Se agli ecofighetti piace il fotovoltaico, cosa piace agli ecodemolitori?

fotovoltaico a terra

Ho letto il bel post (perché lo è) La centrale degli ecofighetti di Michele Botteri su Veramente, ma non ne condivido una parola. Perché ne scrivo, allora? Semplicemente perché è un tassello di quello che sta accadendo in Italia a proposito delle energie rinnovabili.

Michele Botteri è certamente un amante del suo territorio e certamente combatte affinché vi sia rispetto per la Terra che calpestiamo e per l'ambiente in cui viviamo. Tant'è che commenta il suo punto di vista scrivendo:

Se dà il senso dello snobfighetto, allora la sensazione è quella giusta, qualcosa di simile al radical-chic, gente spesso danarosa, che si atteggia a ecologista. Fin qui non è un grosso problema, ma le cose peggiorano quando l’ecofighetto cerca di lavarsi la coscienza con operazioni che non hanno alcun risvolto pratico, o peggio ancora che hanno risvolti pratici prevalentemente negativi. L’alternativa migliore al consumo di energia fossile è semplicemente non consumare energia, e cercare di autoprodursi quel poco che si consuma. La centrale fotovoltaica a terra è una pessima scelta, migliore certo del carbone o del nucleare, ma per quello ci vuol poco.

Però nel calderone del greenwashing ci infila il fotovoltaico (non ho capito però perché non anche l'eolico) o meglio un certo modo di gestire il fotovoltaico. Quotidianamente ci arrivano segnalazioni a proposito della devastazione che sta vivendo il Salento, già denunciata da Peppino Basile.

Forse una considerazione in merito è necessaria: le amministrazioni hanno l'obbligo di richiedere e ottenere che ogni installazione, fotovoltaica o eolica avvenga nel pieno rispetto dell'ambiente. Non perché si produce energia rinnovabile allora per forza di cose l'impianto è buono e giusto. Anche se ha un impatto inferiore a quello di una centrale nucleare o di una centrale a carbone va progettato e costruito seguendo tutte le norme vigenti. Premesso ciò mi resta una domanda: cosa ci aspettiamo per il futuro? Davvero immaginiamo un futuro senza energia? O immaginiamo un energia che abbia un impatto il meno devastante possibile sull'ambiente che ci circonda? Anche se non avremo forse lo stesso sistema di vita, anche se non ci sarà più il consumismo: ma la terra andrà coltivata? si dovranno pur produrre derrate alimentari? medicine? abbigliamento? sistemi di trasporto?

Kurt Cobb, poneva una domanda qualche anno fa: non è che abbiamo troppa energia?

Foto | Flickr

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