
Qualche giorno fa vi raccontavo di come a Parco Saurino, sede di una tristemente famosa discarica saranno piantumati 12mila pioppi per bonificarne il terreno. Ebbene dal CNR - Ibf, Istituto di biofisica, studiano come girasoli, mais e brassica, una specie di cavolo, possono disinquinare un terreno dai metalli pesanti.
La questione non è di secondaria importanza e i vantaggi sono molteplici. Spiega Franco Gambale direttore dell’Istituto:
La fitodecontaminazione è un processo di purificazione naturale, in quanto,sfrutta la capacità delle piante di assorbire elementi e composti dal suolo per poi concentrarli nelle parti mietibili (fusto e foglie). Le piante in questione, se opportunamente trattate con sostanze dette chelanti, che servono a rendere estraibili i metalli inquinanti, funzionano come pompe che operano a energia solare, in grado di assorbire dall’acqua e dal terreno non solo i sali minerali necessari per la propria sussistenza, ma anche elementi tossici minerali e/o organici.
E delle piante ottenute dopo che si fa? Viene effettuato un incenerimento a bassa temperatura per impedire la immissione in atmosfera delle sostanze inquinanti. Conclude Gambale:
La biomassa ottenuta può essere utilizzata per generare gas da impiegare per la produzione di energia e i residui minerali possono essere riciclati o inglobati, per esempio, in matrici cementizie. Le ceneri possono infine essere smaltite in discariche attrezzate a costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli necessari per lo smaltimento del suolo, in considerazione del minor volume del materiale contaminato.
Via | Almanacco della scienza
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planetx
18 ott 2010 - 09:13 - #1Adesso vi piace, poi invece brucerete quei campi perché sono girasoli, mais e brassica juncacea con i geni per esprimere (o potenziare la produzione) dei chelanti, o perché si spargono i chelanti come l’EDTA sul terreno. Ambienterroristi…
disordinementale
18 ott 2010 - 09:16 - #2È molto interessante, ma non ci sono dati sul tempo necessario. Le radici riescono a giungere alla profondità necessaria?
geppe67
18 ott 2010 - 10:57 - #3ecoschiocchezze, la quantità “estratta” dalle piante è infinitesima, ci vogliono secoli per una bonifica totale e, come osserva giustamente disordinementale, è interessata solo la parte superficiale del terreno
alixx
18 ott 2010 - 12:43 - #4Ho fatto la tesi proprio un anno fa su questo argomento: come bonificare un “parco” sulla tiburtina da metalli pesanti, utilizzando piante ocme brassica girasoli colsa e molti ortaggi, fitoestrazione!
stever
19 ott 2010 - 09:46 - #5non è che poi questa verdura contaminata viene racconlta sottobanco e ce la ritroviamo in qualche mercato sottoprezzo !
Geù
20 mar 2011 - 17:17 - #6Sì così ste piante ce le venite a piazzà belle belle sulle nostre tavole spacciandole per piante “biologiche”…fate ridere.