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Conto Energia. Scambio sul posto: un po' di chiarezza

Pubblicato: 05 mar 2006 da eugenio

Commenti dei lettori

fotovoltaicoIl nuovo Conto Energia continua a porre problemi e rompicapi. Prendete carta e penna e seguite i consigli dell’Ing Claudio Cretaro di Mia Energia


In questi giorni, noto che c’è molta confusione riguardo i cambiamenti introdotti dal Nuovo Decreto sul Conto Energia per quanto concerne gli impianti al di sotto dei 20 KW che accedono allo “scambio sul posto” . A riguardo vorrei fare chiarezza seguendo un procedimento un pò accademico ma sicuramente valido.

Leggendo la Delibera 40/06, che fissa le nuove modalità di erogazione delle tariffe incentivanti, riporto quanto ivi scritto al comma 4.1.1: “La produzione incentivata, con riferimento all’Anno i (PRDi), è la produzione resa disponibile, nell’Anno i, alle utenze del soggetto responsabile, e pari a:

PRDi = Prodi – (Si+Pi) se Si<0, dove:

  • Prodi è la quantità di energia elettrica Prodotta nell’Anno i;
  • Si è il Saldo annuale dell’Anno i;
  • Pi è il Prelievo, come definito dall’articolo 6, comma 6.7, lettera d), della deliberazione n. 28/06.
  • Quindi, considerando il mio impianto FV da 1,5 KW per la mia abitazione di Roma, ho che:

    Prodi=2000 KWh, di cui chiaramente, essendo di giorno a lavoro, ne consumo direttamente solo una minima parte (supponiamo 200KWh).

    Visto che i miei consumi annui sono di 3.500 KWh, significa che preleverò dalla rete i restanti 3.300 KWh di cui necessito. Pertanto a fine anno avrò un saldo negativo tra l’energia immessa e quella prelevata complessivamente pari a: Si = 1.800 - 3.300= - 1.500 KWh; questo valore, come da formula della Delibera 40/06, insieme a quello Pi = - Si, come da delibera 28/06 (scambio sul posto da fonti rinnovabili), fa sì che:

    PRDi=2.000 KWh è la quantità di energia pagatami a 0,445€/KWh!

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    34 commenti

    Commenti dei lettori

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    • Enrico

      06 mar 2006 - 12:34 - #1
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      Credo sia interessante leggere quanto riportato in www.ecoage.com e quanto riportato dal GRTN

      http://www.ecoage.com/news/20060305/critica-alle-modifiche-al-conto-energia.htm

      http://www.grtn.it/ita/fotovoltaico/IncentivazioneEnergiaFotovoltaica.asp

      Come ribadisce il GRTN il rimborso riguarda solo l’energia prodotta e consumata sul posto.

      Secondo il ragionamento fatto sopra, che assume Pi = -Si, non ci sarebbe stata nessuna modifica alla legge….
      Saluti.

    • Enrico

      06 mar 2006 - 13:17 - #2
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      Sempre per chiarezza riporto un altro documento del GRTN.
      Il punto 8 mi sembra molto chiaro.

      Diciamo che sono riusciti a rovinare una buona legge.

      Saluti

      http://www.grtn.it/biblioteca/documenti/principaliinnovazioni.pdf

    • Enrico

      06 mar 2006 - 13:36 - #3
      0 punti
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      Sempre per maggiore chiarezza.

      http://www.grtn.it/ita/fotovoltaico/importante.pdf

      Saluti

    • Enrico

      06 mar 2006 - 13:59 - #4
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      Ho telefonato al numero verde messo a disposizione dal GRTN (800 16 16 16) per chiedere spiegazioni dettagliate sul problema in questione; la risposta è stata la seguente:

      L’incentivo viene dato esclusivamente per l’energia prodotta e consumata in loco: produco 100 KWh, consumo 20 KWh, l’incentivo mi viene dato su 20 KWh (20 X 0,445 €).

      Sugli 80 KWh che eccedono quanto ho consumato posso decidere se chiedere lo scambio sul posto ed averli in credito per i miei consumi successivi o decidere di venderli all’Enel alle tariffe riportate sul sito www.acquirenteunico.it; per farlo devo essere in possesso di partita iva.

      Saluti

    • Mario D

      06 mar 2006 - 21:01 - #5
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      Bravo Enrico
      Concordo su tutto.
      Io purtroppo ho già acquistato i pannelli.
      Saluti

    • Nicola Sicchieri

      07 mar 2006 - 15:48 - #6
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      Se è così come ormi sembra che sia. Hanno decisamente rovinato gran parte della legge. Ora conviene vendere tutta l’energia e pagare la bolletta.

    • Ing. Claudio Cretaro

      08 mar 2006 - 01:23 - #7
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      Ciao Enrico, riguardo l’incentivazione con scambio sul posto quello che hai riportato come quanto affermato dal GRTN non fa altro che confermare quanto da me scritto nel post. Infatti, se produco 100 KWh (su base annua) e consumo 20 KWh (su base annua) mi viene pagato solo 20 x 0,445€! Questo è proprio quello che ho scritto nel post. La chiave è che dobbiamo partire da una produzione minore dei consumi e non viceversa. Se consumo 3.500 KWh su base annua di cui 2000 KWh me li produce il mio impianto su base annua è quest’ultima la quantità di energia pagatami.Per questo motivo l’impianto deve essere leggermente sotto-dimensionato rispetto i propri consumi su base annua. Del resto, perchè installare un impianto più grande, con una spesa maggiore, se poi non utilizzo l’energia che produco là dove mi serve? E’ proprio su questo punto che secondo la mia personale opinione il Decreto, limitatamente a questo aspetto, è stato riscritto bene. Un Saluto

    • Enrico

      08 mar 2006 - 11:45 - #8
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      Forse non sono stato chiaro: l’energia rimborsata non è tutta quella prodotta (i 2000 KWh nel tuo caso), ma quella prodotta e consumata mentre la produco!

      Se sono fuori casa tutto il giorno e non consumo nulla di quello che produco “mentre lo produco”, non mi viene dato nessun incentivo.

      Su questo punto ho chiesto conferma telefonando due volte.

      Per questo dico che la legge, così come è stata modificata, dà pochissimo incentivo ad una famiglia normale (che spesso durante il giorno non è a casa), mentre continua ad essere conveniente per una azienda, che consuma durante il giorno, quando i pannelli fotovoltaici producono.

      In quanto alla produzione minore del fabbisogno sono d’accordo.

      Saluti

      ing. Enrico De Fazi

    • Giovanni

      12 mar 2006 - 13:29 - #9
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      Ing. Enrico De Fazi,

      La legge di ’scambio sul posto’ prevede un conguaglio annuale proprio per ovviare al differenza temporale di produzione consumo .
      Grazie al contatore in uscita dai pannelli viene verificato il totale prodotto.Se i miei consumi annuali superano questo valore la produzione è completamente incentivata.

      il servizio di scambio sul posto di cui all’articolo 6 del decreto legislativo n. 387/03 è il servizio erogato dal Gestore contraente che consiste nell’operare un> tra l’energia elettrica immessa in rete dagli impianti di cui alla lettera h) e l’energia elettrica prelevata dalla rete, nel caso in cui il punto di immissione e di prelievo dell’energia elettrica scambiata con la rete coincidono;citazione da http://www.autorita.energia.it/docs/06/028-06.htm

      Anche io ho chiamatoa al numero verde ed a differenza di lei mi hanno detto proprio ciò che ho riportato sopra ovvero che si effettua un conguaglio annuale ed in sostanze è la rete enel che funge da batteria quando non consumo istantaneamente l’energia prodotta.

      In attesa di una sua risposta la saluto sperando di fare un po di chiarezza.

    • Enrico

      12 mar 2006 - 16:30 - #10
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      Cerco di essere più chiaro: lo “scambio sul posto” riguarda l’energia che io produco e che chiedo di avere a credito rispetto a quella che consumo.
      Esempio: nell’anno consumo 100 Kwh, produco 80 Kwh posso chiedere il conguaglio (il cosidetto scambio sul posto) e pagare all’Enel solo 20 Kwh.
      SU QUESTO SIAMO TUTTI D’ACCORDO.

      La nota dolente della legge, così come è stata modificata, riguarda la quantità di energia che mi viene incentivata a 0,445 € a Kwh.

      Tornando all’esempio se io degli 80 Kwh prodotti non ne consumo nessuno “mentre li produco” l’incentivo è 0.

      Varrà certamente lo “scambio sul posto”, quindi pagherò, a fine anno solo 20 Kwh all’Enel, ma tutto il beneficio dato dall’incentivo di 0,445€ a Kwh lo perdo (sempre se non consumo l’energia che produco mentre la produco).

      Nella precedente versione della legge, quella del 27/7/2005, invece tutti gli 80 Kwh che avevo prodotto mi sarebbero stati incentivati con 0,445€ a Kwh anche se non li avevo consumati mentre li producevo, che è un bel guadagno ed era il motivo principale, non il solo, per cui si riusciva a rientrare delle spese di un impianto tipico per una famiglia, da 1,2 a 3 Kwp, in 6-8 anni, un tempo secondo me ragionevole.

      Stiamo parlando di due argomenti diversi: sullo “scambio sul posto” sono d’accordo su quello che scrive lei, signor Giovanni, ed è anche quello che continuo a scrivere io da un pò di tempo, sull’incentivo il discorso è diverso ed è quello che ho cercato, ancora una volta, di spiegare nelle righe precedenti.

      Tanto per capirci io non sono contro l’uso dei pannelli fotovoltaici, anzi, li considero un’ottima soluzione per ridurre i consumi energetici del Paese e cercare di risparmiare sulla bolletta, ma, visto il costo elevato dell’impianto, se non c’è una legge veramente incentivante, come la legge sul conto energia nella sua prima versione, diventa difficile per una famiglia trovare convenienza nell’installazione di un impianto che costa parecchio.

      Ribadisco che quanto dico non vale per le aziende che installano impianti anche sotto i 20 Kwp (la modifica alla legge riguarda solo questa tipologia di impianto), perche le aziende consumano l’energia mentre viene prodotta e, quindi viene praticamente tutta incentivata con 0,445 € a Kwh (a parte il sabato e la domenica se sono chiuse).

      Nelle famiglie, magari solo la mia, questo non avviene perchè spesso in casa durante il giorno (cioè quando i pannelli nelle giornate di sole producono energia elettrica) non c’è nessuno e, quindi, il consumo di energia mentre viene prodotta e 0, quindi l’incentivo è 0.

      Forse se avessero fatto la legge un pochino più chiara non saremmo qui a discuterne…..

      Saluti.

    • alessandro matese

      15 mar 2006 - 16:05 - #11
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      Gentile Ing. Enrico De Fazi la ringrazio per la sua ottima delucidazione, vorrei poter riassumere il tutto corredato da alcune domande:
      Questione n.1
      Prendendo in considerazione un’impianto di potenza inferiore a 20 kW io ho 2 possibilità (con il nuovo decreto):
      1- optare per lo scambio sul posto
      2- optare senza scambio sul posto
      1- Scambio sul posto:
      - Ho una tariffa incentivante di 0.445 Euro a kW solo per l’energia consumata in loco (consumata mentre la produco)
      es. produco 80 e consumo 100
      a) pago all’enel solo 20
      b) ricevo incentivo 0.445 * 80 SOLO SE MENTRE PRODUCO CONSUMO
      Domanda #1 : Se produco più di quello che consumo a quale tariffa la vendo ??
      2- senza scambio sul posto:
      - tutto quello che produco lo vendo all’enel a 0.46 Euro

      Domanda #2 : Vendo al prezzo 0.46 Euro anche se produco più di quello che consumo ??
      Domanda #3 : Quello che consumo quanto lo pago (allo stesso prezzo del mio contratto di fornitura) ??
      Domanda #4 :Se produco più di quello che consumo a quale tariffa la vendo ??

      Questione n.2
      Per quanto riguarda le agevolazioni per l’installazione dell’impianto ho notato una giungla di informazioni, potrebbe lei visto che è così chiaro nelle spiegazioni darci una mano ??

      Grazie di cuore
      Alessandro

    • Alessandro

      15 mar 2006 - 20:25 - #12
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      Scusate ma io l’ho capita cosi’….
      trascurando canoni fissi e varie… parliamo solo
      di consumi…

      produco 100 e consumo 100 = non pago nulla
      produco 100 e consumo 150 = pago 50
      produco 100 e consumo 50 = 50 mi vengono portati a credito nell’anno successivo… (e se non li consumo entro tre anni li perdo…)

      esempio di anno successivo…
      produco 100 e consumo 150 –> non pago nulla dato che avevo un credito di 50

      mi sembra abbastanza semplice…

      e comunque… la tariffa incentivante e’ sparita…
      quindi come diceva qualcuno prima… e’ conveniente installare una potenza leggermente inferiore oppure equivalente a quella che si utilizza su base annua…

    • Enrico

      16 mar 2006 - 11:09 - #13
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      Cerco di rispondere al sig. Alessandro Matese per quanto posso…

      Questione 1
      Distinguiamo tra cosa faccio dell’energia da me prodotta e l’incentivo in “conto energia”. A prescindere da cosa faccio dell’energia da me prodotta il conto energia (cioè l’incentivo di 0,445€ a KWh per impianti sotto i 20 Kwp) vale sempre, con le regole che ho cercato di spiegare sopra, cioè mi viene incentivata solo l’energia che consumo mentre la produco.
      Riguardo all’uso che posso fare dell’energia da me prodotta ho due possibilità: chiedere lo “scambio sul posto” e quindi a fine anno fare il conguaglio tra quanto consumato e quanto prodotto (produco 100, consumo 80, pago 20); oppure vendere l’energia all’Enel, in questo caso non vale lo scambio sul posto (consumo 100, produco 80, pago all’Enel 100); l’energia che produco è pagata dall’Enel secondo quanto previsto dall’Acquirente Unico, l’ente predisposto a fissare i prezzi dell’energia (www.acquirenteunico.it), se non sbaglio il prezzo varia da 6 a 11 centesimi di euro a Kwh. Per vendere l’energia all’Enel devo avere la partita IVA.

      Ripeto che l’incentivo di 0,445 € a KWh c’è comunque a prescindere da quello che decido di fare con l’energia da me prodotta, ma vale solamente per l’energia che consumo mentre la produco (consumo 100, produco 80, di questi 80 consumo mentre li produco 10, l’incentivo è 10X0,445€, con gli 80 che produco posso decidere tra lo scambio sul posto o la vendita all’Enel).

      L’energia che deve pagare secondo l’esempio descritto sopra (consumo 100, produco 80, devo pagare 20) costa quanto previsto dalla normale tariffa Enel (se non sbaglio è circa 0,19€, ma ha un valore variabile in funzione dello scaglione di consumo entro cui ci si trova).

      Per quanto riguarda la convenianza a vendere o meno l’energia all’Enel, io credo che convenga solamente se si produce molta più energia di quanto se ne consuma, perchè in questo caso chiedere lo scambio sul posto non è conveniente: non si pagherebbe nulla all’Enel, ma l’energia in più andrebbe a credito per l’anno successivo e se si va a credito tutti gli anni non si rientra mai. Ma anche vendere l’energia all’Enel non mi sembra molto conveniente se i prezzi in gioco sono quelli che ho detto 0,6-0,11 contro 0,19 (ma su questi numeri non ci metterei la mano sul fuoco, dipendono da molti fattori).

      Per come è formulata la legge sembrerebbe convenire produrre sempre meno energia di quella che si prevede di consumare in modo da stare sempre un poco in debito con l’Enel, chiedere lo scambio sul posto e pagare in ogni caso molto poco.

      Per quanto riguarda il quesito 2 relativo alla giungla di informazioni relative alle agevolazioni per l’installazione dell’impianto (credo si riferisca alle agevolazioni che riguardano gli aggiornamenti degli impianti esistenti, ecc..), è vero, è una giungla di informazioni e non ci ho capito nulla neanche io…. in bocca al lupo.

      Saluti

    • Michela

      16 mar 2006 - 18:17 - #14
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      Buongiorno a tutti.
      Leggendo, telefonando e scrivendo a GRTN, sono arrivata alla conclusione che scegliendo lo “scambio sul posto” la tariffa incentivante pagata da GRTN è su tutto quanto prodotto e consumato ENTRO L’ANNO e non prodotto e consumato CONTEMPORANEAMENTE. Paradossalmente, se l’impianto è leggermente sovradimensionato, converrà consumare la parte in eccesso in modo da non riportare nulla a credito, in quanto l’incentivo di GRTN è più conveniente … Vi riporto la domanda che ho fatto via mail a GRTN e la loro risposta per Vs commenti a riguardo … spero di non aver male interpretato la risposta ….
      DOMANDA:
      Abbiamo presentato domanda per un impianto < 20Kw. (3 Kw) Sembra che secondo le nuove norme, venga pagato solo la quantità di energia consumata.
      Paradossalmente, se consumiamo meno di quanto produciamo, sarà conveniente “sprecare” ?
      RISPOSTA:
      Agli impianti di potenza tra 1 e 20 kW, per i quali era obbligatoriamente previsto in precedenza il servizio di scambio sul posto, il DM 6.2.2006 lascia la facoltà di optare per il servizio di scambio sul posto o per la cessione dell’energia alla rete.
      Nel primo caso, servizio di scambio sul posto (http://www.autorita.energia.it/docs/06/028-06.htm), l’energia incentivata è quella prodotta e consumata sul posto dall’utenza collegata direttamente all’impianto : il saldo viene fatto a fine anno e l’eventuale produzione in eccesso è considerata u n credito per l’anno successivo.
      Nel secondo caso, cessione dell’energia in rete, l’energia incentivata è tutta quella prodotta, che può anche essere:
      - immessa tutta nella rete del distributore
      - utilizzata tutta o in parte in loco, solo nel momento che viene prodotta (non può essere prelevata dalla rete in tempi successivi, perché in tal caso deve essere pagata al distributore come un normale prelievo dalla rete), mentre la parte eccedente i
      consumi viene immessa nella rete.

      Saluti
      Michela

    • Enrico

      17 mar 2006 - 10:24 - #15
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      Michela, posso solo dire che spero che lei abbia ragione ed io torto (dico davvero), almeno la legge sarebbe veramente incentivante.

      L’unica differenza, ma la più importante secondo me, tra quanto dice lei e quanto dico io è che l’energia incentivata a 0,445€ a Kwh è quella comunque prodotta e non quella prodotta e consumata “mentre la si produce”. (detto per inciso nella sua domanda fa riferimento all’energia consumata e non a quella consumata “mentre la si produce” che è la differenza sostanziale; anche io concordo con la risposta che le hanno dato)

      E’ una differenza sostanziale come si può capire, in certi casi può far diventare conveniente o meno un impianto.

      Posso dirle che a me, in due diverse occasioni (ho chiamato due volte per sicurezza parlando con due diverse persone), a questa domanda specifica hanno dato una risposta ben precisa, cioè quella che ho riportato nei miei contributi precedenti.

      Si potrebbero usare le parole di Pirandello:
      “Ed ecco, signori, come parla la Verità. Siete contenti?” - “Così è se vi pare”-Atto III Scena IX.

      Saluti

    • Alessandro

      21 mar 2006 - 21:38 - #16
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      Qualcuno, a proposito di energia immessa in rete… ha qualche fornitore di inverter GRID CONNECTED adatto allo scambio sul posto… che abbia costi accettabili? Ho notato che il costo degli inverter connessi in rete (sincronizzati) e’ mostruosamente piu’ alto dei normali inverter adatti per impianti ad isola.

      Alessandro
      http://microeolico.blogspot.com

    • Nicola

      22 mar 2006 - 19:34 - #17
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      Sperando di chiarire presto su quale parte di energia viene riconosciuta la tariffa incentivante negli impianti fino a 20 KWP, vorrei chiedervi se sapete qualcosa sugli aspetti fiscali.
      La cifrà che lo stato consegnerà farà parte dell’imponibile e bisognerà quindi pagarci l’IRPEF o cosa?

    • alessandro matese

      04 apr 2006 - 11:07 - #18
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      Gentilissimi,
      volevo porre attenzione ad una tragica realtà:
      secondo il nuovo DM di febbraiosi mette un tetto massimo annuale di 85MW, sono venuto a conoscenza che nel corso del 2 trimestre (ottobre - dicembre 2005) il grtn ha comunicato che sono pervenute più di 7500 richieste per un totale di 190 MW….
      Supponendo che ciò sia avvenuto anche per la prima scadenza del 2006 (marzo2006) i MW incentivati per l’anno corrente SONO GIA’ FINITI ?????

    • paolo

      05 apr 2006 - 10:21 - #19
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      Le modifiche apportate al Conto Energia per il 2006, a mio avviso trovano alcune corrette motivazioni:
      innanzitutto, evita investimenti puramente speculativi, (molti sono stati coloro che si sarebbero avvalsi dello scambio sul posto con impianti da 20kWp solo non rientrare nei redditi di impresa). Ha in questo modo a riportato (nell’ambito degli impianti 50kWp, riducendo la fideiussione a 1000€xkWP e, sopratutto, richiedendola solo dopo accettazione della domanda e non anticipatamente come in precedenza.
      Per quanto rigurada invece il limite annuale, che per quanto a mia conoscenza è già stato ampiamente superato (auguriamoci che per quest’anno aumentino i MW disponibili), è un limite posto proprio per favorire la crescita di un mercato ad oggi praticamente inesistente e diventato “malato” con l’entrata in vigore del decreto stesso.
      Mi spiego meglio: con il conto energia si sono decuplicate le richieste di materiali, ma ovviamente la produzione è rimasta la stessa, ggenerando un aumento dei prezzi non relazionabile all’umento delle materie prime. Se a tutto questo aggiungiamo che a livello nazionale la produzione di moduli è pari a 0, mi sembra ovvio che tale limite sia indispensabile.
      In questo modo infatti, permette agli imprenditori italiani di entrare, per tempo, in un mercato in forte crescita, generare nuove catene di produzione e posti di lavoro, più materiale in circolazione e un livellamento del rapporto domanda/offerta in modo da rendere effettivamente accessibile la tecnologia fotovoltaica. Lo scopo, non dimentichiamolo, è rivolto a far si che un domani, si possa investire in tale tecnologia anche in assenza di incentivi di qualsiasi tipo.
      P.

    • alessandro matese

      05 apr 2006 - 11:27 - #20
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      Ringrazio Paolo della risposta,
      ma non mi trova affatto daccordo, anche perchè con questo tetto limite si crea una situazione di stallo che solo nei prossimi 10-15 anni si sbloccherà.
      Come sempre quando decreti di questa splendida nazione entrano in vigore !

    • Federico Mascia

      06 apr 2006 - 18:33 - #21
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      Sperando di fare una cosa utile per tutti, a riguardo delle problematiche inerenti lo “scambio sul posto” e il “conto energia” sollevate da Enrico, riporto la risposta fornitami dalla “Segreteria Direzione energia elettrica” dell’Autorità per l’Energia:

      “Genti.mo sig. Mascia,
      Con la disciplina dello scambio sul posto la rete funziona come un “immagazzinatore di energia”, quindi l’energia elettrica prodotta e consumata nell’ambito del servizio di scambio sul posto non è quella prodotta e consumata istantaneamente, ma quella prodotta e consumata nell’arco dell’anno. Se a fine anno il saldo tra immesso e prelevato è positivo, quest’ultimo potrà essere consumato nei tre anni successivi; passato questo periodo il saldo positivo viene annullato (saldo positivo scaduto). L’incentivo in conto energia previsto dal DM 28 luglio 2005 come modificato dal DM 6 febbraio 2006 viene attribuito alla sola energia elettrica consumata nell’ambito della disciplina dello scambio sul posto (vedere delibera 40/06 e delibera 28/06), quindi quella consumata nell’anno e quella che prodotta nell’anno i-esimo viene consumata entro i successivi tre anni. Per quest’ultima l’incentivo verrà erogato nell’anno in cui sarà consumata (naturalmente per la quota parte consumata). Per maggiori chiarimenti la invito a consultare nei prossimi giorni il sito dell’Autorità alla voce elettricità. La Direzione Energia Elettrica ha infatti predisposto un manuale esplicativo della disciplina dello scambio sul posto (ci sono anche esempi sul fotovoltaico) che nei prossimi giorni verrà pubblicato.
      Saluti
      Segreteria Direzione energia elettrica”

      Saluti a tutti.

    • Agostino Iacobazzi

      11 apr 2006 - 17:01 - #22
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      Sto cercando di farmi chiarezza sulla convenienza o meno dell’installazione di un impianto PV, e trovo molto utile questa discussione. Però mi sembra di capire che, qualora “…l’incentivazione è riconosciuta solo all’energia prodotta e consumata in loco”, così come riportato sui documenti del GRTN, si potrebbe arrivare al paradosso della convenienza, comunque, di dissipare energia elettrica in quelle ore in cui non è possibile utilizzarla, ricavandone così un utile netto uguale all’incentivazione.
      Spero di sbagliarmi in questa mia interpretazione…
      saluti

    • Giuseppe

      13 apr 2006 - 19:08 - #23
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      Qualcuno sa se esiste un qualche tipo di esenzione/agevolazione fiscale per un’impresa sui ricavi conseguiti a seguito della vendita di energia prodotta in eccesso (per quello che mi risulta con emissione fattura)? Grazie e saluti a tutti

    • Enrico

      24 apr 2006 - 16:06 - #24
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      Per correttezza devo dire che avevo informazioni sbagliate: il mio dubbio che l’energia effettivamente incentivata fosse solo quella prodotta e consumata mentre la si produceva non era giusto.

      Secondo il GRTN:
      “la produzione incentivata è l’energia elettrica prodotta dall’impianto consumata dalle utenze del soggetto responsabile direttamente o quella resa disponibile dal servizio di scambio sul posto di cui alla Delibera AEEG n. 28/06″

      Quindi tutta l’energia prodotta, sia consumata immediatamente sia ceduta all’Enel.

      Questo vale solo se si sceglie la modalità di scambio sul posto.

      In questo modo la legge mi sembra effettivamente conveniente, come lo era nella prima stesura, quella di Luglio 2005.

      Saluti

      Enrico

    • Ing Vincenzo Ferrara

      03 mag 2006 - 00:27 - #25
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      Vi sottopongo le mie considerazioni circa il contorto meccanismo di incentivazione stabilito dai DL e delibere, quali 40/06.
      Mi è sembrato di capire che per impianti con potenza nominale

    • Cristiano

      05 mag 2006 - 14:23 - #26
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      A corollario di quanto detto qui sopra voglio aggiungere ciò che segue (sperando di non fare ulteriore confusione a quella che mi pare ci sia già):

      1- Concordo con Michela per ciò che riguarda il metodo di calcolo dell’incentivo (è incentivata tutta l’energia prodotta e consumata su base annua dall’utenza)

      2- Per lo scambio sul posto (parte che porta al risparmio sulla bolletta dell’ENEL), Il saldo va calcolato tenedo conto delle fasce orarie in cui si cede/preleva l’energia (art. 7 della Delibera AEEG n. 28 del 2006), cioè non pago l’energia che prelevo solo se l’ho prodotta nella stessa fascia oraria. Tenendo conto che i pannelli producono solo di giorno quando tipicamente per un’utenza domestica i consumi non sono altissimi (soprattutto se si lavora fuori sede) il beneficio relativo al risparmio sulla bolletta sarà probabilmente minore.

      Spesso noto che si cita l’articolo 6 della stessa legge per capire come si calcola il saldo ma è l’art. 7 che disciplina il calcolo del saldo per i clienti cosiddetti “Vincolati” cioè che non possono scegliere il fornitore di energia (cioè tutte le utenze domestiche) l’art. 6 vale solo per chi può scegliere il fornitore di energia.

    • ugo

      05 mag 2006 - 19:02 - #27
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      scusate, ma per quanto mi sia sforzato di leggere decreti e delibere non mi è chiaro ancora nulla.
      Quindi l’idea di realizzare un impianto di 19.99 kw e di consumare apposta tutta l’energia in casa anche se non ci sono facedno andare i frigorifero con lo sportello aperto tutto il giorno alla fine mi farà pure guadagnare?

    • andrea

      10 mag 2006 - 22:37 - #28
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      Vorrei un chiarimento: certi sul fatto che l’energia incentivata non è solo quella prodotta e consumata all’istante ma calcolata col conguaglio nel consumo annuale, perchè c’è bisogno di installare 3 contatori ? ( uno per il mio normale consumo, uno per l’eccedenza immessa in rete e una all’uscita dell’inverter per misurare tutta l’energia prodotta) non ne basterebbero 2 ? (uno classico con la misura dell’energia che produco e uno valle dell’inverter senza collegare l’uscita dell’inverter al mio impianto elettrico) così basterebbe fare semplicemente il calcolo della corrente consumata meno qualla prodotta e pagare all’enel la differenza dei consumi e per la tariffa incentivante basterebbe vedere se ho prodotto meno di quello che ho consumato mi pagheranno tutta la mia produzione 0.445 euro, se invece ho prodotto di più e consumato meno mi pagheranno solo quella. qualcuno può dirmi se ho capito bene oppure no?
      Grazie

    • Enrico Genovesi

      14 mag 2006 - 16:17 - #29
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      Desideravo ritornare all’esempio iniziale rivolgendomi principalmente allo scrivente ma anche a tutti coloro che vorranno chiarirmi le idee:
      Il caso partiva dal fatto che il tuo PRDi=2.000 KWh è la quantità di energia pagatati a 0,445€/KWh ti spetterebbe quindi il valore annuale di 890 euro.
      Il saldo negativo di 1500 KWh ti comporterebbe una spesa esigua verso ENEL di circa 250 euro che verrebbe completamente azzerata dagli 890 euro. Inoltre ENEL dovrebbe riconoscerti un credito uguale alla differenza e quindi di circa 640 euro. Credito che ENEL, con la formula “scambio sul posto” non monetizza e pertanto ti rimane attivo per 3 anni ma che non recupererai mai perché ogni anno ti troverai un credito analogo da smaltire.
      Dalla mia considerazione, se non sbagliata, ne deriverebbe che il tuo reale utile è quell’esiguo azzeramento della bolletta di 250 euro/anno.
      Provo a fare una seconda considerazione: se tu non avessi montato l’impianto che costi energetici sosterresti?
      Visto che i tuoi consumi annui sono di 3.500 KWh, in capo ad un anno dovresti sostenere una spesa massima di circa 550 euro (puoi verificare sommando le bollette). Dal momento che con la formula “scambio sul posto” non è prevista monetizzazione ma, nei casi migliori, solo l’azzeramento delle bollette, nel tuo caso risparmieresti non più di 550 euro all’anno. Considerando che l’impianto non ti sarà costato meno di 10.000 euro, non ti basteranno 18 anni ad ammortizzarlo (nel migliore dei casi).
      Quindi mi domando: dove si nasconde la bontà dell’operazione?
      Vi prego di farmi capire dove il mio ragionamento sbaglierebbe.
      Enrico

    • ugo bonvicini

      25 mag 2006 - 18:28 - #30
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      egregio Enrico, se fosse così , ossia che di fatto non mi possono pagare in soldoni quello che mi hanno incentivato, l’unica bontà sarebbe quella di fare impianti più piccoli a tal punto da coprie a mala pena le spese annuali delle bollette.
      cosi facendo ammoartizzerei l’impianto nel minor tempo possibile non perchè produco più energia, ma pechè ne produco una quantità a quasi tre volte in valore di quella che pagherei.
      In pratica senza fare troppi calcoli, posto che io spenda ogni anno 550 euro devo fare un impianto che generi 900 kWh annui contro i 3500 che consumo.
      Con quei 900 mi pago i 3500 e mi ammortizzo un impianto che è costato di meno.

      Concordate?

    • roberto

      23 feb 2007 - 15:07 - #31
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      Io vorrei sapere se installando un pannello fotovoltaico in una casa in costruzione, quindi integrato, con l’intenzione di abitare in quella casa tra circa un anno e sapendo che l’incentico in conto energia in condizione di scambio sul posto va in base ai propri consumi, non abitandoci e quindi non consumando, immetteri in rete energia senza un riscontro economico, in sostanza posso iniziare in condizione di cessione di energia e poi passare al regime di scambio sul posto?

    • GALLUCCI

      31 ott 2007 - 19:50 - #32
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      A novembre 2007 è stata fatta chiarezza su questo benedetto SCAMBIO SUL POSTO?

    • fotovoltaico5

      29 mar 2009 - 00:54 - #33
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      Perchè tenere il frigo aperto al fine di equilibrare i consumi?Io ho fatto due impianti per un totale di 7,5 kwh.Con quello che produco ho eliminato il metano è ho fatto il riscaldamento elettrico.Quando raggiungo quello che ho prodotto passo a legna o metano.In qualsiasi appartamento si può fare il riscaldameto in pompa di calore.Se invece hai il riscaldamento centralizzato,usa l’energia elettrica per il raffrescamento.Così facendo ci sarà sempre un giusto equilibrio con l’Enel.A mè il GSEL la paga 0,4725.Ci vuole fiducia.Saluti da Genova

    • simone09

      16 giu 2009 - 01:27 - #34
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      Buongiorno a tutti!.Io mi sto accingendo a fare un ‘impianto fotovoltaico da 100/80 kw utilizando uno scambio sul posto.I miei consumi sono di una casa normale con un contratto da 3kw stardard. Volevo sapere se e quanto mi conviene?
      Saluti simone