Il messaggio ecosostenibile di Cristèl Carrisi, cantautrice ambientalista: "Sulla Terra siamo solo dei custodi"

Cristèl canta un messaggio ambientalista

“Noi siamo il cancro della Terra”. Non usa mezzi termini Cristèl Carrisi, 24 anni, terzogenita di Al Bano e Romina Power, al debutto come cantautrice con l’album Il Tempo, il Nulla, l’Amore ed io… in cui, tra i vari temi, racconta il suo amore per la natura e il suo impegno ecosostenibile. Lo fa in particolare nel brano Custodi, quello bocciato allo scorso Sanremo giovani, in cui canta:

Questa terra non è mia né tua ma è nostra, siamo solo dei custodi.

Così ne spiega la nascita:

Avevo una melodia che continuava a girarmi in testa ed ero in aereo guardando il mondo dall’alto. Noi uomini sentiamo il bisogno di tracciare confini per delineare qualcosa che in fondo nessuno possiede. Conflitti ingiusti il cui unico risultato è il maltrattamento della Natura. Abbiamo la presunzione di pensare che la Terra ci appartenga quando invece siamo qui come ospiti momentanei.

D.:Un tema, quello della sostenibilità, che le sta molto a cuore. Mi dice Cristèl seduta al tavolino di un bar di Trastevere a Roma:
Io mi sento in colpa e sto male ogni volta che prendo un aereo.

D.:Eppure viaggia spesso…

R.:Sì, dannandomi però. Perché amo la Natura e ne ho un rispetto enorme. È davvero ciò che rappresenta Dio nel mondo: nei fiori, nelle piante, negli animali e in noi.

D.:Quali accorgimenti eco adotta nella quotidianità?
R.:Quando faccio la spesa non uso mai le buste di plastica ma porto le mie borse; riciclo tantissimo e compro solo prodotti biologici e con il bollino di sostenibilità. Poi sono vegetariana: non mangio carne, ma solo pesce.

D.:Perché il pesce sì e la carne no?
R.:Devo premettere che ogni volta che ne mangio faccio un piccolo ringraziamento interiore, come una preghiera alla Natura in cui dico “Grazie per questo pesce, lo apprezzo”. È importante perché non è che lo mangio senza pensare, ma lo faccio in modo cosciente. Poi gli allevamenti di pesce non inquinano quanto i macelli e le aziende agricole, anche se questo più che italiano è un problema degli Stati Uniti, dove c’è un degrado assoluto. Terzo motivo, il modo in cui viene ucciso il pesce è meno traumatico di quello delle mucche o dei polli. E comunque non mangio il tonno, in via di estinzione, o il salmone, a meno che non mi trovi in Svezia…

D.:Che consiglio ecologico darebbe ai coetanei?
R.:Di essere più coscienziosi. Dobbiamo essere consapevoli e chiederci da dove arrivano gli animali che mangiamo: chi li ha trasportati, chi li ha fatti crescere, chi e come li ha uccisi. Il fatto di trovarceli nel piatto non significa che si possano mangiare senza scrupoli, bisogna porsi il problema.

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