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Scorie nucleari, l'Europa proporrà lo stoccaggio sotterraneo

Pubblicato: 27 ott 2010 da Marina

Commenti dei lettori

l'europa pensa di interrare le scorie nuclera

Il prossimo 3 novembre la Commissione europea attraverso il commissario UE per l’energia Günther Oettinger ha intenzione di promuovere lo stoccaggio sotterraneo per le scorie nucleari. Ritiene la Commissione che sia la soluzione più sicura. La proposta non è stata ufficialmente data, ma è una notizia trapelata e ha già creato malumori e non solo tra gli ambientalisti. Ogni Stato membro rimane responsabile per la sua politica sulla gestione dei rifiuti radioattivi, ha detto la Commissione, ma la nuova direttiva li obbliga a creare un programma nazionale per l’attuazione di smaltimento, nonché autorità nazionali per la regolamentazione.

In Europa non sono ancora state prese decisioni risolutive in merito allo stoccaggio delle scorie nucleari. Il punto è che oramai la questione diventata urgente e secondo l’esecutivo Ue a pressare sulla decisione pesano costi elevati, mancanza di finanziamenti e minacce terroristiche.

La proposta, sostiene che interrare in strati geologici profondi è “l’opzione più sicura e sostenibile” per la gestione finale delle scorie ad alto livello. La soluzione sembra avere riscontro e consenso scientifico a livello mondiale. In Europa è la Svezia ad avere al momento i piani più avanzati per seppellire i rifiuti nucleari in contenitori rivestiti di rame a una profondità di circa 500 metri. A preparare depositi sotterranei anche Francia e Finlandia.

I Verdi al Parlamento europeo accusato Oettinger di consultazione insufficiente e condannato la mancanza di punti di vista della società civile nella proposta.

La tedesca Rebecca Harms dei Verdi MEP sostiene che la procedura utilizzata per arrivare alla legge non è stata corretta. Ma sopratutto che non si tiene conto del vero problema:

Non c’è una vera percezione del problema delle scorie nucleari. Non sappiamo neanche quanti rifiuti nucleari siano stoccati presso gli Stati Membri.La Commissione farà la sua proposta di direttiva nonostante il fatto che questa tecnica - smaltimento geologico in profondità - sia attualmente oggetto di numerosi dibattiti nella comunità scientifica.

La direttiva, dunque, dovrebbe considerare invece che gli Satti membri riservino quote consistenti per lo smaltimento delle scorie nucleri tenendo conto della responsabilità dei produttori di rifiuti radioattivi. I Verdi sostengono che i costi dovrebbero essere calcolati da parte di un organismo indipendente. In Francia i costi di smaltimento per le scorie radioattive prodotte da EDF sono raddoppiati in pochi anni.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • giuseppe pregadio

    27 ott 2010 - 19:35 - #1
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    ci sarà da ridere quando l’europa troverà da qualche parte in italia i luoghi idonei…..da ridere……

  • Profilo di oracipensoio

    oracipensoio

    27 ott 2010 - 20:35 - #2
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    e quelli dell’industria sanitaria dove vanno? qualcuno se l’è mai chiesto?

  • giuseppe pregadio

    27 ott 2010 - 21:48 - #3
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    quelli vengono in larga parte sversati nell’ambiente è stoccati in siti molto meno controllati di quelli dove sono presenti i rifiuti delle centrali nucleari…….

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    27 ott 2010 - 22:55 - #4
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    @giuseppe pregadio
    Fonte?
    P.S. Fatico a credere che le quantità in gioco siano comparabili.

  • giuseppe pregadio

    27 ott 2010 - 23:23 - #5
    1 punto
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    miei amici hanno studiato nei reparti radiologici di alcuni ospedali.

    quello che non si butta via direttamente nelle kemio si butta via nelle discariche normali
    queste delle kemio sono dosi elevatissime, mai fatto caso che con solo una scintigrafia ti dicono di non stare vicino ai banbini? per le kemio è per tempi molto più lunghi e ti danno dosi elevatissime, fino ai Sv di dose a seduta con molte sedute in un anno, mentre la dose normale ambientale è qualche mSv all’anno
    quando vai in bagno dopo una scintigrafia o una kemio stai producendo urine che in una centrale nucleare sarebbero IMMANCABILMENTE classificate come scorie nucleari e vanno invece direttamente negli scarichi sanitari delle città

    quello che poi rimane (il tecnezio99 si ricava dal Molibdeno99, e non tutto il molibdeno è economicamente conveniente da sfruttare, lo si sfrutta per 3-4 volte circa, poi si butta tutto, con alcuna alcuni % del prodotto iniziale ancora presente) è gettato via normalmente o stoccato in depositi non costantemente sorvegliati come sono quelli delle centrali o dei siti nucleari (guardie armate, recinzioni, telecamere). i normali camici sono buttati via normalmente SE sono buttati via, mentre negli impianti nucleari IDENTICI camici sono considerati rifiuti e vanno in discariche apposite dopo un solo uso. sono i regolamenti…..

    un amico doveva portare in università una fonte radiologica da qualche picocurie e classificata non pericolosa per la salute dall’istituto superiore di sanità……ha fatto millemila carte. per portare da milano a roma una strumentazione da 50.000€ ha solo fatto un foglio per il trasporto in treno. un primario di un ospedale invece può ordinare fonti radiologiche infinitamente più potenti con minori restrizioni e sono “sparibili” in modo molto semplice.

    come quantità in gioco sono totalmente comparabili (in italia finchè c’erano gli impianti in funzione), in francia o in USA invece sono più quelle da elettrogenerazione che da industria medica + industria normale, ma mica infinitamente di più……..producono simile ma sono classificati differenti

  • Maurizio,sat,9

    28 ott 2010 - 02:35 - #6
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    GIUSTO PER DIRE ….la CHEMIOTERAPIA non ha nulla a che fare con la RADIOTERAPIA .
    non confondiamo pere con carciofi .
    .
    DOPODICHE’ …..gli ecotonti non sanno un sacco di cose …..come per esempio il fatto che la maggior parte delle ceneri di ACCIAIERIE e CENTRALI A CARBONE sono radioattivi .
    .
    IL MATERIALE RADIOATTIVO derivante dalle centrali nucleari …e’ risibile …rispetto a quello normalmente prodotto in un paese industrializzato.

  • bkhbkbjkjk

    28 ott 2010 - 13:59 - #7
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    Sì e mio nonno di 83 anni se lo prendo per i piedi diventa una cariola!
    Il nucleare in Italia non partirà mai per mille ragioni che si riassumono nella non convenienza.

  • Profilo di filippo-riccio

    filippo-riccio

    29 ott 2010 - 00:06 - #8
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    Ho il sospetto che i costi di smaltimento delle scorie nucleari siano dovuti all’implementazione di una serie di adempimenti “da principio di precauzione”… in misura infinitamente maggiore a quanto viene fatto in qualsiasi altro settore.

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    29 ott 2010 - 19:10 - #9
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    @8

    Talvolta si chiedono ai siti per lo stoccaggio delle scorie radioattive dei requisiti così stringenti che alla fine conviene tenerli dove stanno (molto spesso) adesso, vedi caso di Yucca Mountain.

  • giuseppe pregadio

    29 ott 2010 - 22:12 - #10
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    veramente yucca è in bilico fra l’essere fatto o meno non per i requisiti, ma perchè con la nuova politica nucleare (cioè riprocessamento, che diminuisce di un fattore 20 il volume delle scorie e di un fattore 10 la durata) risulta troppo grande……