare.
    Tornando ai democratici, dispiace dover costatare quanto i democrats di casa nostra, pur proiettando spesso, in occasione di congressi e kermesse, le foto dei fratelli Kennedy, insieme a quelle di Berlinguer e di Ghandi, siano abbagliati dal faro della rincorsa ipersviluppista, della competitività e della crescita.
    Un accecamento che impedisce la ricerca di un nuovo modello di società ( con nuove pratiche, nuove modalità organizzative, rispettosi dell’ambiente e dell’uomo, traducendo e sviluppando i messaggi di austerità e sobrietà, lanciati proprio da alcuni suddetti pensatori politici ) e che conduce una triste omologazione culturale, trattenendo dirigenti politici, che un tempo ” sognavano il sol dell’avvenir “, e discutere all’interno di un modello di sviluppo disegnato dai veri attori protagonisti della commedia tragica in corso di rappresentazione sul teatro mondiale e che sta mostrando il suo limite maggiore: non aver tenuto in conto la limitatezze delle risorse.
    Un accecamento che fa perdere l’opportunità di ritrovare una missione politica nella storia.
    Peccato davvero.
    Però speriamo, con l’aiuto di intellettuali e commentatori che cominciano a rendersi conto che il mito della crescita infinita è che un enorme paravento ideologico, di smuovere le acque torbide di un dibattito politico monotono e monocorde.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    17 ott 2010 - 14:29 - #3
    -1 punto
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    Ragionamento opposto:
    La concorrenza sleale degli ananas mette in crisi la nostra agricoltura aggravando la crisi.
    -
    Come già detto il problema non è tra la dieta onnivora e la dieta vegiana ma tra il produrre con criterio e… Questo esempio!

  • Profilo di nello1

    nello1

    17 ott 2010 - 14:56 - #4
    1 punto
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    La natura non è ne azzurra è ne rossa.

  • Profilo di nello1

    nello1

    18 ott 2010 - 05:00 - #5
    0 punti
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    Eppure un ragionamento logico dovrebbe far pensare cose sensate, come il tremendo disastro nucleare di Cernobyl che dovrebbe far riflettere. Ed altri ancora: fiume Ambro, Amoco Milford Haven, e di migliaia di incidenti di petroliere ecc.ecc.