Fitodecontaminazione, al CNR studiano come bonificare il suolo inquinato da metalli pesanti con le piante

Girasoli per disinquinare il terreno dai metalli pesanti

Qualche giorno fa vi raccontavo di come a Parco Saurino, sede di una tristemente famosa discarica saranno piantumati 12mila pioppi per bonificarne il terreno. Ebbene dal CNR - Ibf, Istituto di biofisica, studiano come girasoli, mais e brassica, una specie di cavolo, possono disinquinare un terreno dai metalli pesanti.

La questione non è di secondaria importanza e i vantaggi sono molteplici. Spiega Franco Gambale direttore dell'Istituto:

La fitodecontaminazione è un processo di purificazione naturale, in quanto,sfrutta la capacità delle piante di assorbire elementi e composti dal suolo per poi concentrarli nelle parti mietibili (fusto e foglie). Le piante in questione, se opportunamente trattate con sostanze dette chelanti, che servono a rendere estraibili i metalli inquinanti, funzionano come pompe che operano a energia solare, in grado di assorbire dall'acqua e dal terreno non solo i sali minerali necessari per la propria sussistenza, ma anche elementi tossici minerali e/o organici.

E delle piante ottenute dopo che si fa? Viene effettuato un incenerimento a bassa temperatura per impedire la immissione in atmosfera delle sostanze inquinanti. Conclude Gambale:

La biomassa ottenuta può essere utilizzata per generare gas da impiegare per la produzione di energia e i residui minerali possono essere riciclati o inglobati, per esempio, in matrici cementizie. Le ceneri possono infine essere smaltite in discariche attrezzate a costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli necessari per lo smaltimento del suolo, in considerazione del minor volume del materiale contaminato.

Via | Almanacco della scienza
Foto | Flickr

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